Ambiente e Natura

Ore 19

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di Francesco De Luca

Il sole è ancora alto. Non arde ma ristora l’intero universo di aria e mare, che stringe questo piccolo morso di terra che è Ponza. Sono le 19, le sette di sera, in gergo popolare, e gli attracchi. le vie, i vicoli e le strade pullulano di gente. E’ il 1° giugno e, nell’attesa del 2 giugno, festa della Repubblica, le città si sono svuotate per cercare pace nei luoghi dove il tempo libero è propiziato da un clima vacanziero. Ponza appunto.

Sto nel cortile e mi beo di serenità, auspicata dalla bellezza che l’isola possiede, quando uno strombazzamento di clacson irrompe nell’aria. E’ Gino, il fruttivendolo, che il lunedì, come sempre, viene ad agevolare chi vive in una zona fuori mano. Col furgoncino, si ferma in uno slargo appunto, strombazza affinché le casalinghe di una certa età possano acquistare frutta e verdura a due passi da casa.

E’ provvidenziale la venuta di Gino, specie per i ponzesi di una certa età. Non solo. L’andare presso il furgone ambulante, talvolta, assicura i vicini che si è ancora in grado di provvedere da sé al proprio sostentamento. E poi… si commenta l’ordinanza comunale, l’ultima, quella che fissa le zone ZTL, e il ritorno nell’isola della statua di san Silverio, restaurata a Roma e, infine, l’andamento del tempo meteorologico: pietra miliare di tutti i discorsi. Perché? Pur immersi nel caso proviamo a mettergli limiti e prevederne il decorso.

Sto beandomi in questi pensieri che sanno di niente e dunque sono sereni quando… mi sovviene che questo incontro di paesani, talvolta, diviene eroico.

Eroico? E già… perché a dicembre, alle sette di sera è notte, nel vicolo tira un venticello alimentato dalle strettoie, in più… questa sera a tratti piove… e non sai se portare l’ombrello o no.

Gino strombazza, come sempre, e il vento disperde il suono, ma la madre di casa vuole approfittare per prendere un po’ di menesta per domani; c’è anche la frutta da comprare…

Si mette a piovere… quei cento metri da casa al furgoncino sono un’impresa. La luce stradale è fioca, bisognerà pure mettersi qualcosa addosso, contro l’acqua.

 

Il vivere sull’isola si palesa pesante. Si è circondati dal buio della solitudine. E’ lei la compagna sgradita della vecchiaia. L’ isola è dei vecchi.

Mannaggia… ai pensieri… Ero così sereno poco fa e ora… Guardo in alto e il sole sopra monte Pagliaro  luccica che opprime. Meglio così! L’estate 2026 si sta donando a noi. Prosperosa, come sempre.

 

NdR: le foto a corredo dell’articolo sono di Rossano Di Loreto

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