Ambiente e Natura

Ponza, ricordo poetico

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di Giuseppe (Peppe) Aprea (*)

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Ci sono sere che non tornano, ma continuano a vivere nel cuore. Sono le sere di Ponza, quelle di una volta, quando il tempo sembrava seguire il respiro del mare e nessuno aveva fretta di rincorrere la notte.

Ci si sedeva sui muretti del porto con un cono o una coppetta di gelato tra le mani e parole che nascevano spontanee, senza dover riempire ogni silenzio. Si parlava di tutto e di niente, mentre le barche cullate dall’acqua sembravano ascoltare quei racconti che il vento portava via, per poi restituirli ogni estate.

Corso Pisacane di notte
(by Giuseppe Aprea)

La passeggiata sul corso era un rito antico, semplice e bellissimo. Ci si vestiva con cura, non per apparire, ma per il piacere di vivere la sera. Si andava avanti e indietro, incontrando amici, parenti, volti conosciuti. Ogni saluto era un abbraccio, ogni sorriso aveva il sapore della familiarità. Nessuno era davvero uno sconosciuto.

Le risate dei bambini correvano leggere tra la piazza e il porto, confondendosi con il richiamo dei gabbiani e con il suono delle onde che accarezzavano la banchina. Le coppie passeggiavano mano nella mano, gli anziani osservavano la vita scorrere con la saggezza di chi sa che la felicità abita nelle cose più semplici. E il mare, silenzioso e immenso, sembrava custodire ogni istante come il più prezioso dei segreti.

Non servivano luci abbaglianti né musica assordante. Bastavano il profumo della salsedine, il cielo colmo di stelle e quel vociare gentile che riempiva il porto senza coprire mai la voce del mare. Ponza aveva il dono raro di far sentire ognuno a casa, di unire le persone con una semplicità che oggi sembra quasi un miracolo.

Forse il tempo cambia ogni cosa, ma non può cancellare ciò che ci ha insegnato ad amare. Perché la vera nostalgia non è per gli anni che sono passati, ma per quel modo di vivere che faceva sentire ogni sera un piccolo regalo, ogni incontro una ricchezza, ogni tramonto una promessa.

E allora viene da pensare che, forse, per ritrovare la bellezza non serva tornare indietro nel tempo. Basterebbe tornare a guardarci negli occhi, a sederci ancora su quei muretti, ad ascoltare il mare e lasciare che Ponza ci ricordi chi siamo stati.
Perché ci sono luoghi che non smettono mai di abitare il cuore, e Ponza è uno di quelli.

 

Note di Enzo Di Fazio sull’autore

(*) – Giuseppe Aprea (Peppe per gli amici) è un ponzese doc. Un affezionato lettore del sito che oggi si presenta anche come contributore. Con Peppe ci conosciamo da circa trent’anni. Ci accumuna, tra l’altro, la passione per la fotografia.
Di conseguenza ama la natura, e cogliere con la macchina fotografica gli aspetti più belli, esaltandone i dettagli.
Nella vita si interessa di nautica ed è guida turistica naturalistica del
Parco Nazionale del Circeo.
Il 10 luglio prossimo lo vedremo su Rai Uno nella puntata dedicata a Ponza di Italia A/R, il programma curato da Vittorio Brumotti.

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