Quann’ ’na bella pesca esce “fraceda ’a dintə”

di Martina Carannante

.

Le giornate estive sono sempre più calde ed afose, speriamo e confidiamo al vicino di casa che domani andrà meglio e metterà un po’ di vento, ma rimane come un sogno nel cassetto di quando si era bambini.
Si esce la mattina presto a far la spesa o quando cala il sole, perché il calore, purtroppo, non cala. Certo, la mattina presto non sempre si trovano i prodotti freschi o appena arrivati, ma gli arrivi sono giornalieri e qualcosa di buono si trova sempre.

Al carrettino della frutta si avvicinano tanti isolani per far una spesa veloce e tornare al fresco di casa.
Maria prende un bel piede di insalata e quattro pomodori, perché quelli che ha messo nell’orto purtroppo sono tutti seccati…
Dice: – Aaaah ‘a seccareccia ha accisə tuttə cose! Quatte cucozze me so’ rimaste!
Antonio, mandato dalla moglie, prende i fagiolini e le zucchine, anche il suo orto quest’anno ha prodotto poco, quattro pesche e poca altra frutta. Chiacchiera con gli altri paesani al carretto.
Tutti si lamentano del caldo, che non piove ed il raccolto è povero e poi ovviamente dell’acqua che non c’è, di Internet che non prende, del depuratore che puzza, dei turisti maleducati, della poca gente, della troppa gente…  e chi più ne ha più ne metta.

Massimo, sistema delle belle pesche fresche sul carrettino. Belle, arancioni e con il sole che si alza sembrano ancora più luminose del colore originario. Tutti i compaesani vanno vicino le pesche per vederle meglio e accaparrarsi le migliori.
Aniello da lontano guarda la scena ed esclama: ’Sti pesche sono proprio comme Ponza! Tutti si girano verso di lui che con faccia enigmatica. Lui prosegue: Essì, so’ belle ‘sti pesche! …Ma pensate si iescene fracede ’a dint’!

Tutti posano le pesche di nuovo nella cassetta del carretto; Massimo, uomo buono e consumato dal lavoro, prova a fare una faccia per smentire Aniello, ma gli esce più che altro una smorfia.
Aniello sorride: Sto pazziann’, è ’na metafora! I pesche ’i Massimo so’ i cchiù gialle e i cchiù bbone!!

Uno alla volta, gli “avventori del carretto” prendono la loro spesa, pagano il conto – qualcuno ha comprato anche le pesche – e vanno via.
Mi avvicino ad Aniello e gli chiedo come gli è venuto in mente di dire quella frase e lui, sempre con fare sornione e saggio allo stesso tempo, mi dice: – Ma tu hai ascoltato quello che dicevano e come parlavano?!

Ponza è bellissima, un mare che solo qua si trova… Solo che sbarchi dalla nave si riempiono gli occhi di bellezza: i colori delle case, le barche i pescherecci… E poi?
Poi passi vicino i bidoni dell’immondizia, per carità sono stati cambiati, sono più belli (sono arrivati con i soldi del Pnrr), ma già puzzano e ancor non abbiamo capito come e quando fare la differenziata.
Poi Internet non funziona; va bene che siamo su un’isola e ci dobbiamo connettere con la natura, ma ormai sono mesi che ogni mercoledì è un problema fare le analisi perché puntualmente non c’è linea e non si possono fare i pagamenti, un giorno sono corsi pure i Carabinieri! La Banca e la Posta senza Internet come fanno a lavorare?? Tutto si blocca continuamente.

L’ultima, poi, è l’acqua. Una volta arriva salata, una salmastra e gli altri giorni viene centellinata o sospesa; meno male che ognuno ha il pozzo e ogni tanto lo riempie, ma poi arrivano i controlli e… Zac! Il pozzo non va bene, chiudiamo le attività.
Ad agosto quanto si perde con tre giorni di attività sospesa per l’acqua?!

Lo fermo subito… – È vero Anié’! Tiene raggione… ma se con le pesche di Massimo c’era il dubbio che qualcuna  fosse marcia dentro, cca tenimme ’a certezza che tutta ’a cascetta è ’na fetenzìa!