Attualità

Per nulla al mondo, il libro di Luigi Armando Ferrario su Raniero da Ponza

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di Francesco De Luca

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Rinfranca certamente la lettura del libro di Luigi Armando Ferrario  Per nulla al mondo – Le Chateau Edizioni – Aosta. Rinfranca noi, dico, che siamo avvinghiati al lumicino delle notizie riguardanti il monaco cistercense Raynerius de Pontio ossia Raniero da Ponza.
Avvinghiati lo siamo perché sono così rare le notizie che occorre centellinarle per trarne un quadro che possa manifestare contorni definiti.

Ferrario gioca facile, mi si passi l’espressione, perché si muove con disinvoltura fra le rare notizie, in più con aggiunte fantastiche, per cui è più esatta l’ espressione romanzo storico, meno esatta, e fuorviante, è l’altra espressione: la vera storia di Raniero da Ponza.
Ma, al di fuori di questa precisazione, il libro è piacevolissimo. Lo dico per la simpatia che intrattengo coi lettori di Ponzaracconta, e non per velleità di recensione. Non ho credenziali per farlo e nemmeno l’intenzione. Ne parlo perché interessato alla vicenda umana di Raniero, in quanto ponzese.

Nel libro si narra l’intero percorso di vita del ragazzo, trapiantato a Ponza coi genitori in fuga da Gaeta, per le lotte fra Gaetani e Pisani per il possesso del traffico portuale. A Ponza il piccolo viene lasciato all’educazione di un navigato monaco cistercense che trascorre l’esistenza cenobitica nel monastero di Zannone insieme ad altri due frati. Marius è il nome del monaco. Gli insegnerà le lettere, le scienze, gli mostrerà gli aspetti edificanti della natura isolana, lo avvicinerà alla fede in Dio.

Con tale solido nocciolo di entusiasmo per tutto il creato Raniero affronterà gli studi nell’abbazia di Fossanova, la più vicina all’isola, per poi salire nell’Alta Savoia per conoscere un’altra sede monastica di prestigio, l’Alta Comba. Naturale traguardo per un giovane animo infervorato di Dio. Cercato ovunque: nella natura, nei libri, nelle relazioni umane. Qui vestì il saio bianco dei cistercensi e si votò a camminare sul mondo a piedi scalzi.

Ritornò a Fossanova dove incontrò Gioacchino da Fiore. Saldò con lui un’amicizia fatta di letture condivise, di visioni per una Chiesa meno gerarchica e più povera, di aspirazione a cercare la quiete di Dio in ogni conflitto umano.

Lì incontrò Lotario da Segni (pag. 117). Costui divenne Papa, e Raniero ne divenne confessore, su chiamata.

Le vicende si svolgono come è stato ampiamente scritto sia da Mario Moiraghi nei libri che eradicano Raniero dal silenzio della storiografia e lo hanno portato all’evidenza della ricerca, sia dall’ultimo convegno su Raniero, tenuto a Ponza nei giorni 27 e 28 maggio.

C’è infine il forte impatto emotivo espresso da Raniero allorché ritorna nell’isola di Ponza, debilitato dalla malattia e fortemente convinto di volervi rimanere. “Per nulla al mondo”  dice al capitano che lo sollecita a scendere sull’isola, altrimenti si ritorna in continente. Non vuole lasciarla più. Per nulla al mondo!

Idealmente da Ponza irradia il suo messaggio. Fatto di saggezza scritturale, di visione amorosa per tutto il creato, di esclusione totale della violenza nei rapporti umani. Un “Nuovo Umanesimo” azzarda a teorizzare Ferrario. In sintonia con lo spirito di Papa Francesco Bergoglio, e con vicinanza a Papa Leone XIV.

Un libro fantasioso, una lettura amabile. Un messaggio schietto. Un personaggio intenso.

 

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