Ambiente e Natura

Occhi di cubia, le poesie di Franco Ferraiuolo

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di Francesco De Luca

Ieri sera, 28 settembre, nella chiesa del Porto in Ponza, sotto la guida di Gino Usai, con le voci di Flavia Vitiello e di Isidoro Feola, col supporto tecnico di Giovanni Conte e col consenso di don Ramon Fajardo, ho assistito alla presentazione del libro di poesie di Francesco Ferraiuolo.
Il quale, al termine dell’incontro mi ha regalato il libro, Occhi di cubìa.
L’ho letto d’un fiato.
Ammetto che dalla presentazione non ne avevo tratto curiosità. Causa, prima e unica, la pessima acustica. Per cui, non solo ho compreso a tratti quanto è stato detto e declamato, ma l’ho sentito anche male. Di conseguenza l’evento era da dimenticare. Per me. La lettura invece ha diradato le nebbie e ha portato luce.

Con l’autore condivido le passioni: la sensibilità alla poesia; l’attaccamento a Ponza.  Dirò perciò le mie impressioni senza pretendere di recensire alcunché.
Franco Ferraiuolo ha una visione ‘intimista’ della poesia. Centrata sulle emozioni che gli squassano l’animo.
Le poesie che mi hanno aperto il cuore sono quelle in cui il suo ‘intimo’ ha trovato ‘sintonia’ col mio. E ho sentito il brivido dell’emozione. Si legga (a pag. 28) Isolani:

Siamo case allagate di mare
di vita soffolta
pulsante
di amori e tempeste.  

Le si affianca (pag. 54), La porta della salvezza:

Di presto mattino
spalanco la porta persiana
alla radiosa giornata
che già il primo respiro della fresca aria,
impregnata di profumi marini,
mi immette in una sensazione di grazia.
E’ come se avessi varcato una porta santa.

Ponza è la terra che porta nel cuore. Ponza è l’isola che lo circonfonde. Quando la descrive è inebriato. Quando la critica è affranto. Quando ne percorre il ciclo esistenziale (che coincide con quello dell’autore) è distrutto.
Franco è un  ‘ponzese’ che ha costruito in sé un’immagine dell’isola e degli isolani. Si coccola le sue creazioni e si bea. Oppure si dispera e si deprime.
I buoni sentimenti, gli affetti familiari, il senso d’appartenenza a Ponza, l’entusiasmo per le sue bellezze naturali.
Due soli nel suo universo: il suo animo; la sua isola.

Altre tematiche sono affrontate da altre poesie e altre poetiche sono presenti. Anche il rapporto col Divino trova espressione, così come la solidarietà coi  ‘poveri’ della terra. La decadenza dello ‘spirito ponzese’, pure essa compare a forti tinte.
Ma di questo altri diranno.

 

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