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Una testimonianza inedita sull’affondamento del Santa Lucia

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di Ralph De Falco

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Riceviamo in redazione e rendiamo pubblica questa testimonianza, alla destinataria del messaggio e ai lettori tutti
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Alla redazione per Mirella Romano

Ciao Mirella, io sono Raffaele DeFalco (Ralph), il figlio di Antonio DeFalco conosciuto come Tatonn ’u fascist’, fratello di Maria Doddi, che sta ora a Ponza in vacanza.
Mio padre è stato testimone dell’affondamento del piroscafo Santa Lucia perché lui stava a Ventotene aspettando il piroscafo per portarlo a Ponza con il resto della sua unità.

Questa tragedia successe il 24 luglio 1943, due settimane prima che io nascessi. Quel giorno mia madre ebbe la certezza de essere rimasta vedova con quattro figli, mentre aspettava il quinto.

Il giorno previsto per il rientro, giunse voce, alla stazione militare di Ponza, che il traghetto Santa Lucia, quello sul quale doveva viaggiare mio padre, ero stato colpito da due aeroplani di guerra inglesi, a due chilometri circa da Ventotene. A mamma ‘venne un accidente’ per il dolore.
Il portavoce militare di Ponza riferì che il traghetto era stato centrato in pieno e che c’erano pochi superstiti tra i passeggeri. Mamma non sapeva se papà era effettivamente sul traghetto, quando i militari informarono gli abitanti dell’isola che il traghetto non era mai giunto a Ventotene e che quindi papà non si era mai imbarcato.
Quando sono nato due settimane dopo, avevo il corpo pieno di macchie rosse, l’ostetrica, Maria ’a mammana attribuì questo alla paura subito da mia madre una volta apprese la notizia dell’affondamento del Santa Lucia.

Anni dopo papà raccontò sdegnato l’azione dell’aviazione britannica, alla quale aveva assistito di persona dal porto di Ventotene, mentre attendeva d’imbarcarsi, scrutando col binocolo del suo capo.

Papà stimava molto il capitano della Santa Lucia, Simeone. Mi ha detto che solo il giorno prima egli aveva contrastato con successo l’azione d’un aereo britannico che aveva cercato di silurare il traghetto diretto a terra. Papa sosteneva che l’azione degli inglesi era ingiustificabile, dal momento che si trattava di una nave di civili.

Durante l’attacco nel quale il traghetto fu affondato, gli aerei iniziarono mitragliando la nave e, quando i passeggeri corsero al riparo, secondo le indicazioni del capitano, gli inglesi cominciarono a sparare i siluri.
Il capitano riuscì ad evitare il primo, ma essendo già stato ferito gravemente della mitragliatrice, non riuscì ad evitare il secondo, che centrò il traghetto in pieno spezzandolo in due. Quei poveri disgraziati dei passeggeri erano spacciati. Il traghetto affondo di lì a pochi minuti.

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