riceviamo in Redazione da Giuseppe Mazzella di Rurillo e pubblichiamo
Direttore del Corriere del Mezzogiorno, Enzo D’Errico è nato a Napoli nel 1959
Controcorrente
Per il PD tramonto o alba?
di Giuseppe Mazzella
Ho letto con attenzione l’editoriale di Enzo D’Errico apparso sul Corriere del Mezzogiorno di mercoledì 27 agosto 2025 dal titolo: Basta, giù le mani da Napoli.
D’Enrico è da tanto tempo il direttore del Cormez, il “panino” o allegato al Corsera, e nel corso degli anni ha posto il Cormez in una posizione di “coscienza critica della sinistra”. Una posizione, quella del “panino” – detto con rispetto perché il panino sostituisce un pranzo luculliano e mantiene in vita – molto più avanzata in senso politico del giornale-padre, il Corriere della Sera, notoriamente il grande giornale della alta e media borghesia italiana.
Ma il Corriere della Sera è oggi un giornale “libero” oltre che “liberale” tanto che il suo direttore, Luciano Fontana, nasce professionalmente al giornale dei comunisti l’“Unità” al tempo dei partiti storici.
Anche D’Enrico nasce giornalista alla redazione napoletana de l’Unità che negli anni ’80 si trovava a via Cervantes, 55.
Quella redazione l’ho conosciuta bene e so bene che fu una fucina di buoni giornalisti che pur essendo comunisti non avevano paraocchi. Erano legati alla durezza della notizia ed al realismo dei momenti drammatici dell’area napoletana. Indicavano una svolta per il “buon governo” ma non erano interessati a confronti ideologici o demagogici. Quella redazione ha espresso giornalisti come Marco De Marco, Antonio Polito ed Enzo D’Enrico, che hanno avuto tutti una bella carriera nella famiglia del Corriere della Sera. Sono uomini colti e liberi che non hanno esitato a scrivere contro la sinistra quando essa si omologava alla destra tradendo i propri valori storici.
Questi tre giornalisti dell’ex Unità costituiscono per me esempio vivente di quella che è stata la redazione de l’Unità a Napoli negli anni ’70 e ’80 e fino alla dissoluzione del PCI diventato PDS (Partito Democratico della Sinistra) poi DS (Democratici di Sinistra) e poi ancora PD (Partito Democratico). Un processo terribile di dissoluzione delle proprie radici. È un’impronta incancellabile perché vive anche in questo nostro tempo. Il PSI non lascia una impronta simile . L’Avanti! non fu mai una fucina di giornalisti. Di quella risicata redazione napoletana con un sol corrispondente non resta nulla.
Un giornale locale progressista
Il Cormez fin dalla fondazione una trentina di anni fa è stato un foglio progressista. Ma criticamente di sinistra e non necessariamente chiuso a destra. Anzi aperto sulle sue pagine a donne ed uomini di destra e di centro nella speranza di un confronto contenutistico perché un giornale intende contribuire al miglioramento delle condizioni di vita della comunità che serve e giudica gli uomini senza pregiudizi.
Il Cormez ha fatto questo in trent’anni con De Marco, Polito e D’Errico con continua coerenza.
Perché no a De Luca
Negli ultimi dieci anni il Cormez ha espresso fortissime critiche al modo di governare la regione Campania da parte di Vincenzo De Luca. La raccolta del giornale col diario dei fatti lo dimostra. Questo editoriale di D’Errico di mercoledì 27 agosto compendia una visione della politica regionale che è lontana anni luce da quella di oggi. Dopo una lotta senza esclusione di colpi dentro il PD e nel cosiddetto campo largo il fronte di centrosinistra (senza trattino) raggiunge un compromesso da manuale Cancelli con il quale la DC divideva o assegnava i posti di potere. Il centrosinistra candiderà Fico delle 5 stelle a candidato presidente. Il figlio dello sceriffo sarà segretario regionale del PD.
“Se il PD è questa grigia mistura di menzogna e ipocrisia possiamo farne tranquillamente a meno” – scrive lapidariamente D’Errico.
Se questa sia un’alba o tramonto del PD alla vigilia delle elezioni regionali d’autunno è lasciato alle donne ed agli uomini di sinistra o di una certa sinistra. Certo che per la mia generazione del ’68 è un amaro tramonto, che lascia ai giovani il compito di trovare un’alba.
Casamicciola, 29 agosto 2025
Giuseppe Mazzella, direttore de – Il Continente –







