Ambiente e Natura

Epicrisi 595. Ponza… è tempo di pensare al futuro prima che il futuro si allontani da Ponza

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di Enzo Di Fazio 

Ho iniziato la settimana con una serie di problemi da affrontare. Alcuni personali, altri legati alla gestione del sito.
In agosto non è facile portarlo avanti. In redazione a livello operativo siamo ridotti al lumicino mentre i contributi dei collaboratori aumentano a dismisura per via dei tanti eventi che la stagione estiva riserva. Ma anche per via dei tempi particolari che stiamo vivendo. Crisi climatica, siccità, intelligenza artificiale, overtourism, fenomeno migranti… sono tutti temi che, per la loro pressante attualità e per i riflessi che hanno sul nostro vivere quotidiano, non possiamo far finta di ignorare,
Essendo l’epicritico di turno e sapendo di dover affrontare una settimana di impegni personali con un sabato che non avrei potuto dedicare al sito mi sono posto il problema e la domanda:
Come farò la mia epicrisi, questa settimana?
La farò diversa, mi son detto. Non strana, alla stregua di quella elaborata qualche tempo fa, ma diversa.

Mi sono imposto di fare ogni sera il resoconto della giornata sfogliando le pagine del sito come se fosse un quotidiano da consultare a casa, in poltrona, dopo il lavoro
Concentrandomi sugli argomenti più significativi per l’isola e per il nostro tempo.
Così ho portato avanti la settimana.

Domenica 16 agosto, 8 articoli… non male come inizio
Ovviamente li ho letti tutti ma è “Mi chiamo Ponza”, l’articolo di Peppe Aprea ad ergersi in mezzo agli altri. Ponza come una bella donna, un’efficace metafora utilizzata per parlare dell’isola, della sua storia, della sua bellezza e della sua fragilità. Un articolo che si fa leggere tutto d’un fiato per la cura e il garbo in cui è scritto e per i tanti temi che propone,.
Ponza come una donna che ha conosciuto il lavoro, la fatica, l’amore, l’abbandono e il dolore e che oggi, più che mai, ha bisogno di essere rispettata.

C’è da meditare

Fanno da cornice all’articolo di Peppe
– innanzitutto, le foto della rubrica del Meteo che mostrano giorno dopo giorno, accompagnate dalle notizie climatiche, l’isola nel bello e nel cattivo tempo

– Poi c’è Ponza in tavola con l’annuncio della consueta rassegna che, promossa dall’Associazione Cala Felci, sa unire, come ogni anno, tradizione, storia e cultura del cibo locale.
– Più in là, in un angolino, spunta l’espressione artistica di Franco De Luca che da pezzi trasportati e consunti dal mare trae ispirazione per dar vita e senso alla materia

– Scorrendo le pagine arrivano alle orecchie le note di Un’estate al mare, tipica colonna sonora degli anni ’80 che proposta, da Luisa Guarino, continua inossidabile ad accompagnare il nostro tempo

C’è, poi, un  altro articolo che ha destato la mia attenzione per i richiami alla situazione climatica attuale, altro tema che spesso trattiamo sulle pagine del sito.
Si tratta degli Scheletri del passato, nel Danubio in secca segnalato da Luigi Licci del gruppo della ‘Scuola del Viaggio’ cui fa capo anche Sandro Russo
Riporto l’incipit dell’articolo di Andrea Basso
La siccità fa riaffiorare dal Danubio, dalla Bulgaria all’Ungheria, ponti romani, fossili, relitti e reperti della Seconda guerra mondiale, compresa una ventina di navi da guerra fluviali tedesche, offrendo nuove testimonianze della storia del grande fiume…
il lato positivo – ho pensato – di un fenomeno che continuiamo a sottovalutare nonostante la sua gravità.


Infine, tra le altre notizie ecco l’intervento del nostro corrispondente da Ischia, Giuseppe Mazzella di Rurillo, sulla libertà di stampa, tema di non poco interesse considerata la situazione italiana.
La libertà di stampa in Italia, pur essendo garantita, presenta ancora importanti criticità dovute a pressioni politiche ed economiche che possono condizionare l’indipendenza dell’informazione. Nel World Press Freedom Index 2026, l’Italia si colloca al 56° posto su 180 Paesi, perdendo sette posizioni rispetto al 2025, quando era al 49° posto.

E passiamo a lunedì 17 agosto
Solo due articoli.
La mattinata si apre con le riflessioni di Franco Ferraiuolo su un tema, peraltro molto dibattuto, che era stato già toccato nella settimana precedente. Si tratta dell’umanità cadente in un circuito letale, un fenomeno che può essere letto come la descrizione di un insieme di crisi che si alimentano reciprocamente. Non significa necessariamente che l’umanità sia destinata a scomparire, ma che alcuni meccanismi, se non vengono interrotti, possono rafforzarsi a vicenda.
L’umanità sembra intrappolata in un circolo vizioso fatto di consumi, sfruttamento delle risorse, crisi ambientali e sociali, guerre, disuguaglianze e paura. Per spezzarlo occorre cambiare rotta, puntando su cooperazione, rispetto della natura, responsabilità, nuove generazioni e uso consapevole dell’IA.

Non dobbiamo trasmettere ai giovani solo paura e pessimismo, ma la consapevolezza che il futuro è ancora nelle nostre mani: dalla sequenza paura > egoismo > conflitto > distruzione dobbiamo passare a consapevolezza > responsabilità > cooperazione > futuro.
Impegnativo l’argomento ma penso che ne sia valsa la pena parlare.

Gli fa compagnia solo un altro articolo
Si tratta dell’annuncio di un evento che si terrà al Museo Civico Archeologico Lavinium di Pratica di Mare, una Visita guidata tematica sui miti legati alle costellazioni e osservazione astronomica con telescopiun modo per varcare la soglia di questa terra con tutti i suoi problemi.



E siamo a martedì 18 con 6 articoli
Si inizia con l’intelligenza artificiale. E’ Pino Moroni a introdurre l’argomento con Vogliano parlare dell’A.I…. prima che essa parli di noi?
Argomento tosto che non è facile digerire a fine giornata anche se si è accolti da una comoda poltrona. E poi in chiusura c’è pure l’articolo che presenta il prof. Jacob Tsimerman, un matematico eccelso con i suoi studi sulle potenzialità e i pericoli dell’A.I.



Sintetizzo 

L’Intelligenza Artificiale offre grandi opportunità nella medicina, nella ricerca, nell’educazione e nella lotta ai problemi globali, ma comporta anche rischi, come disinformazione, perdita di posti di lavoro, violazione della privacy e difficoltà di controllo.
Il problema, quindi, non è stabilire se l’A.I. sia buona o cattiva, ma come governarla e utilizzarla, mantenendola al servizio dell’uomo e dei suoi valori.
La preoccupazione di Jacob Tsimerman è che un’A.I. sempre più potente possa arrivare a superare le capacità umane e diventare difficile da controllare. Per questo è fondamentale sviluppare fin da ora strumenti per garantire la sicurezza e il controllo umano.
In definitiva, l’AI è una straordinaria opportunità, ma il suo futuro dipenderà dalla capacità dell’uomo di usarla responsabilmente e mantenerla sotto controllo.
Insomma un futuro pieno di incognite.

Meglio divagare un po’ e tornare alla nostra isola con le riflessioni sulla Madonna ‘i miezz’auste di Franco De Luca, quelle di Silverio Guarino sui nativi di Ponza, una razza in via di estinzione e sulle notizie di stampa tra elogi alle bellezze delle ponziane e qualche fatto di cronaca, come il sequestro della piattaforma-appendice di un noto ristorante di Sant’Antonio che ha richiamato l’attenzione di non pochi ponzesi facendo discutere e riflettere sul sistema delle concessioni e dei controlli.

Ah, dimenticavo: il 28, 29 e 30 Villa delle Tortore per onorare la consegna ai ponzesi ospiterà il teatro di Francesco Maria Cordella.

Mercoledì 19 agosto apre con leggerezza sulla gastronomia dell’immaginazione, una bella metafora per indicare il modo in cui la fantasia nutre la mente, proprio come il cibo nutre il corpo. Lo spunto lo dà un articolo dell’antropologo Marino Niola, Il giardino dei finti spiedini e altri cibi fuggiti dalla tavola. Una riscoperta con un occhio alla crisi economica che ci obbliga a fare di necessità virtù anche a tavola. La memoria conserva sapori, immagini e momenti del passato mentre la curiosità spinge a cercare nuovi ingredienti.
Immediati, per quanto mi riguarda, il ricordo e l’accostamento allo spaghett’ sciuliente sculiente che preparava mio padre a Zannone, con pochi ingredienti e poco tempo a disposizione.

La divagazione dura poco perché con gli altri due articoli ci re-immergiamo nel mondo delle riflessioni.
Ritorna il tema dell’ovetourism con un articolo che sulle Eolie descrive una situazione molto simile a quella di Ponza. Un grido d’allarme che mette in evidenza come una piccola isola, sia essa Ponza o Lipari o Stromboli, non possa sostenere all’infinito una concentrazione enorme di persone, automobili, imbarcazioni, consumi d’acqua e produzione di rifiuti in poche settimane. Da qui l’invito ad un’azione comune: governare il turismo per salvare le comunità
Come farlo? Innanzitutto, attraverso la formazione di un’opinione pubblica che percepisca, giudichi e discuta i fatti e i problemi del proprio tempo.


Ci pensa Franco De Luca a tirare in ballo il concetto di opinione pubblica con il richiamo al senso di responsabilità che ognuno deve avere quale elemento della comunità cui appartiene. Per mettere in evidenza i problemi trascurati e orientare le scelte politiche. Cercando di evitare le informazioni false, la propaganda, i titoli sensazionalistici e imparando a distinguere i fatti dalle opinioni.

Giovedì 20 agosto, due articoli
Di prima mattina torna Peppe Aprea con la sua saggezza e con un tema che ormai gli è caro e congeniale: il futuro dell’isola.
Lo fa immaginando un colloquio tra un vecchio ed un ragazzo, seduti sul muretto di sant’Antonio, mentre guardano il mare e le barche che vanno e vengono piene di turisti. Una chiacchierata che mette in evidenza un interrogativo importante che dovrebbe porsi qualsiasi giovane di oggi.
“Che lavoro farò da grande?” ma soprattutto: “Che Ponza troverò quando sarò grande e che cosa avrò fatto io per conservarla e migliorarla?”

Il racconto trasforma il futuro personale in una responsabilità collettiva: vivere a Ponza non significa soltanto trovare un modo per guadagnarsi da vivere sull’isola, ma contribuire a costruire una Ponza nella quale anche le generazioni future possano vivere, lavorare e sentirsi parte di una comunità.

Intanto i fatti che apprendiamo dalla stampa ci riportano all’oggi e al futuro prossimo con il nuovo bando di gara per i collegamenti marittimi che alimenta la speranza di vedere risolto l’annoso problema del traporti.



Venerdì 21 agosto
, giornata abbastanza rilassante
Il mese riserva ancora sorprese ed eventi.
Un appuntamento da non perdere è la serata dedicata al pittore della Ravia, Claus Wallner. Ce lo segnala e raccomanda la nostra Luisa Guarino con un articolo pubblicato su Latina Oggi
E da non perdere è anche quello di domenica 23 dell’apertura ai ponzesi di Villa delle Tortore già da tempo annunciata ma questa volta abbiamo il programma della serata ricco di contributi da parte di artisti e poeti dell’isola.

E siamo a sabato 22, ultimo giorno oggetto di osservazione.
Tre articoli tra cronaca ed attualità che invitano a riflettere.
Bugie criminali sui vaccini di Roberto Burioni proposto da Sandro Russo, come ex medico.
L’episodio della bambina di 4 anni di Palermo morta di difterite perché non sottoposta alla vaccinazione per scelta dei genitori no-vax fa discutere e conferma quanto importante sia la corretta informazione e quanto male possa fare il contrario, cioè la disinformazione corredata peraltro di dati non scientifici.
E’ vero, tutti i medicinali hanno effetti collaterali ma quali sono i rischi della vaccinazione e quali quelli della malattia? È da questo confronto, non dalla paura né dalla propaganda, che dovrebbe nascere una scelta consapevole

E, infine, gli ultimi due articoli (Sui disagi delle isole minori e sullovertourism), articoli che hanno per oggetto ancora una volta il tema del momento: la sofferenza delle piccole isole difronte alle pressioni di un turismo senza freni e concentrato in pochissimi mesi dell’anno.
Ne fanno le spese tutte le piccole isole che ne escono mortificate per un danno all’immagine e con grosso pregiudizio del proprio futuro.

Il messaggio che sento di esternare sulla base delle sensazioni che gli articoli della settimana mi hanno trasmesso è che Ponza non deve scegliere tra turismo e ambiente. Deve scegliere tra un turismo che consuma l’isola e un turismo che contribuisce a conservarla.

Mi accorgo, chiudendo questa epicrisi, che, nonostante i soli 28 articoli è uscita più lunga del solito, L’analisi di quanto proposto giorno dopo giorno mi ha indotto a scrivere di più.
Chiedo venia a chi ha avuto la pazienza di leggermi fino in fondo

A tutti auguro una buona domenica

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