Africa

Guerra e Pace, revisited

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di Fabio Lambertucci

Racconto storico “Guerra e Pace, revisited”. Alle origini della Non-violenza e dello Scoutismo: Gandhi e Baden-Powell nella Seconda guerra anglo-boera in Sudafrica nel 1900

Ospedale da campo inglese, si nota un infermiere indiano

Dedica:
“Agli Scout e alle Guide del Gruppo FSE Roma 68
Santa Croce in Gerusalemme. Estote Parati!”.

Presentazione
Alla sanguinosa Seconda guerra anglo-boera (1899-1902) in Sudafrica, oltre Winston Churchill (1874-1965), parteciparono altri due futuri grandi leader: l’avvocato indiano Mohandas Karamchand Gandhi detto il “Mahatma” (1869-1948) e il colonnello britannico Robert Stephenson Smyth Baden-Powell detto “B.-P.” (1857-1941).
Le esperienze vissute nell’inferno di quella prima guerra moderna – Gandhi come barelliere volontario e Baden-Powell come comandante militare – li portarono ad elaborare, nel prosieguo delle loro vite, i loro grandi progetti: Gandhi sarà infatti il filosofo della lotta non-violenta per l’Indipendenza dell’India e Baden-Powell il fondatore dello Scoutismo e del Guidismo.
Ho immaginato così un loro possibile incontro, raccontato dall’alto ufficiale britannico..
F. L.

FOTO

Mafeking, Colonia britannica di Città del Capo, Sudafrica, venerdì 18 maggio 1900.
Hurrah! Ci siamo riusciti! Abbiamo fatto del nostro meglio e con grinta abbiamo resistito per ben 217 giorni contro le superiori forze nemiche della Repubblica boera del Transvaal, la fame e il tifo e ieri finalmente siamo stati liberati dai nostri commilitoni guidati dal generale Bryan Mahon!

Assediati dal secondo giorno di questa Seconda guerra anglo-boera – era il 13 ottobre 1899 – abbiamo retto nella cittadina di Mafeking – in lingua afrikaans significa “Il posto delle pietre” – un importante snodo ferroviario a 860 miglia a Nord-est di Città del Capo al confine con il Transvaal, noi in 1.530, comandati da me, colonnello di cavalleria dell’Impero britannico Robert Stephenson Smyth Baden-Powell detto “Stephe” dagli amici e “Impeesa” ovvero “Il lupo che non dorme mai” dagli indigeni Matabele per la mia capacità di seguirne le tracce, nella guerra nel Matabeleland, contro 7.500 dei loro, nove cannoni, il pezzo Creusot da 94 libbre “Long Tom” e tre mitragliatrici Maxim, comandati dai generali Piet Cronje e Jacobus Snyman; alla fine, nonostante ci abbiano sparato almeno 20.000 colpi di cannone, hanno perso 2.000 uomini, noi invece 812, i feriti sono stati 151; 41 i catturati dal nemico e purtroppo, con mio immenso dolore, è morto anche il più giovane dei miei cadetti, Frankie Brown di soli 9 anni, colpito da una granata!

Il famoso cannone boero “Long Tom” all’assedio di Mafeking

Con i trucchi da scout da me ideati in India ho beffato il nemico: ho posto nelle trincee fantocci bardati da soldati e ho fatto credere loro di aver installato campi minati, reticolati di filo spinato e riflettori per la difesa notturna! L’ho disturbato con delle incursioni – le chiamo “pedate nel sedere” – e tutte le domeniche, giorno di tregua, ho organizzato, per tenere alto il nostro morale, partite di cricket seguite da un ballo.

Commando boero

La nostra resistenza è stata seguita in Inghilterra con molta trepidazione e ammirazione grazie alle corrispondenze di guerra per il “Daily Mail” di Londra, primo quotidiano dell’Impero, di Lady Sarah Wilson, moglie del mio aiutante di campo il tenente colonnello Gordon Chesney Wilson. Nata Churchill-Spencer, è zia di Winston Churchill, tenente di cavalleria leggera e corrispondente di guerra del londinese “The Morning Post”, che mi hanno detto essere stato catturato dalla Legione Volontaria Italiana comandata dal colonnello Camillo Ricchiardi che combatte per i Boeri durante l’attacco a un treno corazzato ma è riuscito ad evadere dal carcere di Pretoria con una fuga rocambolesca fino all’Africa Orientale Portoghese. Ha poi partecipato alla liberazione della città di Ladysmith.
All’inizio dell’assedio avevo cercato di fare fuggire Lady Sarah ma anche lei e la sua cameriera si sono fatte catturate dai Boeri e per liberarle le ho scambiate con un boero ladro di cavalli che era qui detenuto! Non ha però solo scritto: si è adoperata come crocerossina ed è stata leggermente ferita.

Fortino inglese a Mafeking

La Regina e Imperatrice Vittoria è stata molto generosa con me. Mi deve aver perdonato l’increscioso fatto di aver stampato francobolli con la mia immagine e mi ha  promosso lo stesso maggior generale e così a soli 43 anni sono il più giovane maggior generale di cavalleria britannico! A mia volta ho fatto decorare 38 dei miei coraggiosi e generosi cadetti. Infatti per liberare uomini validi per il combattimento ho formato una “Boys’ Brigade” con ragazzi dai 9 ai 18 anni che hanno svolto compiti da portaordini, corrieri, ricognitori, addetti al trasporto delle munizioni e del rancio e barellieri. Divisi in squadre da 5-6 si sono scelti da soli il loro capo, il più bravo e responsabile.

Aggregato alla colonna di soccorso è giunto l’ospedale da campo privato “Langman” dove lavora il medico Arthur Conan Doyle, il famoso scrittore autore dei romanzi dell’investigatore Sherlock Holmes, fautore del metodo deduttivo a me caro. Mi ha fatto sapere che sta scrivendo un’opera sulla guerra e vorrebbe incontrarmi. E’ amico del mio ottimo amico, il grande scrittore e poeta Rudyard Kipling, conosciuto in India al tempo del mio primo incarico militare, del quale ho letto con avidità i meravigliosi racconti per ragazzi “The jungle book”, “The Second jungle book” e il romanzo “Captains Courageous”.

Rudyard Kipling

Anche a me piace scrivere e disegnare. Quando ho svolto l’attività di agente segreto nel Mediterraneo per spiare mi travestivo da cacciatore di farfalle e le disegnavo sul mio taccuino: in realtà in quei disegni erano celate le mappe dei Forti italiani in costruzione nello Stretto di Messina e austriaci in Dalmazia! Spero prima o poi di pubblicare un libretto dedicato a queste mie avventure…

Inoltre con mia sorpresa ho visto che ci sono dei barellieri indiani. Non sapevo che ne avessero arruolati. Per informarmi ho fatto chiamare a rapporto il loro comandante, un tale Gandhi, un avvocato, leader degli indiani della città portuale di Durban nel Natal.

– Sir, caporale Mohandas Gandhi del Corpo di ambulanza del Natal –  si è presentato il piccolo e magro indiano con i baffi e in divisa kaki con al braccio la fascia della Croce Rossa.

– Bene, Gandhi. Mi interessa conoscere la vostra storia.

– Sir, allo scoppio della guerra ho richiesto al Governo del Natal che noi indiani ci potessimo arruolare per compiere il nostro dovere nei confronti dell’Impero britannico del quale siamo leali sudditi. La proposta ci è stata rifiutata con il pretesto del mancato addestramento all’uso delle armi. Capisco che dopo la rivolta dei Sepoys in India nel 1857 siate ritrosi ad addestrare truppe di colore. Ho allora proposto di istituire un Reparto di barellieri e inservienti medici ma anche questa iniziativa è stata respinta. Quindi ci siamo, a nostre spese, messi a fare pratica di infermeria. Ancora una volta respinti perché, dicevano, non c’era bisogno di noi!
Sir, la guerra ha iniziato subito ad andare male e ciò ha costretto il Governo ad accettare di istituire il nostro Reparto di ambulanza, composto da ben 1.200 volontari indiani indù, musulmani e cristiani, addestrati da un vostro medico, il dottor Booth, e indegnamente guidato da me, induista che studia anche i Libri Sacri delle altre religioni.

– Molto bene. Ho saputo che vi siete fatti molto onore alla, purtroppo per noi, sanguinosissima battaglia di Spion Kop lo scorso gennaio.

– Sì, Sir. Il generale Redvers Buller ci ha pregato, nonostante noi indiani a termini di arruolamento fossimo esentati dalla prima linea, di soccorrere i feriti sotto il terrificante fuoco dell’artiglieria boera. Così abbiamo fatto per giorni, marciando a volte per 25 miglia al giorno!
Sir, per ricompensa io ed altri valorosi volontari indiani siamo stati decorati con la Medaglia di guerra e il nostro Reparto è stato citato nei bollettini militari. 

– Gandhi, veramente notevole! La vostra iniziativa è spinta da un intento politico?

– Sir, francamente parlando devo dire che i Boeri del Transvaal e dell’Orange, pur essendo dei fanatici della razza bianca, mi stanno simpatici. Apprezzo la loro società arcaica e tradizionale, la disciplina, lo spirito combattivo e la loro volontà di resistere all’avanzata della civiltà moderna. Tuttavia la vostra guerra di conquista per le miniere d’oro e di diamanti mi ha dato l’opportunità di dimostrare la nostra lealtà all’Impero britannico, seppur non perfetto, grazie al quale anche noi sudditi indiani, disprezzati come qui in Sudafrica, godiamo di alcuni effetti benefici. Sir, credo che noi potremmo raggiungere la nostra piena indipendenza soltanto all’interno e con l’aiuto dell’Impero britannico! 

– Gandhi, sono un militare e le questioni politiche non mi competono ma apprezzo la vostra sincerità. Anche i miei ragazzi della Brigata hanno svolto il duro lavoro di barellieri. Ne ho infatti elogiato lo spirito di sacrificio, il coraggio e la determinazione. Sto meditando sul metodo per diffondere questi supremi valori alla Gioventù di tutto il mondo…

– Sir, sono certo che un uomo con un ingegno acuto come il vostro – mi hanno raccontato che avete costruito mortai da 18 libbre con tubi d’acciaio trovati in un’officina, montandoli sopra una trebbiatrice meccanica, che hanno sparato proiettili a 2 miglia e che avete disegnato e stampato le banconote con cui avete fatto funzionare Mafeking, saprà sicuramente trovare il modo migliore!
Già si vocifera che vi verrà assegnato il comando della costituenda polizia locale.
Sir, Le auguro quindi Buona Fortuna!

– E’ vero. Sto infatti già pensando  all’uniforme. Grazie caporale Gandhi, anche a Lei Buona Fortuna!

Epilogo storico
Il maggior generale Baden-Powell, rientrato in patria accolto da eroe, propose ai giovani inglesi le attività dello scouting da lui elaborate in India e praticate a Mafeking: seguire le tracce, osservare e interpretare gli indizi sul terreno e sopravvivere in ambienti selvaggi.

Ritorno trionfale di Baden-Powell in Inghilterra

Il 29 luglio 1907 sull’isola di Brownsea una ventina di ragazzi si misero alla prova nel primo campo scout della Storia che Baden-Powell – chiamato affettuosamente “B.-P.” dai suoi scout – raccontò nel suo libro “Scouting for boys” (1908), vera Bibbia del movimento.
Nel 1910 si dimise dall’Esercito, nel 1920 venne nominato Capo Scout del Mondo e nel 1939 fu candidato al Nobel per la Pace.
Morì nel 1941 in Kenya, dove è sepolto con sua moglie Olave, Capo Guide del Mondo.
Oggi gli Scout e le Guide sono nel mondo più di 40 milioni e lo Scoutismo è il maggiore movimento mondiale di educazione non formale.

Robert Stephenson Smyth Baden-Powell detto “B.-P.”

L’avvocato e giornalista Gandhi servì come barelliere con il grado di sergente maggiore anche durante la rivolta degli Zulu nel 1906 e venne decorato nel 1915 con la medaglia Kaiser-i-Hind. Allo scoppio della Grande Guerra formò a Londra un plotone di barellieri per il fronte francese ma non poté guidarlo perché affetto da pleurite.
Ritornato in India nel 1915 e conquistata la leadership dell’Indian National Congress guidò con la sua filosofia della Non-violenza il paese all’Indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1947. Nel gennaio 1948 fu assassinato da un fanatico induista.

Tre momenti nella vita di Gandhi: da giovane, avvocato in sud-Africa, avvocato a Londra

Gandhi in carcere a Calcutta, 1945

Mahatma Gandhi (in sanscrito, maha grande, atma anima: «Grande Anima»)

I primi scout in Inghilterra nel 1910

(C) Fabio Lambertucci (2025).

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