di Giuseppe Mazzella di Rurillo
Se avrò forza e voglia scriverò un libro di memorie sulla vicenda assurda del complesso Pio Monte della Misericordia di Casamicciola che – mi pare – avviata a soluzione. Dopo 53 anni.
Una produzione incancellabile di annunci, denunce, tentativi di speculazione edilizia, società fantasma, cambiamenti di status giuridici di soggetti, sottoscrizioni popolari, proposte di soluzioni giuridiche e finanziarie, delibere di consiglio comunale, accordi “a contenuto plurimo” andati al macero con centinaia di milioni di ex lire, ricordi di delibere del 1982 della giunta regionale della Campania col trasferimento gratuito dei beni al Comune di Casamicciola per effetto dello scioglimento degli IPAB (Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza) ai sensi della legge 385. Conferenze, dibattiti,
Questo racconto ha una durata di 53 anni. Ho cominciato a scrivere come cronista politico nel 1972 con un articolo di due pagine su “il giornale d’Ischia”.
Ricordo che il prof. Cristofaro Mennella lo lesse e mi fece le sue osservazioni nella sezione Psi di Casamicciola. Avevo 23 anni e studiavo economia e commercio ed il problema lo inquadravo sempre nell’economico e nel sociale. Era un investimento economico in un’area a recessione industriale. Riguardava metà del territorio comunale. Rappresentava la struttura fondamentale per il rilancio del termalismo come lo era stato nel 1895, 12 anni dopo il terribile terremoto del 28 luglio 1883.
Gli aspetti economici e sociali della questione Pio Monte erano sempre più inseriti nel contesto unitario del comprensorio dell’isola d’Ischia. Nella sua unità ma anche nel suo legame col Continente. Avrò scritto centinaia di articoli in una marea di giornali e riviste di cui ho perso il conto. Quando si scriverà la storia – minima o massima – della seconda metà del ventesimo secolo e dei primi 25 anni del ventunesimo dell’isola d’Ischia il ricercatore troverà il mio nome centinaia di volte. Cosi come un impegno di 53 anni dovrà stare raccolto nelle decine di giornali alla emeroteca Tucci in Napoli o nell’archivio monumentale dell’ente Pio Monte della Misericordia di Napoli dal 1602 reso “segreto” da questo ente morale passato dal diritto pubblico al diritto privato con almeno 3 cambi di statuto soltanto sull’opera dei bagni minerali di Ischia.
Un’opera sostanzialmente estinta oltre 50 anni fa – mezzo secolo – e che formalmente viene chiusa col trasferimento delle rovine del maestoso complesso, “primo in Europa” come recitava una lapide oggi nella sede di via Tribunali 253 a Napoli, al Comune che ne potrà fare un nuovo uso pubblico.
Per 42 anni ho insistito sui titoli di “piena proprietà”. Una conoscenza fondamentale del diritto civile o privato studiato alla ragioneria con le lezioni del prof. Antonio delle Cave. Per 50 anni un ente morale di diritto privato con i suoi governatori con quattro quarti di nobiltà, aragonese, borbonica,









