di Sandro Russo

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Facciamo il punto della situazione su una questione ambientale e politica di gran rilievo per l’isola: la chiusura della Centrale Elettrica di Giancos avviene nel 2013, su ultimatum della Procura, dopo l’accertamento dello sversamento di una ingente quantità di gasolio, verosimilmente tra il 2007 e il 2009; esiste in proposito una documentazione immensa e materiale fotografico impressionante).
Da ciò prende origine un procedimento per disastro ambientale e un processo a carico del legale rappresentante della Società Elettrica Ponzese (SEP), che però si conclude con il decesso di quest’ultimo.
Tuttavia, la caratteristica del reato ambientale è di essere “continuativo”: non si esaurisce, cioè, nel causare un danno ambientale, ma “continua” nelle condotte che ne prolungano gli effetti.
Infatti, l’azienda è adesso inquisita per mancata bonifica, come certificato dalle recentissime analisi dell’ARSIAL.
La storia recente è condensata nei due articoli che seguono:
Da “Latina Oggi” del 27 gennaio 2025: “I lavori edilizi furono bloccati dai militari del Nipaaf di Latina che nella primavera 2023 eseguirono il sequestro preventivo dell’intera ex centrale. Su quest’ultima però ci sarebbero ulteriori due indagini correlate e relative alla mancata bonifica ambientale sia dell’area interna all’ex centrale che della spiaggia antistante, dove le analisi a suo tempo eseguite hanno fatto emergere un evidente inquinamento derivante dalla presenza di idrocarburi che hanno contaminato sia il suolo che la falda: anche per tali fatti ci sarebbero diversi indagati che coinvolgono sia i vertici della SEP Spa che tecnici professionisti, nonché funzionari comunali in un’altra inchiesta, parallela ma indipendente sempre seguita dalla Procura di Cassino.
Nel complesso si tratta di una delle vicende più gravi sotto il profilo dell’impatto ambientale e attorno alla quale si è consumata anche una recente crisi politica nell’amministrazione dell’isola. L’ente risulterebbe parte offesa insieme alla Regione Lazio”.
Da “Latina Oggi” del 17 luglio 2025: “Nonostante il sequestro e l’inchiesta ancora corrente della Procura di Cassino per inquinamento, nell’area della centrale di Ponza continua a salire il livello di idrocarburi. Secondo i dati Arpa, all’esito delle analisi effettuate a giugno scorso il livello di idrocarburi pari 70994 μg/l (il valore indica la concentrazione di idrocarburi espressa in microgrammi per litro). mentre erano 63400 μg/l del 2019 e il limite massimo consentito è pari a 350 μg/l.”
E ancora: “Dunque il disastro ambientale sulla spiaggia di Giancos non si è fermato. Come si sa il sito è ancora sotto sequestro su disposizione della Procura di Cassino, nell’ambito dell’indagine delegata al Nipaaf dei carabinieri e avviata a partire dal 2023.
Le prime verifiche, come si sa, riguardarono la Sep spa, società proprietaria del sito che aveva avviato lavori di ristrutturazione edilizia nonostante l’area insisteva e insiste in zona rossa catalogata «R4», ossia a rischio elevato di crolli e per questo nella stessa zona non erano ammessi interventi edilizi.”.
Infine un ultimo articolo, riportato in una recente Rassegna Stampa (di qualche giorno fa) sul sito;
Qualcosa sta succedendo, a Ponza. La convocazione di una Conferenza dei Servizi, da parte del Comune, per valutare se dare seguito ad un’ulteriore, ostinata richiesta di permesso a costruire in un’area devastata dagli abusi e dall’inquinamento, da parte della SEP, probabilmente segna una sorta di “crisi” tra quest’ultima e l’Amministrazione comunale.
Adesso l’Amministrazione in carica ha deciso che, quantomeno, intende condividere con altri le eventuali responsabilità che deriverebbero dall’autorizzare lavori edilizi che l’autorità giudiziaria ha già dichiarato illegittimi.
Finora, a partire dal 2009, si è avuta l’impressione che tutte le amministrazioni e molti funzionari abbiano accuratamente evitato di ostacolare i progetti e de decisioni dell’azienda, con le conseguenze che si sono viste negli ultimi tre anni, dal punto di vista giudiziario. Anche il sito si è ritratto dall’affrontare argomenti così scottanti e divisivi; non vorremmo, su questa strada, arrivare a una vera e propria autocensura.
Continueremo a seguire la vicenda, malgrado l’Amministrazione non utilizzi il canale del sito Ponzaracconta per comunicare con la popolazione su argomenti anche generali e pertinenti i fatti quotidiani su quest’isola non facile per chi ci vive, specialmente d’inverno, né per chi l’Amministra né – aggiungo – per chi vuole portare a conoscenza del pubblico quanto vi accade.
Notizie, ripeto, di pubblica pertinenza e di forte interesse per gli isolani.
Per rimanere solo alle ultime richieste inevase:
– lo stato dei lavori e i tempi per dotare l’isola della agognata “fibra” per la trasmissione rapida dei dati via internet;
– il recente gemellaggio con Tortolì-Arbatax, di cui abbiamo avuto notizie e video dalla Sardegna, da persone esterne all’Amministrazione [leggi qui e qui (anche video)].
– la recentissima richiesta sulla qualità dell’acqua fornita dall’acquedotto comunale e le indicazioni sull’uso degli apparati di filtrazione casalinga.
Ma gli esempi, negli ultimi mesi e anni sarebbero infiniti, soprattutto al confronto con la quantità di informazioni, anche in assenza di esplicita richiesta, che riceviamo dal Comune di Formia.







