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Quando vedi un essere che ti viene incontro con due gambe, due braccia, una testa, ti sembra normale attribuirgli le tue stesse facoltà e intenzioni, il tuo stesso comportamento.
Purtroppo molte volte c’è delusione, il comportamento del tuo cane sarebbe stato migliore, avrebbe mostrato più umanità.
Facendo una analisi, sommaria ma non troppo, l’uomo equilibrato dovrebbe essere dotato in parti uguali dalla facoltà diciamo positive, come accoglienza e bontà e per l’altra metà di una componente forte e dura, senza compromessi, quasi feroce, violenta, aggressiva; tutto ciò che serve a difendere l’altra facoltà di cui è dotato. Un’analisi che può sembrare terra-terra ma non lo è, in effetti, se consideriamo la realtà che ci circonda e da cui spesso ci dobbiamo difendere.
In questo contesto è velleitario il comportamento di persone miti, benevoli, umili a tutti i costi, destinate ad essere travolte dagli eventi.
Considero di maggior peso il gesto di bontà di un uomo che al momento buono scatta per “farsi valere” per difendere anche con violenza le proprie idee, che il comportamento di persone che usano bonarietà a tutti i costi, posizione quasi di comodo perché d’altronde non saprebbero fare altro.
Torno a ripetere che la bontà insita nell’essere umano è quasi sempre compensata dalla parte negativa che la bilancia. Anche nel mostrare benevolenza, tutto deve essere considerato come gesto forte e pesante e non scontato; a maggior ragione in periodi come questo quando tutto “grida vendetta”, perdonare deve essere considerato come un gesto notevole e non scontato e comunque non unilaterale. Chi riceve il perdono deve capire il peso del gesto; è pericoloso perdonare a tutti i costi. Se chi lo riceve non capisce, crea danni maggiori, predisponendolo ad agire con maggiore arroganza, disprezzo e aggressione e a ritenere il perdono un gesto di debolezza, incoraggiandolo quindi a continuare in atteggiamenti sbagliati nei confronti degli altri.








