Attualità

Il mio ricordo di Enzo Gargano

image_print

di Paolo Iannuccelli

Sono in molti a Ponza a essere vicini alla famiglia Gargano.
La scomparsa di Enzo – personaggio amato da tutti – lascia un vuoto incolmabile.

Malato da tempo, il leggendario portiere  di calcio – 72 anni – ha indossato la maglia di entrambe le squadre procidane: la Juve Procida e la US Procida, frequentava sull’isola una scuola nautica. Appena mise piede sul campo d’erba di Procida, Enzo esclamò: – Ma questo è un materasso! – Bisognava capirlo, a Ponza si giocava sul rettangolo di gioco di pietre di Le Forna, costruito dalla società mineraria  Samip su insistenza di Peppe Baffone, il papà,  che in gioventù giocava a Venezia.

Ho avuto il piacere di conoscere Enzo nel lontano 1994 quando la Polisportiva Ponza, con i colori gialloverdi, si iscrisse timidamente al campionato di Terza Categoria laziale. Lui era un inflessibile e professionale vigile urbano con la passione per il calcio e la bicicletta, mostrando buone doti di deciso scalatore. Il Ponza era un’ottima squadra, seguita da un pubblico numeroso sia in casa che in trasferta, non mancavo mai in tribuna insieme a Massimo Franceschini.
Gli isolani disputarono una stagione eccellente, furono promossi in Seconda Categoria per aver vinto la Coppa Disciplina, cosa gradita a tutto il mondo del football. I successi continuarono, sino a sfiorare la promozione alla serie superiore.
Enzo non mancava mai ad allenamenti e gare, concreto e taciturno.

Pochi giorni fa a Cala dell’Acqua ho saputo con dispiacere della sua malattia, non lo vedevo da tempo. Tipi affezionati alla sua comunità con garbo, raffinatezza e discrezione ne stiamo perdendo tanti. Troppi, purtroppo.
Ciao Enzo, sei volato in cielo con il tuo pallone preferito.

 

To Top
Vai alla barra degli strumenti