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1° Maggio: sul palco del Concertone, Delia cambia le parole di “Bella ciao”

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spigolature da Commenti e Stampa, raccolte da Sandro Russo

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Ci si riferisce al Concertone del 1° Maggio e alla cantante Delia che nella canzone Bella Ciao ha cambiato la parola “partigiano” in “essere umano”.
Sul sito abbiamo presentato una versione di Bella Ciao nella rubrica “Una canzone per la domenica”, della settimana scorsa.

Nella Rubrica “Posta e Risposta” di Francesco Merlo su Repubblica scrive un lettore:

Caro Merlo,
ma chi diavolo è Delia? E perché storpia “Bella ciao”?
Come nel film “Chi è Harry Kellerman e perché parla male di me?”. Nel film Kellerman è lui stesso.Dustin Hoffman ne fa un’interpretazione sopra le righe ma efficace. Non so se Delia abbia visto il film e non so se sappia cosa è la canzone della libertà. Ma penso che sta parlando male di se stessa. Penso che abbia avuto un’alzata d’ingegno per una notorietà effimera. Poi tutti la dimenticheranno. Una nota personale: credo che più del 90% di quelli saliti sul palco non lo meritassero. Compresi Belli e i Litfiba. Amen
Pietro Orrù

Risponde Merlo: “Bella Ciao” non è un testo sacro
Ho ascoltato Bella ciao “deformata” da Delia (che ha una bellissima voce) e le dico che non c’è una presunta purezza da difendere dalle blasfemie. Anzi, si onora di più una canzone reinterpretandola come ha fatto Delia che sequestrandola e sacralizzandola.

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Comunicato ANPI Provinciale di Roma:

Riso amaro.
Ringraziamo l’autore o autrice (a noi) ignoti di questa satira. Bella Ciao è cantata, suonata e spesso deturpata in tutto il mondo, spesso per esprimere le lotte e la speranza di Libertà di popoli anche lontani. Ma qui in Italia, se la vuoi proprio cantare e nessuno ti obbliga, oltretutto sul palco del 1 maggio, che può essere celebrato solo perché i partigiani hanno liberato (insieme agli Alleati) il paese da una tirannia che lo aveva proibito, togliti il cappello e usa rispetto.
Tutti i partigiani sono esseri umani, ma non tutti gli esseri umani sono partigiani. Anche i nazisti erano esseri umani. Poi abbiamo fatto nostro il “restiamo umani” del non abbastanza compianto Vittorio Arrigoni, ma è tutta un’altra storia e un altro significato e significante.
Dal palco del primo maggio a quello di Atreju è un attimo

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Delia, “Bella Ciao” senza partigiani: “Fraintesa, era dedicata a tutti”
di Patrizio Ruviglioni – Da la Repubblica del 3 maggio 2026 (estratto parziale) 

Sul palco del Concertone la cantante siciliana ha modificato il testo con “esseri umani”: critiche da social e colleghi.  Alessandro Gassman: “Le parole non si cambiano, hanno un senso ed una importanza”

Roma – «Mi dispiace che il mio messaggio sia stato frainteso da una parte delle persone», «io prendo una posizione chiara contro chi si arroga il diritto di togliere la vita ad altri essere umani, oggi e sempre». Quindi cita i civili uccisi in Ucraina, quelli in Iran e il «genocidio» a Gaza, per dire che il brano è dedicato anche a queste vittime. È questa, in sintesi, la risposta di Delia alle polemiche per la sua esibizione in Bella ciao al Concerto del Primo Maggio di Roma, in cui ha cambiato il termine “partigiano” in “essere umano”. «Il “partigiano” era letteralmente un rivoluzionario che ha preso le armi e si è ribellato», si legge. «“Essere umano”’ era per i civili che vengono ammazzati dalle bombe mentre stanno cenando a casa o mentre stanno dormendo con i propri figli».

Eppure la bufera sulla 27enne cantautrice siciliana – all’anagrafe Delia Buglisi, finalista all’ultimo X Factor – non si placa…

I Modena City Ramblers in concerto

E  ancora, in un’intervista – sempre di Patrizio Ruviglioni su Repubblica – a Massimo Ghiacci, bassista dei Modena City Ramblers, autori (secondo Teresa Denurra) di una delle più belle versioni di Bella Ciao:
A cosa è dovuto questo cambiamento? (del significato e dell’utilizzo della canzone – Ndr)
«Forse dai tempi: la destra al potere, che porta avanti una certa eredità del fascismo, da tempo lavora per confondere le acque, equiparare le vittime degli schieramenti, indebolire l’antifascismo. Ma la realtà racconta un’altra storia».
A che serve, nel 2026, cantare Bella ciao?
«A ricordarci da dove veniamo. E che il mondo – a proposito di essere divisivi – si divide solo tra fascisti e antifascisti: i primi hanno un modo di stare al mondo, noi – pur tra diversità e contrasti – un altro, fatto di democrazia, tolleranza e rispetto reciproco».

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Vignetta satirica (fotomontaggio ) che cambia il titolo al famoso libro di Fenoglio, “Il partigiano Johnny” , pubblicato postumo, nel 1968 (dal web, ricevuta da amici9

1 Comment

1 Comment

  1. Teresa Denurra

    3 Maggio 2026 at 19:26

    Dunque… Bella ciao. Premesso che non ho seguito il Concertone per la mia manifesta allergia alla Tv (sempre spenta), concordo con quanto dichiarato dall’ANPI a margine dell’articolo. “Bella ciao è una e basta”.
    Devo anche confessare che non conoscevo Delia, che magari ha pure una bellissima voce, ma se non si fosse verificato questo fatto, avrei continuato a ignorarla e come me, moltissimi altri. Probabilmente Delia non è figura essenziale nelle conoscenze musicali dell’essere umano.
    Sarà che sono tesserata ANPI e componente del direttivo provinciale; possibile che questa mia intransigenza derivi da lì?
    Originale la trovata di modificare, visto che ci siamo, il titolo di Fenoglio. Intransigenze di partigiani/e legati a qualcosa che si sta dimenticando su chi ha scritto col sangue e il sacrificio la nostra libertà. Anche quella di Delia.

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