di Giuseppe Mazzella di Rurillo
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“Il meccanico ed il motore acceso”, questo era il titolo del mio editoriale apparso sul n.1/2023 della rivista il Continente che aveva come titolone di copertina “Ischia, dopo l’uragano”. E’ l’ultimo numero della rivista che non avrà seguito.
Il messaggio che voleva lanciare è stato gridato con la massima forza in un sistema economico e sociale dall’ esasperato individualismo con orribili diseguaglianze; era ed è l’uragano che si è abbattuto su Casamicciola negli ultimi 15 anni, non ha precedenti nella storia umana di una località dell’isola d’Ischia.
Due alluvioni ed un terremoto avvenuti al tempo della cosiddetta “economia matura” di Ischia con 40mila posti letto, 3mila imprese e almeno 6mila lavoratori stagionali del turismo, del commercio e dei servizi. Tre terribili eventi calamitosi hanno fatto emergere l’inadeguatezza del modello istituzionale con sei Comuni, un’ incredibile inefficienza di una pubblica amministrazione spezzettata in decine di “rispettive competenze” con una assoluta inadeguatezza delle classi dirigenti dei piccoli comuni senza più pulsioni ideali come quelle della vecchia classe dirigente del secondo dopoguerra impegnata in una massiccia ricostruzione economica con un nuovo modello di sviluppo imperniato sul turismo.
Mantenere il motore acceso di uno sviluppo economico così esteso, ma terribilmente colpito da tre catastrofi, è opera titanica. Credo che gli albergatori ed i commercianti di Casamicciola, l’area più colpita, abbiano fatto e stiano facendo salti mortali per mantenere le loro attività e per sopravvivere all’uragano.
La ricostruzione con tempi lunghi
La ricostruzione ha tempi lunghi. Ma bisogna dare atto al commissario Giovanni Legnini di aver messo in atto tutti i farraginosi strumenti della ricostruzione. Una ricostruzione che si è rivelata più complessa di quanto si potesse prevedere. Credo che sia rimasto sconcertato lo stesso commissario Legnini per trovare non strade ma vicoli per assicurare sicurezza ambientale ad un territorio massacrato da 70 anni di espansione senza regole.
Credo che il commissario Legnini abbia messo in atto una ricostruzione che è una riqualificazione urbana e riconversione economica di un sistema di sviluppo.
Credo che l’opera iniziata durerà almeno 20 anni e richiederà la creazione di un ente di diritto pubblico come lo fu l’evi dal 1952 al 1972. Sono stati messi in atto azioni e provvedimenti amministrativi con copertura finanziaria pubblica – alcuni molti discutibili – che avranno tempi lunghi per la concretizzazione.
Per “tempo lungo” nell’economia digitale si intendono 5 anni o 5 mesi e non 50 anni o 5 secoli. Viviamo in un mondo temporaneo che si regge sul filo del rasoio.Credo che oggi sia indispensabile costituire una società di trasformazione urbana, prevista dall’art.120 del testo unico enti locali, tra Casamicciola e Lacco Ameno per una integrazione economica e sociale capace di far ritornare – anche con un’altra missione – strutture chiuse, come l’Elma Hotel e tutte le micro aziende di piazza dei Bagni del Gurgitello, ad un sistema industriale capace di dare reddito ed occupazione.L’Hotel Terme Manzi non può essere com’ è: una cattedrale nel deserto.
Occorre una struttura con la partecipazione di Invitalia ed occorre un piano economico attuativo, ciò cui da anni si appella col suo meritorio impegno civico l’ing. Giuseppe Conte ex sindaco di Casamicciola.
Il piano “attuativo” non è un libro dei sogni come voluto dall’assessore regionale all’urbanistica, arch. Bruno Discepolo, col suo piano della ricostruzione scritto da 35 autori che disegna il giardino dell’eden in 35 anni quando tutti saremo morti.
Il piano attuativo è parziale, breve ed immediato e tende al recupero edilizio nella sicurezza ambientale ma non spegne il motore della vita economica e sociale.Sulla concretezza della pianificazione possibile deve essere avviato il cammino iniziato col trasferimento della “piena proprietà” (che bello scriverlo dopo 43 anni!!!) del complesso Pio Monte della Misericordia. Meglio tardi che mai.








