di Giuseppe Mazzella di Rurillo
Punti di vista/La nuova impostazione editoriale de Il Mattino: un ottimismo della volontà per il Mezzogiorno
Con la nuova direzione di Roberto Napoletano – un giornalista economico che viene da una vasta esperienza a Il Sole-24 ore il giornale della Confindustria non senza polemiche – Il Mattino manifesta nella sua interezza una nuova impostazione editoriale.
Compro il Mattino perché è allegato a Il Dispari, il giornale-panino della stampa locale, per incentivare l’acquisto del giornale stampato al tempo del web. Per me – sostenitore della stampa locale in un’isola-mondo come Ischia, sufficientemente grande come una media città italiana ma piccola al paragone della grande area urbana di Napoli – è Il Dispari ad Ischia che tira Il Mattino, non viceversa. Ma l’accoppiata funziona. E’ una decisione presa in partnership tra i due editori per incentivare la stampa scritta.
Il Mattino è certamente la più forte voce del Mezzogiorno da almeno 80 anni perché si è sempre posizionato nella area di governo con le ragioni economiche e sociali del Sud in ritardo di sviluppo. Per anni Il Mattino è stato di proprietà del Banco di Napoli, la più antica istituzione bancaria del Sud dal 1539. E’ stato uno strumento di propaganda politica delle classi dirigenti ma sempre legato all’ economia ed alla finanza. Insomma, sì una voce del potere ma sempre con i piedi per terra sulle questioni economiche e finanziarie.
I grandi convegni del Banco di Napoli negli anni 70 e 80 del 900 con la rivista economica del Banco diretta da Giuseppe Palomba e poi da Francesco Saverio Coppola sono testimonianza storica.
Il panorama del Sud oggi
Oggi non è più come ieri. Come 50 anni fa. Il Mattino non è più del Banco di Napoli che non esiste più come istituto bancario principale del Mezzogiorno. E’ una proprietà di Banca Intesa di Torino. Il Mattino è del gruppo Caltagirone che tiene anche Il Messaggero di Roma. Altro giornale simbolo. Ci troviamo in uno nuovo scenario editoriale anche perché a Napoli è sceso il Corrierone della Sera e la Repubblica con le edizioni locali. Il Mattino non è la sola voce del sud.
La stampa locale vista con diffidenza da Piero Ottone nel 1987 si è imposta.
L’ impostazione editoriale de Il Mattino si lega qui ai problemi concreti del Mezzogiorno. Non glorifica il governo Meloni. Mette in luce tutti gli aspetti positivi di una rinascita del Mezzogiorno capace di fare da sé senza chiedere elemosine allo Stato. È una impostazione editoriale che condivido. Può sembrare in qualche caso eccessiva. Ma ci sta. Meglio abundare quam deficere. Meglio un ottimismo della volontà che un pessimismo cosmico. Questo è un ottimismo della ragione. Sul piano locale dell’isola di Ischia aderisco a questa impostazione. Anche noi dobbiamo fare i conti con la finanza e l’economia dove la politica nel mondo globale è sovrastruttura.
Ritengo valida l’accoppiata Il Mattino con Il Dispari. Noi siamo il Mezzogiorno. Nei limiti e nelle possibilità. Ma con realismo e conoscenza.









