di Francesco De Luca
A memoria mia a Ponza una sola Genoveffa ne ha calpestato il suolo: Genoveffa D’Atri, la tabaccaia.
Circondata come in un quadro dai nipoti era seduta fuori a quella che è stato per decenni il Tabacchi di Ponza-porto. Serena, assisteva al passeggio caotico dei turisti su Corso Pisacane.
Adesso vive a Latina con la nipote che la cura nell’andamento della salute. Sono gli anni che ne aggravano l’andatura e l’isola non è la sede più consona per trascorrerli.
L’ho salutata col rispetto che si deve a chi ha visto trascorrere sotto gli occhi l’euforia del Fascismo, il travaglio dell’ Antifascismo, i fasti di una Chiesa imperante, i dubbi di una democrazia in crescita. E poi il turismo: debordante e grasso.
Il suo osservatorio era privilegiato perché al centro del paese, perché punto di transito ( il Tabacchi ) di uomini assoggettati al lavoro e bisognosi di alienazione.
L’ho vista serena. Lo ripeto perché sono tanti i ricordi che il suo viso evoca. E non voglio darvi importanza. La vita è quella che nel momento ti illumina il volto.
Rimarrà due giorni e poi ritornerà a Latina. I nipoti l’hanno portata a ri-vedere la sua casa.
Tanta vita, cara Genoveffa.









