di Francesco De Luca
“Chi è?” – rispondo al citofono.
“Sono Philippe D’Arco e vorrei parlare con… “
E’ un colpo troppo forte… Philippe D’ Arco, il professore della Sorbona, testimone del travaglio dei Ponzesi da La Galite in Francia.
“Venga” – grido al citofono – e apro.
Mi compare un omone, con una voce squillante. Ci salutiamo.
Philippe è venuto a Ponza, ospite di Biagio Vitiello, per continuare le sue ricerche genealogiche negli archivi comunale e parrocchiale.
Parliamo di tante cose. Lui teso a trovare nei documenti relazioni parentali e coincidenze temporali di persone e fatti. La sua ricerca tende anche a documentare statisticamente ciò che è avvenuto della colonia ponzese a La Galite.
Tutta la vicenda di La Galite lo appassiona e l’arma di ricerca che preferisce è quella scientifica. Consolidata nelle statistiche e nelle ramificazioni genealogiche.
Gli suggerisco di affrontare anche l’aspetto psicologico e quello emotivo. Perché lui è avvantaggiato dalle testimonianze dei genitori. Che lasciarono La Galite, si trasferirono a Biserta, dove è nato, e poi definitivamente in Normandia.
Così come mi viene da ribadire come lui potrebbe rivelarci in cosa si è concretizzato il trasferimento da ponzese di La Galite (che lui denomina in modo strano, tanto che non lo ricordo) per quanto attiene alle abitudini ponzesi, al dialetto, alle feste.
Philippe parla in italiano corrente, infarcito di francese – è ovvio – ma anche di ponzese. Simpaticissimo.
Mi ha confessato che lui, da Parigi, ha pochi contatti con i ponzesi in Normandia. Adesso però è in pensione e, forse, curerà di più questo legame.
Io l’ho supplicato di scrivere su Ponza-racconta molto più di quello che finora ha fatto. Perché lui è nella condizione ottimale di fare da tramite fra i galitani di un tempo e quelli di oggi in Francia.
Un incontro, per me, piacevolissimo.








