Ambiente e Natura

Che nei fai dei telefonini… (parte seconda)

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di Francesco De Luca

 

per la parte prima (leggi qui)

Amerigo Feola racconta, collegandosi a quello già scritto.

E’ persona a Ponza. Per la sua garbatezza e per la cordialità con cui avvince chi ascolta le peripezie della sua vita.

Amerigo intervistato da Rosanna Conte alla serata Tyrrhenus Mare Nostrum del 23 agosto 2022,
organizzata dall’Associazione la Schiocca di Giovanni Hausmann a Le Forma (*)

In inverno si esilia a Formia, con la figlia Gilda. Con la stagione bella si fionda a Ponza e fa da  ‘intrattenitore’  sulle barche che portano i turisti a Palmarola. Fino a l’altro ieri è andato in gita e ha fatto il bagno. E’ una delle  ‘memorie storiche’  dell’isola. Un’altra è Biagino Pagano, con cui, stamane, fa il paio. Hanno pescato insieme (su barche diverse) nelle acque della Sardegna quando le aragoste erano il prodotto più ambìto del Tirreno. Per anni.

Biagio Pagano al centro, con la camicia celeste
(anche lui presente alla serata del 23 agosto)

“E in inverno – chiedo – cosa facevate?”

“In inverno lavoravo più di prima”. E qui si dilunga sull’impresa da lui intrapresa prima di sposarsi. Perché sul ciglio di Cala Inferno aveva il terreno ma non la casa. E per sposarsi aveva bisogno della casa.

In inverno col piccone intagliava la roccia per scavare i locali della casa. “Menu male ca era taglimme – Per fortuna era roccia morbida!” E qui, nel tempo che smangiava la roccia sagomava anche le pietre  con le quali alzare i muri delle stanze. La tecnica era tanto faticata quanto semplice. Intagliava le parti basse sulle quali doveva sorgere la stanza. Fatto questo, la parte di roccia sovrastante. Non sostenuta dalla base, crollava. Con le pietre sagomate si alzava il muro, anzi due, con il vuoto in mezzo (intercapedine – in dialetto ‘u vango). Questo si riempiva con la terra di scarto.

Ci tiene tanto a dirmelo.

Lucido, simpatico, amicone. Amerigo rappresenta il ponzese doc. Insieme a Biagino.

Si avvicina la figlia Gilda. Ha fatto la spesa e lo chiama perché si ritorni a Le Forna. S’avvicina il mezzogiorno. Biagino ha un dispiacere in bocca e dovrà mangiare in bianco, Amerigo non è tipo da eccessi a tavola, Ugo, al contrario, propende per le esagerazioni, specie se con cibi ricercati, ma la moglie lo tiene a bada. Quanto a me mi allontano con un magone. In autunno si migra.

Speriamo di ritrovarci in primavera!

 

Che ne fai de telefonini… (fine)

(*) Nota a cura della Redazione: per coloro volessero sapere di più della serata del 22 agosto 2022 si segnala l’articolo di Giovanni Hausmann: Tyrrhenus Mare Nostrum, una serata molto partecipata

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