di Bixio

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È iniziato, sta iniziando il periodo delle festività del Natale.
I meridionali scendono… i terùn ancora una volta scendono al Sud, tornano alle loro terre, alle vecchie case dove ancora è rimasto forse solo un anziano ad attendere.
Alle stazioni del nord, nella stazione di Milano in bianco e nero le valigie spinte attraverso i finestrini di un treno stracolmo in partenza verso sud. Le immagini sono a colori ma la visione è sempre la stessa… concitazione, fretta, confusione, famiglie intere si accalcano per trovare un posto a sedere, il viaggio sarà lungo, estenuante, sempre più verso il sud estremo.

Giù al sud… destinazione Napoli, Caserta, Aversa, Salerno, Eboli ancora più giù… Molfetta, Bari, Lecce, Barletta… Poi ancora tratti a binario unico… Lucania, Calabria, Sicilia, fino a Marsala a incontrare “I Mille”. Son passati 165 anni!
Si ritorna in questi luoghi a capo chino, con le ossa rotte…
Lassù nessuna integrazione, fusione o inclusione ma solo discriminazione, emarginazione… Sopportazione (reciproca) e sofferenza, con la perenne speranza di venir via, tornare ad una povertà più dignitosa.
Ma allora… allora ci hanno preso ancora una volta per il culo!? Allora non è cambiato niente!
Forse la nostra civiltà, la nostra sottocultura era superiore e non lo sapevamo!?
Ci hanno ingannato, hanno riempito le nostre teste, i nostri libri di fandonie mistificando una storia, una realtà ben diversa!
Il grande maestro Riccardo Muti (Napoli, Molfetta) ha ripreso le sue origini, le sue terre sotto Castel del Monte; ha voluto ritornare. Il successo e la fama, pagano ma non appagano!
L’amore per le tue radici, per la tua terra te lo porti dentro per sempre; non ti abbandona mai!







