Ambiente e Natura

I viaggi di Rita. In giro per la Puglia

image_print

di Rita Gasbarra

Il Parco Archeologico di Egnazia, la Gnathia  messapica,  si trova in provincia di Brindisi, affacciato sull’Adriatico, lungo la via Appia Antica.

Come si declina il tempo? Passato alle spalle, futuro davanti, il presente qui e ora. Una linea orizzontale.
Poi ci si ritrova nel mezzo di una città fantasma, fra le rovine salvate dall’incuria dei secoli, e tutto si ribalta. La realtà del tempo diviene verticale, e racconta la storia del luogo procedendo dall’invisibile allo sguardo e risalendo al visibile.
Così la narrazione ad Egnazia, in un territorio abitato già 15.000 anni fa, nell’età del bronzo, ma le cui tracce storiche iniziano nell’età del ferro, VII sec. a. C. , quando un popolo proveniente dall’antistante Illiria, denominati Messapi (1), traversa il breve spazio di Mare Adriatico.
All’approdo, l’accoglienza di una terra fertile, ricca di acqua, aperta agli scambi. Cresce una prima città, cinta da mura possenti, affacciata sul mare.

Il racconto documentario della vita di questo popolo va cercato fra i morti, nella necropoli che conserva, nei corredi funebri, la storia dei vivi.
Tombe di varia forma, a fossa, a semicamera, a camera, a volte decorate, la più bella con disegni di melograna. Gli oggetti “in situ”, anfore, piatti, ampolle, fibule, gioielli, statuine… narrano di una popolazione di navigatori e commercianti, evoluta e raffinata, aperta agli scambi commerciali anche col mondo greco, tramite la vicina Taranto.
Nel III sec. a. C. la conquista romana ingloba Egnazia. La città si ingrandisce, viene costruito un ampio porto e poi una strada, la via Traiana, che corre lungo la costa, in parte parallela alla via Appia Antica, la “regina viarum”. Sopra la prima Egnazia si edifica la città nuova, secondo i canoni romani: decumano e cardo, Foro, Basilica, Mercato, templi,  le immancabili Terme, domus, botteghe… Una ricca e vivace cittadina portuale.
Se chiudo gli occhi, la brezza del mare mi racconta lo strepitare dei carri sul basolato, gli schiamazzi dei venditori al mercato, il brusio della folla, i pettegolezzi alle terme.

Un tratto d strada

Poi la decadenza dell’impero, un ultimo respiro dato alla cittadina dall’impero di Bisanzio, con la costruzione di nuove mura, a difesa dai barbari che, inesorabilmente, avanzano, dando il via ad una nuova epoca, il Medioevo. Il cristianesimo si è ormai diffuso. Si distruggono i templi e si costruiscono chiese, le fornaci bruciano i marmi di rivestimento e le statue degli dei per farne calcina.
Lo splendore dell’Impero scompare, fagocitato dal tempo. La città poco a poco viene abbandonata dalla popolazione che si rifugia nell’entroterra, in collina, per difendersi dagli attacchi pirateschi.
I resti di Egnazia vengono ricoperti da terra e fango. Ci si dimentica della sua esistenza.

Dobbiamo arrivare a metà ‘800 per scavi predatori da parte dei tombaroli, con perdita di un’importante fetta del patrimonio storico e artistico, venduto sul mercato dell’antiquariato, spesso estero. Solo dal 1912 inizieranno  scavi archeologici ufficiali.
Un bel museo, organizzato per testimonianze di epoche successive, correda la visita agli scavi. Una sorpresa la sala marina, che, in modalità interattiva, racconta le ricerche nella zona corrispondente all’area  portuale.

Mosaico romano con le tre Grazie

La dea Cibele, divinità mediorientale venerata a Egnazia

Attis, sacerdote di Cibele

Anello medievale con richiamo al Tempio di Gerusalemme

Trazzella, vaso messapico per l’acqua

Vaso ‘a mascheroni’ e (sotto) di più raffinata fattura


Nota
(a cura della Redazione, da Wikipedia)

(1) – I Messapi (in greco antico Μεσσάπιοι, Messápioi; in latino Messapii) erano una tribù iapigia che nell’antichità classica occupava il territorio corrispondente all’attuale Salento. Le altre due tribù Iapigie, i Peucezi e i Dauni, erano stanziate rispettivamente nel centro e nel nord della Puglia. Le tre tribù erano linguisticamente correlate da un comune idioma, il messapico, ma iniziarono a differire considerevolmente tra di loro sul piano culturale a seguito delle diverse influenze e stratificazioni etniche che si sovrapposero nella regione a partire dal VII secolo a.C..
Anticamente il territorio dei Messapi, tradizionalmente conosciuto come Messapia, si estendeva da Leuca a sud-est fino a Ceglie ed Egnazia a nord-ovest, ricoprendo gran parte della penisola salentina. A partire dal terzo secolo a.C., gli scrittori greci e romani iniziarono però a distinguere le popolazioni indigene del Salento in modalità differenti ( per ulteriori informazioni Cfr. in Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Messapi )

Clicca per commentare

È necessario effettuare il Login per commentare: Login

Leave a Reply

To Top