Ciao Attilio, dieci anni dopo il Venerdì non ti dimentica
la Redazione de “il Venerdì – 3 luglio 2026
Quando nel 2013 il gesuita Jorge Mario Bergoglio fu eletto al soglio di Pietro, Attilio Giordano si chiese come affrontare la cosa sul Venerdì senza ripetere ciò che sul nuovo papa argentino era già stato scritto, detto, visto. Cioè praticamente tutto. Allora decise di spedire in giro tre inviati: uno sarebbe andato a Loyola, in Spagna, dove nel Cinquecento partì l’impresa di Sant’Ignazio; un secondo avrebbe raccolto in Italia i ricordi di personaggi in vista che avevano studiato dai gesuiti; un terzo avrebbe invece indagato in Piemonte sugli antenati del pontefice. Per la copertina scelse come titolo The Company, ossia La Compagnia (di Gesù), ma il riferimento – per intenditori – era pure a un famoso romanzo di Robert Littell su un’altra organizzazione molto potente: la Cia.
Questo giusto per dare un’idea di come Attilio Giordano (1955-2016) concepisse il Venerdì.
Messinese di nascita, genovese di tutto il resto, dopo il lavoro da cronista, inviato e capo delle redazioni di Torino e Napoli per Repubblica, aveva assunto la direzione del settimanale nel 2010. E del Venerdì continuò a controllare le pagine, i testi, le foto anche debilitato dalla malattia, convocando fino all’ultimo improvvisate riunioni a casa sua.
A dieci anni dalla scomparsa, in redazione lo ricordano tutti. Inclusi coloro che all’epoca ancora non c’erano.
Sosteneva che le idee migliori da mettere in un settimanale, o quantomeno in un settimanale come il Venerdì, saltassero fuori divagando nelle pause. Soprattutto la pausa pranzo. Preferibilmente in trattoria. I panini al volo li aveva sempre sdegnosamente snobbati.
Sul suo computer, la moglie Terry ha ritrovato bozze di più romanzi: uno erotico intitolato Mutande pazze, un altro Afasia, un terzo aveva come protagonista un detective genovese alla Sherlock Holmes, un quarto raccontava di un gruppo di cronisti in pensione che sfidano il tempo e i costumi aprendo un giornale d’inchiesta tutto loro.
Dietro la sua scrivania, Attilio aveva affisso un cartello con il comandamento: “Scrivete solo i pezzi che vorreste leggere”.
È quello che al Venerdì cerchiamo ancora di fare.
[La Redazione de “il Venerdì – 3 luglio 2026]
Ritaglio-immagine della pag. 8 del Venerdì di Repubblica (cliccare per ingrandire):









