di Paolo Iannuccelli
.
Anni Novanta, quando l’Acqua Tinnea era la più venduta a Ponza. Da dove proveniva? Perché proprio a Ponza?
Arrivava in grande quantità dalle Marche, dalla provincia di Fermo, dal piccolo paese di Montefortino, 700 metri sul livello del mare.
La trovavi quasi ovunque: nelle case, bar, ristoranti, pizzerie, ogni locale di ristorazione. Nei centri di distribuzione all’ingrosso di bevande, i bancali erano colmi di bottiglie di plastica da un litro e mezzo con quel nome sull’etichetta ormai familiare.
A un certo punto quel marchio così presente sull‘isola è scomparso.
L’azienda è finita male, un fallimento ha costretto i titolari a chiudere i battenti, a Ponza hanno cambiato sigla. L’imprenditore Rino Mini – riminese – ha rilevato l’azienda nel 2024 riaprendo i rubinetti della fonte Tinnea, cambiando il nome in Sibilla, dai monti Sibillini.
Mini ha piazzato l’offerta vincente assicurandosi la fonte, lo stabilimento e anche un terreno adiacente per poco meno di un milione di euro.








