di Francesco De Luca
Questo giorno per noi ‘i giuvene d’ a Mmaculata’ è ‘consacrato’ alla devozione per l’ Immacolata.
E’ una consacrazione in parte umana e in parte al seguito della sacralità religiosa. Ci facciamo coinvolgere infatti dai riti liturgici e nel contempo cerchiamo di alimentare le virtù umane che ci addita Maria. Una umanità che si nutre ed aspira all’amicizia, alla purezza dei sentimenti, all’onestà, alla fratellanza.
La ‘nostra’ Madonna profumava di queste grazie e vi profuma tutt’ ora perché queste grazie noi lodiamo in lei.
La sovrastante struttura religiosa, consistente in preghi e riti, oggi, abbellisce ma non aggiunge nulla a quel nostro sentimento verso di lei.
A rinforzo di quanto dico allego il canto di questa bambina.
Modula una melodia a noi cara ( è di don Luigi Dies ) che rapisce l’animo.
Propone parole il cui senso abbiamo capito da grandi, quando l’intreccio teologico si è dipanato. Può anche essere non condivisibile ma il sentimento è talmente soggiogato che nessun distacco ci ha mai separato. Sentimento potente e dolce, acuto e soave.
E’ la nipote di Tonino Esposito a cantare. Fu lui a registrarla quando lei era infante.
Mi ha inviato la registrazione l’amico così… per ricordarmi anni passati, atmosfere passate… e rinsaldare l’amicizia.
La propongo per rinforzare un sentimento in noi, giuvene d’ a Mmaculata, nei Ponzesi, nei lettori di Ponza-racconta.
Questo il testo:
Immobile sul polo del mio cuore
stella candida brilli senza posa.
I tuoi raggi di luce radiosa
sono dardi che accendono il mio cuore.
Ave Maria, sostieni il mio languore,
mentre l ‘ anima solo in Te riposa.
E gli inani valori d ‘ ogni altra cosa
innanzi a Te stan come false aurore.
Ave Maria, stella del mare,
lasciati amare Madonna mia.
Questo il canto








