Ambiente e Natura

6.600 battiti in meno

di Silverio Guarino

Uno fa tanto per andare sull’amato scoglio; trova un fine settimana meraviglioso, con tempo e mare splendidi. Dovrebbe partire il venerdì alle 17.30 e arrivare alle 19.45 e invece arriva alle 20.15; dovrebbe ripartire la domenica alle 16.00 e invece gli tocca partire alle 14.30: il tutto con una perdita secca di 2 ore di soggiorno a Ponza.

Due ore di soggiorno equivalgono a 120 minuti e considerando la mia bradicardia (frequenza di 55 battiti al minuto), mi sono “perso” 6.600 battiti del mio cuore da far battere sull’amato scoglio.

Venerdì 28 novembre per la partenza da Formia c’è stato il Tetide al posto del Don Francesco (decisione dell’ultimo momento); domenica 30 novembre il Don Francesco ha sostituito il Tetide per un problema tecnico ed è dovuto partire da Ponza alle 14.30 per raggiungere Formia dopo una gita a Ventotene per raccogliere i pendolari della sorella dell’arcipelago.

Tutto ha una logica e una spiegazione.
Ma chi riuscirà a consolare il mio cuore di aver dovuto rinunciare a 6.600 battiti sull’amato scoglio?
E meno male che sono bradicardico perché, se la mia frequenza cardiaca fosse stata normale (70-75 battiti al minuto), avrei perso dagli 8.400 ai 9.000 battiti e non solo 6.600.

1 Comment

1 Comments

  1. Luisa Guarino

    3 Dicembre 2025 at 18:58

    Numero di battiti a parte, ho seguito quasi in diretta le peripezie di mio fratello lo scorso weekend. E per il ritorno, con ‘gita turistica’ a Ventotene, ho immaginato cosa sarebbe potuto accadere se il contrattempo si fosse verificato in piena estate, con l’ora legale e passeggeri… rilassati. La sosta a Ventotene sarebbe stata di un paio di ore: il tempo di una passeggiata e qualche fotografia, di bere qualcosa e fare un po’ di shopping. Poi con calma il ritorno a Formia con il sole ancora quasi alto nel cielo. Che meraviglia sarebbe stata! E poi dice che la fantasia non aiuta…

È necessario effettuare il Login per commentare: Login

Leave a Reply

To Top