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Letture per il 25 novembre

riceviamo in Redazione da www.ilmiolibro.it e volentieri ne pubblichiamo un estratto. Comunicato completo in fondo, in file .pdf

Questa è la newsletter de ilmiolibro.it, il sito di self publishing del Gruppo GEDIUn luogo per raccontare grandi storie attraverso i nostri autori e i loro libri, con consigli di lettura e di scrittura e approfondimenti sul mondo dell’editoria.

La violenza sulle donne è una ferita collettiva che attraversa culture, generazioni e confini. Il 25 novembre ci ricorda quanto sia urgente continuare a parlare, raccontare, denunciare e soprattutto ascoltare.
È con questo spirito che abbiamo scelto di approfondire il tema attraverso percorsi narrativi, riflessioni, libri e testimonianze reali capaci di restituire complessità e dignità alle esperienze vissute.  Un piccolo contributo che ha bisogno del tuo aiuto: leggi e condividi la newsletter con tutti i tuoi amici e contatti! 

Nel nostro percorso editoriale abbiamo deciso di raccogliere per prima cosa alcune storie di donne che hanno trasformato il dolore in forza.

Gli ostacoli della nostra società hanno ancora un sapore di antico – e forse proprio per questo c’è sempre più bisogno di porre in evidenza certi meccanismi tossici, e di farlo senza precluderci di ammirare il grande coraggio che nasce proprio dalla forza di chi fronteggia un sentiero tanto impervio.

Tratto da una storia vera, Non mi volto più racconta di una violenza meschina e subdola perché compiuta da chi dovrebbe proteggerti e invece ti tradisce e ti annienta. Scritto da Camilla A. D. e Patrizia De Rossi.

Partendo dallo studio dell’antropologo francese Jacques Dupuis, Andreas Filerimos, in L’alba del patriarcato  mette in luce il rapporto fra la neolitica scoperta della paternità e la nascita dell’attuale sistema patriarcale.

Lo Specchio Rotto, di Audree` Nack è una storia sentita tante – troppe – volte:
“Spiacente signora, ma se non ha evidenti segni di abuso sul suo corpo, non possiamo fare molto.” Era l’una di notte ed ero scalza e in pigiama (…) L’ufficiale al telefono sbadigliò e sentii un fruscio frenetico di confezioni di quelle che sembravano essere merendine. Avevo freddo, ero terribilmente stanca e impaurita e volevo solo che lo sbattessero fuori di casa mia, una volta per tutte.

Ti ho uccisa perché ti amavo, di Orazio Sorbello è il racconto della violenza contro le donne vista dalla prospettiva di un uomo. Un viaggio all’inferno dell’odio maschile contro la donna, duro e sporco come nella realtà.

 

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