di Martina Carannante
Qualche giorno fa avevamo parlato dell’imminente chiusura del Tunnel di Santa Maria (leggi qui): abbiamo pubblicato orari degli autobus e la comunicazione del Comune di Ponza Informa, ma sembrava quasi un qualcosa che non ci appartenesse o che comunque non toccasse più di tanto ed invece…
Mattinata tranquilla, ma solo perché gli addetti ai lavori sono arrivati con la nave delle 10:30. Una volta sbarcati, subito al tunnel a scaricare ed aprire il cantiere, anche perché il Sindaco l’ha promesso: – “Veloci e senza creare troppo disagio! Quel che si deve fare si deve fare, ma rapido ed indolore!”
Ha fatto un po’ più tardi chi ha dovuto fare il primo giro della “Panoramica” o la prima “salita di Giancos“. Qualche malcontento si è iniziato a sentire e così, diciamo, che quella prima sensazione che – ‘u fatt(e) nun era ‘u nuòst’! – è scemata velocemente.
Per me, che abito a Santa Maria ma lavoro al Porto, saranno dei giorni all’insegna della forma fisica, se proprio la vogliamo mettere in maniera positiva. Si sale dalle scalette prima del tunnel, per la strada che va a Pazzaria, si continua a salire fino a Giancos e si scende per la cappella votiva del Cuore di Gesù dalle scalette tra il Conad ed il forno Sangiovanni, viceversa per il ritorno.
Erano anni che non facevo più quella strada!
L’ultima volta capitò nel “periodo del Covid”. Una fuga di compleanno per andare a trovare i miei cugini che abitano a Sant’Antonio; prima ancora è stato quando venne messo in sicurezza il tunnel nei primi anni 2000. Frequentavo le scuole medie al Porto e ricordo che per un paio di mesi il tunnel fu chiuso per lavori di messa in sicurezza e così si “scalava la montagna” all’andata e al ritorno da scuola, se non trovavo qualche anima pia che mi accompagnava a Santa Maria e poi tornava indietro.
Mentre percorro la stradina per tornare a casa, avvolta in questi miei ricordi, scende la sera.
Un gattino rosso mi segue, faccio un po’ in là per scacciarlo, ma niente, probabilmente da quelle parti non vedeva gente da un po’ e vuole socializzare. Camminando incrocio un amico, faccio due chiacchiere, lo rassicuro che la strada è quella giusta, lui mi risponde che da tantissimo non passava di là e che probabilmente questa “disgrazia” della chiusura del tunnel servirà a molti a far scoprire un panorama differente ed una strada dimenticata.
Concordo con lui. Faticosa, ma che vista! Magari in città non fanno questa fatica, ma non godono neanche di questo panorama…
Nuovo giro, nuova corsa… ovviamente le attività principali ed i negozi sono al di là del tunnel e così, tra un giro della panoramica e una scalata di montagna, passeranno questi giorni di lavori in corso per rendere il tunnel più sicuro e sistemato.











