Ambiente e Natura

Una mobilitazione per il condono edilizio e l’assetto territoriale con una nuova edilizia popolare

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di Giuseppe Mazzella di Rurillo

Siamo arrivati ad un punto di svolta nell’assetto territoriale e nello sviluppo economico e sociale dell’isola d’Ischia.
La vita di 64mila abitanti, pari alla popolazione di una grande città italiana, e la consistenza economica inscindibilmente legata al turismo e al suo indotto con circa 3mila imprese iscritte alla Camera di Commercio Industria e Agricoltura di Napoli con una forza lavoro disponibile di 14mila iscritti all’ex- Collocamento oggi centro per l’impiego conseguita in 80 anni – perché tanti ne sono passati dalla prima riunione Intercomunale del dopoguerra di cui si ha notizia che è quella promossa dal sindaco d’Ischia Vincenzo Telese ill 28 gennaio 1946 – sono tali che non possiamo più, come cittadini della Repubblica e dell’Unione Europea, sentirci intruppati in squadre di partiti liquidi che non hanno storia e presenza attiva sui territori e rinunciare alle idee ed alle speranze della nostra giovinezza e dei pionieri della crescita civile ed economica della nostra isola.

Non trovo assolutamente scandaloso il tentativo del capogruppo alla camera di Fratelli d’Italia di inserire nella legge finanziaria un emendamento – ben scritto – per estendere su tutto il territorio nazionale senza alcuna distinzione delle Regioni i termini del condono edilizio del 2003. Trovo “scandaloso” che il Movimento Operaio che la “sinistra” dovrebbe esprimere non cerchi una soluzione.

Sono passati 22 anni dal decreto 269 e l’isola d’Ischia non ha avuto un piano di assetto territoriale ed i cittadini hanno subito un doppio torto: quello di non potere avere una possibilità, data a tanti altri cittadini italiani, di sanare i loro abusi edilizi causati soprattutto dalla mancanza di un serio, concreto, realistico piano regolatore generale Intercomunale che avrebbe dovuto esserci dal 1968 cioè 57 anni fa! E non avere una speranza di giustizia equa per il presente e l’avvenire prossimo . Domani non fra 100 anni.

Tempo di mobilitazione

Non è scandaloso inserire nella legge finanziaria un simile emendamento. Negli ultimi 50 anni a mia memoria tutti i governi di qualsiasi colore lo hanno fatto. Anzi sottolineo che il più serio tentativo di avviare una pianificazione possibile fu approvato negli anni ’90 dal governo tecnico di Lamberto Dini con “i patti territoriali” – in una legge finanziaria non da un autonomo disegno legislativo – che prevedevano risorse finanziarie notevoli per la “programmazione negoziata” che suscitò grandi speranze anche esse deluse.

Sabato 8 ottobre 2011 si tenne a Lacco Ameno un congresso dell’Unione Nazionale dei Tecnici degli Enti Locali sul tema “problemi irrisolti del condono edilizio dopo la legge n.47/85, problematiche e soluzioni operative per le pubbliche amministrazioni e gli operatori”. In quella occasione ci fu un magistrale intervento del prof. avv. Lucio Iannotta, Ordinario di Diritto Amministrativo alla Seconda Università di Napoli sull’ “evoluzione normativa del condono edilizio e la disciplina in Campania” che mi colpì profondamente tanto che scrissi un libretto “Ischia, la pianificazione mancata” come storia sintetica dello sviluppo edilizio ed economico dal 1949 al 2012.

Iannotta affermò che il condono edilizio era diventato uno strumento “ordinario” e non più “straordinario” per la gestione del territorio. Arriva ogni 10 anni con accorgimenti sempre più complessi ed il prof. Iannotta arrivò a dire che “era migliore il sistema della vecchia licenza edilizia” senza l’ambizione di fare perfetti ed ambiziosi piani urbanistici che restano sulla carta senza applicazione e poi gettati al macero o in un archivio ammuffito. Cosa dire in 40 o 50 anni di programmazione fallita?

Meglio un Odg che niente

L’emendamento del condono edilizio è stato trasformato in ordine del giorno approvato dalla sola maggioranza di governo. La senatrice Raffaella Paita di Italia Viva con saccenza ha affermato che “un ordine del giorno non si nega a nessuno” ed infatti costituisce un invito o richiama ad un impegno il Governo ma non produce effetti giuridici. L’osservazione della senatrice è l’immagine chiara di una classe dirigente che non dà dignità alla parola Politica e dimostra fra l’altro la sua lontananza dai problemi veri dei cittadini che non vivono nella capitale o nelle capitali. Invece bisogna mobilitarsi affinché quell’ordine del giorno diventi legge. In Parlamento c’è un disegno di legge per un “codice delle costruzioni”. Non sempre gli odg non producono effetti. Fu Odg a cambiare la storia d’Italia nel luglio del 1943.

Obiettivi e speranze per il 2026

Il commissario straordinario di governo per l’emergenza Ischia, on. Giovanni Legnini, ha reso noto con dettagli precisi di interventi e di finanziamenti il programma di riassetto idrogeologico di tutta l’isola dopo il disastro di Casamicciola del 26 novembre 2022. E’ un provvedimento concreto al quale deve naturalmente seguire il programma per l’assetto edilizio e la riqualificazione urbana. Da qui nasce una esigenza di una Autorità di Governo del territorio unica, ma con più democrazia partecipata, e con chiara durata almeno ventennale.
Si deve ripartire dal terzo condono perché il condono è metodo ordinario di assetto territoriale con 40 anni di storia, dalle necessarie delocalizzazioni, dalle grandi e piccole opere pubbliche infrastrutturali ed infine buon ultimo –  la cosa più importante – con un coraggioso programma di edilizia popolare pubblica che deve avere fruizione per tutti gli isolani senza alcuna importanza in quale o quali comuni verrà allestito. Il territorio fruibile per la localizzazione degli “indigeni” è unico oltre la cintura daziaria.
La difesa del paesaggio non può essere disgiunta dalla difesa del sistema economico e sociale. Sono ambedue diritti costituzionali. Trovare l’equilibrio è compito della Politica.

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