Anziani

Senilità

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di Bixio

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Quando l’ultimo figlio si chiude la porta di casa alle spalle per andare a vivere da un’altra parte, da quel momento nulla sarà più come prima.
È vero si comincia a morire molto prima del giorno fatidico. Nel silenzio incombente nell’appartamento, ormai soli con la moglie vecchia anche lei, barcollando esci a prendere aria. Sarete sempre più soli.
Ricordo un vecchietto al parco col suo cane, l’unico amico che gli era rimasto; stessa ora stesso posto… Era preoccupato per chi sarebbe andato via prima, non voleva lasciarlo solo, unico legame, unico affetto… lo osservavo e mi si stringeva il cuore.

Forse un destino benevolo ti lascerà il tempo di assistere al tuo declino inesorabile, giorno dopo giorno, respiro dopo respiro. Le telefonate diventano sempre più rare, la televisione non ti dà alcuna compagnia, il traffico sotto la finestra scorre interminabile; l’amico cane si accuccia ai tuoi piedi, la sua presenza di dà affetto e conforto, tra poco bisogna prepararsi a trascorrere un’altra notte d’insonnia. Poi..
Poi.. quando verrà il momento, il fato crudele ti travolgerà senza scampo, quel cucciolo resterà ad aspettarti per sempre sull’ uscio di casa.

Qui sull’isola si vivono sensazioni che bruciano nello stomaco… Sulla spiaggia di cala Feola, la vecchia barca di legno tirata in secco, riversa sul fianco verrà logorata dal tempo e dalle intemperie, eppure il cagnolino Willy va sempre ad accucciarsi sotto il cavone di poppa come faceva con Peppe quando uscivamo a pesca.
Attenderà all’infinito, ma il suo vecchio amico se n’è andato per sempre.

Immagini di copertina e nel testo: da Umberto D., film di Vittorio De Sica del 1952 con sceneggiatura di Cesare Zavattini (scelte dalla redazione)

1 Comment

1 Comment

  1. Bixio

    10 Agosto 2026 at 12:33

    Grazie per avermi pubblicato. Grazie a Sandro per il suggerimento di Umberto D. di De Sica.
    Sto ricevendo molte telefonate, SMS di condivisione; mi ci hanno pure svegliato, stamattina presto. Qualcuna mi ha detto che si è commossa e ha pianto. Successe anche con “‘U matt’ d’u paese”.
    Umberto D.
    “Neorealismo e feroci morsi allo stomaco per la sofferenza, il bianco e nero, l’autunno, l’ultimo amico, la dignità estrema, tutto questo tormento vissuto lucidamente, forse il significato di una vita trascorsa senza senso”.
    Quel film non potrei vederlo, starei troppo male!

    Risponde Sandro Russo: E’ stato motivo di uno dei primi feroci litigi con Tano, quel film che ho rivisto di recente. A me non era piaciuto per niente il finale. Lui non era d’accordo: – E che ne vuoi sapere più di Zavattini, di come si fa una sceneggiatura!?

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