Ambiente e Natura

Una proposta per la miniera di Le Forna

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di Paolo Iannuccelli

Come possono trascorrere la giornata i villeggianti a Ponza quando piove o le condizioni meteomarine non sono favorevoli?

Le visite alle due cisterne romane procedono bene, merito anche della bravissima guida turistica Sara Rossi.
È auspicabile l’apertura della Grotta del Serpente a Santa Maria, del tunnel romano che conduce a Chiaia di Luna, di un museo civico di cui si parla da anni.

Il recupero delle vecchie miniere in chiave turistica è in atto da tempo in molti luoghi del paese. Per esempio, in Sardegna, a Carbonia si trova la grande miniera di Serbariu. Mentre all’Elba c’è il museo minerario di Rio Marina.
A Le Forna esiste la vecchia miniera di caolino e bentonite – ex Samip – tristemente abbandonata da anni, con noti problemi ambientali vista la mancata bonifica dell’area.

Si è tenuto anni fa, a Latina, un interessante e affollato convegno – organizzato dalla Facoltà di Ingegneria – su possibili accordi per la riqualificazione dei siti nell’ambito della valorizzazione dei beni ex minerari italiani, con mostra fotografica di valore.

A Ponza, naturalmente, la prima fase è la messa in sicurezza d’emergenza; poi potrebbero partire le fasi successive che porteranno al recupero definitivo del bene, interessante patrimonio di archeologia industriale del Lazio. Nella ex Samip potrebbe interessare la realizzazione di un sistema di trasporto passeggeri su rotaia, compatibile con il contesto del sito inaugurato nel 1937 e chiuso definitivamente nel 1976. L’opera potrebbe essere interamente finanziata con fondi europei.

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