Ambrosino Vincenzo

‘Quel tempo sull’isola’, il libro di Vincenzo Ambrosino

Riceviamo in Redazione e volentieri pubblichiamo

Ecco che cosa stava facendo Vincenzo, che da tempo non partecipava più ai dibattiti su Ponzaracconta! Stava attendendo alla stesura di un libro vero, in senso lato autobiografico, sembra di capire, di cui ci invia in anteprima l’Introduzione.
Felicitazioni a Vincenzo per il gran lavoro portato a termine.

Quel tempo sull’isola

Introduzione
Cosa succede a un bambino quando viene tradito? E cosa succede se a tradirlo sono proprio i suoi genitori? Maurizio da bambino si trova costretto a cambiare sempre domicilio e non ne conosce il vero motivo. Succede che vive da straniero in tutti i luoghi in cui andrà ad abitare. Non fa amicizie con i suoi coetanei. I suoi risultati scolastici sono molto deludenti, quelli umani sono pari a zero. Per vivere questa quotidianità priva di senso, subisce terapie psicologiche e farmacologiche.

Il perché è stato costretto a errare da un luogo a un altro, lo scopre quando ha circa dodici anni sentendo litigare il padre con la madre. Capisce che il padre è terribilmente geloso della moglie perché è bella e inevitabilmente circondata da attenzioni maschili. I continui trasferimenti richiesti o accettati dal padre maresciallo di finanza, non eliminano il problema della gelosia, che diventa progressivamente una vera ossessione che porterà alla separazione dei due coniugi.
Maurizio, in luoghi anonimi, senza amici e con una famiglia a pezzi, si trova, sul comodino, come unico compagno, il Moby Dick di Melville. Nella sua angoscia solitaria, Maurizio legge e rilegge Moby Dick e si convince di essere Ismaele e fa diventare suo padre il comandante Achab e sua madre la balena bianca.

Maurizio, come Ismaele, si troverà a essere l’unico sopravvissuto di un naufragio annunciato. Come Ismaele, si salva legandosi all’unica, emblematica cosa che galleggia, una cassa da morto, così Maurizio si legherà al suo residuo spirito di sopravvivenza. Comprende che, se vuole salvarsi, deve rinunciare alle pillole, ma anche rompere il cordone ombelicale che lo tiene legato al destino della sua famiglia. Soffre senza pillole, ma comincia a fare dei sogni. Lontano dalla famiglia soffre la solitudine, ma poi conosce una donna e il suo mitico nonno.
Nella casa del vecchio, Maurizio ritrova una parte della sua vita, quella vissuta in un’isola. Ritrova quel tempo in cui ha provato amore profondo per se stesso e per gli altri.
Bambino e isola sono il connubio perfetto per creare la magia dell’amore per la vita e per il creato. L’isola di cui parla Maurizio è Ponza.

L’isola che Maurizio trova è un microcosmo in cui i bambini sono liberi e ogni giorno, fanno nuove esperienze.
Trova una comunità molto solidale e creativa. Ogni elemento naturale e antropico diventa essenziale per viverci. Certo, l’isola è anche una prigione perché il mare accerchia e non a caso le isole sono state destinate nel corso della storia a confino politico e a carceri speciali.
Il mare per un’isola è tutto. Può aprirti al mondo o chiuderti in una gabbia liquida.
Non si può non essere stregati dal fascino contraddittorio dell’isola che da una parte è una prigione, ma dall’altra è il paradiso.
Gli elementi positivi sono radicati nel concetto dell’isola come mondo a parte, che racchiude e protegge, che contiene in sé tutto per vivere in modo naturale e autosufficiente. Un luogo sicuro, un microcosmo in equilibrio, dove pace e serenità regnano. Ecco il concetto del paradiso abitato da nativi che si conoscono e si rispettano, arricchito da una vegetazione che profuma e colora l’ambiente.
Le componenti negative sono invece connesse alla ristrettezza degli spazi, le ripide falesie, l’aridità e la durezza del terreno, la ventosità e i fenomeni naturali che possono diventare spaventosi. L’isola in certi momenti può diventare ostile: non offre più protezione, diviene un luogo di isolamento e di reclusione, una trappola che mette alla prova la fragilità stessa dell’isolano. L’isola, infatti, rimane un luogo distante e appartato, uno spazio limitato e circoscritto dal mare, un posto in cui rinascere per chi vuole mettere alla prova i suoi limiti esistenziali. In un’isola, non c’è spazio per fuggire, per estendersi all’esterno ma solo una possibilità di esplorare l’estrema grandezza del proprio io.

Chi abita in un’isola ha la possibilità di comprendere il grande valore della fragilità delle cose; come di un territorio, così di un uomo. Sì, anche l’isola ogni giorno lotta per la sua sopravvivenza. Come l’uomo nasce, cresce e muore, così è per l’isola.
L’accorgersi della propria fragilità vivendo tutto l’anno su un’isola, produce una rinascita interiore ed è questa nuova consapevolezza che il nostro giovane Maurizio ritrova recuperando i suoi ricordi dell’isola. La fragilità non è debolezza è essere unico, irripetibile e da proteggere. Certo, tutti gli uomini sono fragili e irripetibili, ma sull’isola la fragilità è evidente, presente in ogni istante della vita degli isolani. Per questo gli isolani si cercano, si accudiscono, si difendono. Quante volte, ancora oggi, gli isolani restano senza collegamenti marittimi a causa di condizioni meteo marine avverse e in quei momenti ci si sente ancora più soli. E se qualcuno si sente male? E se un anziano o un bambino ha bisogno di aiuto, cosa si fa? Maurizio scopre di avere bisogno degli altri, vivendo una sua paura. Proprio per combattere un suo disagio, si avvicina alle persone dell’isola. Scopre così un’umanità che vive in modo semplice ma utile a se stessa e agli altri. Alla fine, quando gli svelano le origini della sua paura, va oltre e percepisce che tutti hanno paure, non solo i bambini. Solo chi ha paura, solo chi è fragile cerca l’amicizia, cerca la comprensione. Scopre così l’isola come un presepe vivente dove ognuno ha un ruolo indispensabile per la comunità.
Ogni giorno, Maurizio apprende cose che lo portano a riflettere e a interrogarsi. Accompagnano Maurizio in questa esplorazione profonda dell’isola, in questa immersione nell’anima dell’isola, uomini, donne e bambini. Lui nell’isola conosce maestri di vita che sono consapevoli della loro fragilità umana e sono orgogliosi di manifestarla perché la ritengono un valore assoluto per l’uomo.

E’ l’anno della sua prima comunione e quindi affronta temi come il peccato, il perdono, la giustizia terrena e quella divina. Conosce una maestra elementare che non usa metodi coercitivi, ma tratta ogni elemento della classe come un abile direttore d’orchestra tratta i suoi musicisti. Conosce un giovane naturalista che lo porta a visitare l’isola. Scoprirà così ogni angolo di quell’isola e ovunque trova isolani che mostrano, con la loro semplicità, l’orgoglio di viverla. Conosce un giovane finanziere che oltre ad essere bello come un angelo è un intellettuale che gli parlerà di libri. Regalerà a Maurizio,  per il suo decimo compleanno, il Moby Dick di Melville. Questo libro Maurizio lo porterà con sé fino alla tesi di laurea. Conosce un ex pugile, che trascorre il periodo primaverile sull’isola vivendo in una tenda con il suo cane. Questo uomo solitario, gli parlerà dell’importanza di saper osservare; per accorgersi veramente di ciò che accade intorno a noi e che non bisogna avere paura di prendere un pugno in faccia da qualcuno: “i pugni si può imparare a schivarli, ma bisogna correggere le proprie cattive abitudini, sono quelle che prima o poi ti mettono al tappeto”. Conosce un uomo che vive facendo la comparsa cinematografica e capisce che se è necessario la vita si può anche simularla; cioè viverla nella fantasia o attraverso l’osservazione della vita degli altri.

Al primo giorno di scuola, la maestra gli indica un posto vuoto in un banco accanto ad un bambino dell’isola. Tra i due bambini nascerà un’amicizia molto intensa. Questo nuovo amico, gli farà da guida nel mondo dei bambini, ma gli farà anche conoscere la sua famiglia e lo farà entrare nella banda del suo quartiere.
Avrà la possibilità di andare a Zannone e restarci una notte. Conoscerà il guardiano del faro, ma anche i custodi della Villa di Zannone. Andrà anche a Palmarola e avrà una guida d’eccezione che il padre chiama il maestro Pinocchio, e lì conoscerà anche una figura mitica di Palmarola, “O’ Francese”. Andrà, insieme alla madre e al padre, in automobile, per la festa di San Silverio dei pescatori a Le Forna. Vedrà posti bellissimi, ma poi scoprirà anche la miniera di caolino che sta distruggendo l’isola. Andrà la mattina della Madonna Immacolata a cantare per le strade. Farà la prima Comunione e capirà che tutti gli isolani partecipano uniti alle feste. Parteciperà alla processione di San Giuseppe a Santa Maria. Parteciperà alla processione di Venerdì Santo e a quella solenne di San Silverio. E queste cose le descrive nei minimi particolari. Racconterà delle infinite giornate che passa con i bambini. Descriverà i giochi di quei tempi che “i bambini fanno comparire magicamente”.

Maurizio racconta un anno passato sull’isola di Ponza. Siamo alla fine degli anni Sessanta; sull’isola c’era una comunità di uomini, donne, anziani e bambini che vivevano una vita ciclica determinata dalle quattro stagioni. Il turismo era agli albori.

Maurizio presenterà la sua tesi di laurea che ha come titolo: “Moby Dick: l’ossessione di un padre padrone”. Parlerà ai docenti del libro, ma anche della sua intima convivenza con quel libro. Di quante volte si era sentito nei panni di Ismaele e come lui, era rimasto in un angolo in quella nave in balia di un padre in preda a un’ossessione impossibile da sconfiggere. Maurizio per tanti anni si porta dentro un bambino che è stato molto vessato, non solo dagli altri ma anche da se stesso. Ripercorrendo la sua storia, riportando alla luce quel tempo sull’isola e soprattutto riprendendo per mano quel bambino abbandonato, Maurizio riesce ad avere una nuova intuizione per vivere la sua vita.
Qualunque sia l’età, il mondo cambia se uno riesce a ritrovare quel bambino dentro di sé. Maurizio ci riesce e insieme alla sua giovane compagna, proverà a vivere una nuova esistenza.

Nota della redazione
Il libro si può acquistare tramite Amazon al costo di 15 € (copertina flessibile)

Clicca per commentare

È necessario effettuare il Login per commentare: Login

Leave a Reply

To Top