Ambiente e Natura

Gli eroi dell’onda

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di Francesco De Luca

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Ho letto l’articolo di Sandro per cui “Ogni comunità di mare ha il suo piroscafo Santa Lucia” e mi sono venute queste riflessioni che partecipo ai lettori di Ponzaracconta. Perché penso che sia diventato doveroso, proprio oggi, evidenziare le crepe che la vita democratica, fin qui goduta, sta subendo.

A Porto Torres la targa commemora l’oltraggio della guerra contro i civili, ossia contro chi la guerra non la fa, ma la subisce.
Ora, la guerra è l’espressione della violenza. Quella che non vuole sentire ragioni bensì si esterna soltanto con la forza.
Alcuni concetti vanno sottolineati affinché la comunicazione sia corretta.
La popolazione civile, quella inerme, subisce la violenza della guerra. Sia dall’interno del suo Stato belligerante, sia dall’esterno, ossia dallo Stato nemico.
Dall’interno, perché la sua classe politica non va in guerra bensì manda al fronte i giovani. Che non l’hanno decisa e non sono stati interpellati. Le dichiarazioni di guerra nono atti antidemocratici. La nostra Costituzione (Italiana) infatti non prevede la guerra come comportamento da tenersi fra gli Stati.
Dall’esterno perché patisce sul suo corpo le aggressioni del nemico.
La Rappresentanza democratica può valere automaticamente soltanto in caso di aggressione da parte di un altro Stato.
Negli altri casi deve dimostrare di aver messo in campo colloqui e trattative e iniziative diplomatiche tendenti a trovare soluzioni pacifiche. Diversamente agisce in maniera antidemocratica.

Sono argomentazioni banali, le mie. Gli Stati, quelli amici e quelli no, sono aggrovigliati di interessi e di relazioni reciproci per cui i miei argomenti risultano infantili. Ci si aggiunga che le relazioni fra Stati si incorporano in uomini che nutrono simpatie, scambi di favori, storie sedimentate negli anni. Per cui quanto compare a noi è soltanto la punta dell’iceberg di rapporti che si può chiamare politica, con termine vago, o malaffare con termine proprio.
La guerra, espressione pura della violenza, non trova fondamento se non in una volontà e in una ragione di sopraffazione.
A soffrirne le pene sono soltanto i ‘poveri cristi’, gli ultimi della scala sociale. Quelli per i quali la Politica ha senso e valore.

Immagine di copertina. Onda (foto da https://www.vernicirioverde.it/)

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