di Guido Del Gizzo
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Per motivi che sfuggono alle mie limitate capacità di comprensione, il massacro di civili è una costante nella storia recente dello stato di Israele.
Per quel che ne sappiamo, nel corso della guerra arabo-israeliana del 1948, l’anno in cui Israele fu riconosciuta dalla comunità internazionale, a Deir Yassin, Tantura e molti altri luoghi furono massacrati uomini, donne, bambini e neonati, perfino.
La cosiddetta “Banda Stern”, componente dell’IRGUN, la formazione di estrema destra israeliana diretta da Begin, e molti reparti dell’IDF, agirono esattamente come avevano fatto i nazisti fino a tre anni prima.
Ma la cattiva coscienza dell’Occidente, che nulla o poco aveva fatto per impedire l’Olocausto, fece finta di nulla.
Nei decenni successivi Israele si è comportata, nei confronti delle nazioni confinanti, come un oppressore determinato quanto impunito, coperto da una campagna d’opinione diffusa e condivisa.
Nel 1960 Otto Preminger dirige il film ‘colossal’ “Exodus”, cui partecipano molte grandi star di Hollywood: Paul Newman, Lee J.Cobb, Eve Marie Saint, Sal Mineo, Hugh Griffith e perfino Peter Lawford, genero del presidente Kennedy.
Nel film, gli estremisti arabi si servono dei nazisti per massacrare gli ebrei e gli arabi che collaborano con loro.
Purtroppo, é vero il contrario: era stata la componente sionista, nel passato, che aveva cercato collaborazione con i nazisti, in chiave anti britannica. L’estrema destra israeliana non ha mai conosciuto “mezze misure”.
Non riesco a spiegarmelo: un popolo che ha subito la Shoah, che massacra civili indifesi; che produce criminali come Nataniahu, Sharon o Begin e, contemporaneamente, Albert Einstein: che , ricordiamolo, nel 1948 rifiutò la proposta di Ben Gurion di diventare presidente dello Stato di Israele e, invece, firmò, insieme ad Hannah Arendt e altri intellettuali ebrei, una lettera al New York Times, per denunciare il rischio di fascismo, insito nella presenza della estrema destra israeliana.
Il terrorismo arabo arriva dopo: e, soprattutto, quello musulmano integralista si afferma dopo il fallimento della politica delle grandi potenze nell’area, presentandosi come unica alternativa possibile per i diseredati.
Il 7 ottobre è l’anniversario della battaglia di Lepanto, del 1571: oggi è un punto di riferimento solo per gli imbecilli appassionati delle guerre di religione.
Rimarrà nell’immaginario collettivo, come emblema di barbarie, solo perché a Sabra e Chatila (1), nel 1982, le 3500 persone massacrate grazie ad Ariel Sharon e il solito Menachem Begin, furono macellate senza copertura mediatica.
Ci si ostina a difendere Israele quale “unica democrazia in un’area del mondo governata da tagliagole” (copyright Massimo Giannini): faremmo meglio a cercare di difendere il principio di civiltà, unica vera speranza che tutti noi abbiamo (2).
Note (a cura della Redazione)
(*) – L’articolo “Lacrime sulla Palestina” di Giuseppe Mazzella di Rurillo, cui si riferisce l’autore, è stato pubblicato il 28 settembre 2025 (leggi qui)
(1) – Il massacro di Sabra e Shatila o Chatila fu l’eccidio di un numero di civili quantificato tra 762 e 3500 compiuto tra il 16 e il 18 settembre 1982 a Beirut, in Libano, nel quartiere di Sabra e nel campo profughi di Shatila da parte di forze dell’esercito del Libano del Sud e della milizia paramilitare delle Falangi Libanesi. Gran parte delle vittime erano sciiti libanesi e profughi palestinesi.
Una sintesi degli eventi che determinarono il massacro di Chabra e Chatila si può trovare in Wikipedia.
Vasta risonanza al riguardo ebbe un film Valzer con Bashir (3), un film d’animazione del 2008 scritto e diretto da Ari Folman (co-produzione internazionale: israeliana, tedesca e francese).
(2) – Sulla questione israelo-palestinese, in tempi in cui ancora se ne poteva parlare (gennaio 2022; dire che oggi è degenerata è più che un eufemismo) è presente sul sito un articolo di Patrizia Maccotta, con numerosi commenti: https://www.ponzaracconta.it//2022/01/08/questa-terra-e-la-nostra-terra-2/
(3) – Valzer con Bashir. Recensione, appunti e corrispondenza tra Sandro Russo e Gianni Sarro










