Ambiente e Natura

Che aria tira? (1)

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di Francesco De Luca

 

E’ cominciata l’attesa
… che cambi il tempo. Che suoni la campana. Che faccia giorno… e le mansioni giornaliere rinnovino il pulsare del cuore, e degli arti il vigore.

La pioggia intristisce gli squarci aerei fra le case…  in estate aperti su un mare ribollente di barche, di gente, di attese represse, di sfoghi avviliti nei cassetti dell’Ufficio della vita.

Oggi s’aspetta che la piccola Sofia zampilli di sbuffi scolastici… perché la maestra pretende e non spiega, assegna e non corregge, insegna e non educa.

I vicoli deserti risuonano di passi: quelli del pensionato che esce, respira le maldicenze, a SantìAntonio saluta l’amico: ci rivediamo a Natale. Se Dio vorrà!

Lo stesso, anche Lui in attesa, solo soletto, nella cupola del tempio. Aspetta che gli si parli… perché se è Lui a prendere la parola, si avrà che un altro loculo si illuminerà di un fatuo sorriso.
Sembrano tutti contenti nelle foto delle tombe!

Ogni vento è calato, ogni onda è placata, ogni attracco raggiunto.
E’ tempo d’ attesa.
L’astro s’arrossa a ponente. Le barche nel porto attraccate s’attendono una nottata di rabbia perché il vento a Giancos ha dato inizio alla sua follia.
Negli occhi c’è mestizia. Nel cuore c’è speranza. Nella mente c’è paura. Nella volontà c’è resistenza.
Nell’attesa si resiste. L’esistenza lo richiede.

Se viene il fresco scenderanno pure i maravizze e l’isola diverrà rifugio.
Sarà minuta e spoglia, essa, ma è calda come una canzone di chiesa.
Basterà?
Sì… basterà.

 

NdR: la foto di copertina è di Rossano Di Loreto

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