Ambiente e Natura

L’altro Eroe dei Due Mondi

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racconto storico breve di Fabio Lambertucci

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Londra, 1857. Un conte che lavora come giardiniere per un altro conte: “Così mi sono ridotto per amore dell’Italia libera e unita”.

William Wood Deane (1825 –1873) – Veduta di Londra con cattedrale di Saint Paul ed il Tamigi, 1857

Londra, 28 dicembre 1857.
Io, il conte bellunese Carlo Camillo Di Rudio detto “Moretto”, classe 1832, che, dopo il Collegio militare, ho combattuto nelle Cinque Giornate di Milano nel ’48, distinguendomi per coraggio e sprezzo del pericolo; uccidendo tra gli altri, un soldataccio croato che aveva stuprato e assassinato due donne.

Che da mazziniano ho difeso la Repubblica Romana del 1849 e la Repubblica di San Marco a Venezia dove l’amato fratello Achille è purtroppo morto di colera.
Che, braccato dalla polizia austriaca, sono stato esule a Parigi dove nel 1851 con i Giacobini ho combattuto contro il golpista Napoleone III.
E che ho partecipato alla fallita insurrezione mazziniana del Cadore con mio padre Ercole Placido e mia sorella maggiore Luigia, entrambi finiti incarcerati nel famigerato castello di San Giorgio a Mantova, fortezza austriaca del Quadrilatero.
Infine giunto in esilio qui a Londra dove mi sono innamorato della bella quindicenne inglese Eliza Booth e l’ho sposata!

Partito da una bella villa fuori Belluno con in testa i grandi ideali del Risorgimento italiano, ora vivo in povertà nei malfamati sobborghi di Londra e per sbarcare il lunario lavoro nel giardino del conte romano Luigi Pianciani, esule mazziniano, filantropo e amico di Victor Hugo.

FRANCE – JANUARY 01: Marseille. First Meeting Between Garibaldi And Mazzini In 1833 (Photo by Keystone-France/Gamma-Keystone via Getty Images)

Garibaldi aderisce agli ideali della Giovine Italia, durante il suo primo incontro con Mazzini nel luglio 1833 (incisione al Museo del Risorgimento, Torino)

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A sorpresa oggi è venuto a trovarmi un famoso compagno di lotta…

Salve Di Rudio, come andiamo? Vi ho visto ieri al “Sabroniere Hotel” dove alloggia Mazzini.
Mi presento: sono il Felice Orsini di Forlì, avvocato e mangiapreti già deputato della Costituente della gloriosa Repubblica Romana! Ho partecipato a diverse azioni organizzate dal nostro Pippo e l’anno scorso ho beffato quel maledetto del maresciallo Radetzky evadendo dal castello di San Giorgio! –

– Sì, lo so, ne ha parlato tutta Europa! – ho esclamato – È un immenso onore conoscervi! Al tempo della Repubblica Romana purtroppo non ci siamo incrociati. Io stavo a Roma con Mazzini, Garibaldi, Saffi, Mameli, i fratelli Dandolo e Nino Bixio!

Io invece stavo ad Ancona dove fui incaricato di reprimere la “Lega sanguinaria”, una setta di assassini detti “gli ammazzarelli” che accoltellavano i pretacci  gettando però discredito sulla nostra nobile causa.  So che siete molto legato a Pippo. In effetti parla molto bene e rincuora gli animi!
Tuttavia devo confidarvi che ormai non sono più in accordo con lui!
La sue azioni temerarie e avventate a cosa ci hanno portati? Solo a martirii, esecuzioni capitali di cari compagni, a ergastoli ed esilii… No, così non va!
È vero che siamo diventati simpatici e affascinanti eroi romantici agli occhi sdolcinati delle infoiate signore inglesi ma gli Austriaci, il papa e i suoi alleati come Napoleone III continueranno così a dominarci per secoli! –

– Voi invece cosa proponete?

– Sono stato avvicinato dall’esule rivoluzionario socialista francese, il chirurgo Simone Francois Bernard che avete conosciuto a Parigi.
Mi ha convinto che per scatenare la Rivoluzione in Italia si deve uccidere Napoleone III o “il piccolo” come l’ha ben definito Victor Hugo!
In primis perché da giovane era carbonaro e ha tradito la nostra Rivoluzione italiana; in secundis, ha assassinato la nostra amata Repubblica Romana e, tertium, ha ghigliottinato senza alcuna pietà il nostro eroico compagno romagnolo Giovanni Pianori detto “il Brisighellino” che neanche l’ha colpito! Deve morire! –

– Avete ragione! Così faremo! – risposi eccitato da tanto fervore, dimenticando mia moglie e il piccolo Ercole.

– E non con pugnali o pistole bensì con sicure, terrificanti e micidiali bombe al fulminato di mercurio potenziate con chiodi e pezzi di ferro! So fabbricarle… –

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Colonia penale dell’isola del Diavolo nella Caienna della Guyana francese, gennaio 1859
Io una bomba contro Napoleone l’ho lanciata, l’Orsini e il Pieri altre due ma quel maledetto deve aver stretto un patto col Demonio!
Purtroppo sono morti 8 uomini e 156 sono stati feriti.
Così i poveri Orsini e Pieri sono stati ghigliottinati, io già sul patibolo sono stato graziato perché nobile e condannato al carcere a vita nell’Inferno della Caienna!
Il Cavour ne ha approfittato e ha stretto un’alleanza con la Francia per cacciare l’Austria dal Lombardo-Veneto!
Io invece qui inutile mi struggo al pensiero della mia dolce Eliza e di Ercole in Inghilterra!
Devo evadere prima che le guardie sadiche, gli ergastolani francesi che vogliono vendetta, la febbre gialla, il caldo asfissiante, il cibo sempre rancido, gli insetti e i serpenti malefici mi uccidano!

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A bordo di un battello da pesca in mare aperto, dicembre 1859
Abbiamo rubato una barca di pescatori e sono cinque giorni che siamo in mare con la speranza di raggiungere la Guyana britannica. Con i soldi nascosti nella Bibbia da un prete abbiamo comprato dei viveri ma sono già andati a male.
Oddio, laggiù una nave che batte la “Union Jack”! Sono salvo!

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Londra, febbraio 1860
Tutti mi credevano già morto. Non vi dico l’immensa gioia quando ho riabbracciato Eliza ed Ercole!
Vivacchio con qualche conferenza sull’attentato a Napoleone e lavori manuali faticosissimi per pochi spiccioli!
Garibaldi è ormai passato con Cavour e vorrebbe conquistare il borbonico Regno delle Due Sicilie.
Vorrei tanto andarci anch’io ma il pericolo è che i sardi-piemontesi mi consegnino ai francesi.
A Torino infine è stato  proclamato il Regno d’Italia e io non ci posso più tornare!
Pippo Mazzini mi ha consigliato di emigrare in America dov’è scoppiata una terribile guerra civile tra gli Stati del Nord e del Sud per via dell’abolizione dello schiavismo nero.
Il presidente Lincoln ha offerto a Garibaldi il grado di generale ma lui l’ha rifiutato perché finché non ci sarà un Proclama di Emancipazione degli schiavi neri si tratta solamente di una guerra fratricida.
Comunque io ci vado lo stesso, qui sto facendo la fame e mi è morto il secondo figlio…

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New York, febbraio 1864
La raccomandazione del Mazzini all’editore del “New York Tribune” non mi è servita a niente: con il nome Charles C. De Rudio mi sono dovuto arruolare come soldato semplice in un battaglione di soldati neri che nessun bianco vuole comandare.
La guerra è finalmente finita e l’ha vinta il Nord. Mi sono distinto in battaglia, mi hanno promosso sottotenente e sono cittadino americano!
Ora ho un lavoro amministrativo nell’Esercito e mi è nata la terza figlia, Italia Carlotta.

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Kansas, 1867
Mi hanno mandato a cavalcare nelle immense praterie del Far West per proteggere i coloni dagli indiani con il Settimo Cavalleggeri comandato dal colonnello George Armstrong Custer, un tipo molto particolare…

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1870
La Francia è stata sconfitta dalla Prussia e Napoleone deposto. Roma è diventata italiana.
Comunque la mia vita ormai è qui.

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Dakota, 1872
Scortiamo i cercatori d’oro nelle Black Hills, montagne sacre dei Lakota Sioux del Grande Capo Toro Seduto. Pare che gli indiani siano alquanto irritati per il sacrilegio!
Mi è nata la quarta figlia, America Carlotta.

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1873
Ho letto sul giornale che l’ex imperatore Napoleone è morto in esilio nella campagna londinese.

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Montana, nei pressi del fiume Little Bighorn, 25 giugno 1876
Sono da solo nascosto dentro una boscaglia. Vedo delle indiane che stanno scalpando i miei soldati morti!
Abbiamo attaccato l’accampamento che credevamo piccolo ma ci siamo ritrovati all’improvviso circondati da migliaia di guerrieri! Devono aver riunito tutte le tribù!
Si avvicinano due soldati, no Oddio sono indiani con nostre divise! Li affronto, gli sparo, uno cade, l’altro fugge…
Mi nascondo per due notti.
Infine raggiungo la colonna del capitano Reno: – Charles, te la sei cavata! Custer è stato circondato lassù su quella collina. Andiamo a vedere! 
Sulla collina contiamo i nostri caduti: 212! C’è anche Custer.

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Continuo fino al 1896 con il grado di capitano a combattere gli indiani in Arizona, Kansas, Oklahoma e Texas e conosco Geronimo, il capo degli Apache.
Infine in pensione da maggiore mi trasferisco in California per alleviare l’asma bronchiale; alla famiglia si è aggiunta la piccola Roma.
Oggi voglio togliermi un sassolino dalla scarpa perché in Italia è diventato primo ministro Francesco Crispi che ai bei tempi romantici era uno dei nostri, ora è diventato un dittatore.

Ebbene a questo giornalista al quale ho raccontato la mia avventurosa storia voglio anche rivelare un fatto inedito di quella fatidica sera del 1858 a Parigi…

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Epilogo storico
Carlo Camillo Di Rudio morì a Pasadena nel 1910 ed è sepolto nel Cimitero Nazionale di Los Angeles.

Focus Storia 137. Marzo 2018. Commento di Fabio Lambertucci ne La pagina dei lettori

(C) – Fabio Lambertucci (2026)

Appuntamento al prossimo racconto di Fabio Lambertucci!
(a cura della Redazione)

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