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Ho un pessimo rapporto con la morte; si sarà capito da quanto vado scrivendo. Ho vissuto molto male la morte di Angelo e quella recentissima di Mariarosa.
Resto a domandarmi com’è che durante la nostra esistenza non focalizziamo tutto l’interesse per quel misterioso e drammatico momento in cui tutto sembra spegnersi senza lasciarci risposta alcuna!
Divaghiamo, esorcizziamo le nostre paure voltandoci dall’altra parte, continuando il cammino imperterriti verso il nulla!
Come possiamo lasciar andare il tocco delle dita che non sfioreranno più la nostra mano, senza fermarci! …senza ucciderci, senza suicidarci per la disperazione!
Eppure sentiamo che i prossimi saremo noi, ma nonostante tutto continuiamo a respirare; eppure chi è con te, chi è stato da sempre con te sta andando via… Via per sempre. Non lo vedrai e non lo vedremo più.
Eppure continuiamo… ci lasciamo andare in assurde attese di esseri superiori che ci spiegheranno… Spiegheranno cosa?
Chi va via per sua scelta è certamente un essere coraggioso che in un estremo atto di ribellione si lancia a testa bassa nel mistero, forse nel nulla… Sa che non potrà tornare indietro a raccontarci come è andata!
Per questo, ripeto, l’estremo e perenne interrogativo dovrebbe pesare e guidare ogni gesto del nostro comportamento nell’attimo che dura la vita.
Immagine di copertina. Locandina di Hereafter, unfilm del 2010 diretto da Clint Eastwood da una sceneggiatura di Peter Morgan. Stesso titolo in italiano e in inglese. Hereafter ha diversi significati; i più pertinenti al senso del film sono “Aldilà”, “Di seguito”, “Di qui in avanti”, ma alche “Altra vita”, “Oltretomba”.








