riceviamo in redazione una mail da parte di Carlotta Dubini
Buongiorno,
sono Carlotta Dubini, studentessa al Politecnico di Milano nel corso master di Architettura e Disegno Urbano.
Sto svolgendo la mia tesi su Ponza e sto cercando di raccogliere quante più informazioni possibili sul rapporto tra l’isola e l’acqua (fonti, acquedotti, cisterne eccetera). Trovo che nei vostri articoli ci siano informazioni interessanti al riguardo e volevo chiedervi dove posso trovare altro materiale (mappe, testi, libri…).
Vi ringrazio e vi auguro una buona giornata!
Carlotta Dubini
La Risposta di Martina Carannante per conto della Redazione
Ciao Carlotta, piacere di conoscerti.
Sul nostro sito trovi sicuramente tutta la produzione di Leonardo Lombardi, purtroppo scomparso nel 2021, esperto di idraulica romana. Titolo del suo libro: Ponza. Impianti idraulici romani. (Cfr. le relative schermate dell’indice, in fondo a questo articolo). Lì ci sono anche le piantine delle cisterne romane. Altre pubblicazioni, legate più alla cartografia generale delle isole che agli antichi impianti idrici, sono nei lavori del del ricercatore Arturo Gallia dell’Università Roma Tre.
Ho trovato nel mio archivio privato un libro, sempre di Arturo Gallia, che si intitola Le Risorse idriche nell’isola di Ponza.
A proposito di “saperi idrici”, ne ha scritto anche sul nostro sito, da esploratore più recente di cisterne e dell’acquedotto romano, Vincenzo (Enzo) Bonifacio. Il suo libro è Pontio. L’isola di Pilato.
Sul nostro sito puoi trovare materiale utile cercando in voci di ieri o per autore inserendo i nomi citati in grassetto.
Così, ad esempio, puoi trovare il libro di Lombardi pubblicato in 11 puntate, l’ultima delle quali dedicata alla diga di Giancos (leggi qui).
Per quanto riguarda l’isola di Ponza, il dato certo è che i Romani la ritenevano la più grande cisterna d’acqua possibile in mezzo al mare (sulla terraferma un analogo famoso è la cisterna di capo Miseno). Sull’isola, i romani hanno costruito più di 20 cisterne per la raccolta d’acqua, un acquedotto che ripercorre tutto il periplo dell’isola (9 km) ancora oggi in parte utilizzato e l’unica diga romana ancora esistente (l’altra – se non erro – è in Nord Africa), oltre all’antico Murenaio o grotte di “Pontio Pilato“, complesso utilizzato per l’allevamento delle murene e, in parte, come bagni privati della villa romana soprastante.
Quantunque i Borbone si siano occupati della colonizzazione e della ricostruzione dell’isola (che dal tempo dei romani era rimasta alla mercè del vento e del mare) non venne toccato né rifatto l’impianto esistente; l’unica aggiunta, essendo il Porto su tre livelli, fu la condotta fognaria (acque nere) realizzata sotto la pavimentazione nei vari livelli.
A tutt’oggi, le cisterne romane riaperte al pubblico e visitabili sono 2: la più grande è quella della Dragonara, la più piccola quella del Comandante o del Corridoio (le visite sono gestite dalla Pro-loco dell’isola, quindi materiale cartaceo ad esse relativo potrebbero averlo anche loro). La Grotta del Serpente, l’unica cisterna d’acqua in zona Santa Maria, è stata da poco riacquisita dal Comune, ma non è ancora visitabile. Tutte le altre cisterne ricadono in proprietà privata e quindi al momento non sono recuperabili.
Attualmente l’isola di Ponza si rifornisce di acqua tramite le bettoline o cisterne che caricano l’acqua in terra ferma (Gaeta o Napoli) e la trasportano sull’isola dove viene immagazzinata e messa in linea diretta. Ponza terra d’acqua ne è sprovvista dalla caduta dell’Impero!
In merito a questa mia ultima frase, racconto un aneddoto per farmi capire meglio.
_ Mussolini arriva a Ponza come confinato e ci rimarrà per circa 10 giorni, tutti i giorni viene accompagnato da due carabinieri in spiaggia a Frontone, un giorno incontra una ragazza (la signorina Silvia Feola poi signora Silvia dell’omonima pensione a Santa Maria dove il Duce passò il suo soggiorno isolano – Ndr) che raccoglieva le alghe sulla riva per rifare il letto ai maiali e dei secchi di acqua. Il duce, incuriosito, chiese di prterle parlare. I due parlano per un po’ e la giovane gli racconta la vita sull’isola non sapendo effettivamente con chi stava parlando; l’uomo ad un certo punto le chiese: ho notato che qui non c’è acqua corrente, ma come fate? La giovane le racconta che ogni casa aveva un pozzo che raccoglieva l’acqua piovana e da lì si prendeva per bere e per tutto il resto, oppure l’acqua di mare. Mussolini stupito le disse: -“Ma sai chi sono io e che ho stanziato dei soldi per rifare l’impianto idrico su quest’isola!? – ”
La giovane non seppe rispondere altro se non:- ” Qua non è arrivato mai una lira e così facciamo!” – Testimoni dell’epoca hanno riferito che il Duce rimase realmente scosso dalla conversazione e si rese davvero conto che nella sua Italia, forse le cose non andavano così come pensava lui”.
Negli ultimi anni, la società Acqualatina, incaricata della gestione e della distribuzione dell’acqua sulle isole ponziane, per eliminare l’utilizzo delle bettoline aveva programmato la costruzione di un dissalatore – a Ventotene è stato fatto, ma ha dato problemi a non finire -, opera che a Ponza si è interrotta per difficoltà incontrate nella trivellazione della roccia ove far passare i tubi per il mare.
Un po’ di notizie e qualche spunto spero di esser riuscita a darlo.
Rimaniamo a disposizione per altre domande e aiuto per le tue ricerche.
















