.
Non so se si possa definire “canzone” in senso stretto, ma il brano L’America tratto dall’album Libertà obbligatoria si impone a distanza di 50 anni esatti (l’album è tratto da uno spettacolo dal vivo al Teatro Duse di Bologna del 1976), per la sua contemporaneità.
D’altronde, parliamo di Giorgio Gaber (1939-2003), l’inventore del teatro-canzone, un gigante assoluto che nella miseria di questi anni diventa addirittura una Visione.
“Straordinario Gaber, il monologo sugli USA che oggi farebbe scandalo” [Da: radioradio.it]
Piccola riflessione: Gaber era un uomo del suo tempo, certamente arguto, capace di analisi e sensibilità artistica non comuni, ma non un preveggente, descriveva la realtà così come gli appariva.
Cosa abbiamo fatto in questi cinquant’anni per potenziare il diritto internazionale, l’autodeterminazione dei popoli, in una parola la sicurezza per una convivenza più pacifica possibile?
Nulla.
E’ bastato un presidente talmente violento ed impunito da non avere nemmeno il pudore di preservare la forma (la forma è sostanza, per dirla con il padre del pensiero occidentale), per far saltare il banco.
Il tutto avallato da una classe dirigente inadatta, miope e servile.
Il video si riferisce ad un estratto di “Storie del signor G”, del 1991.
Buon divertimento, se così si può dire…









