di Giuseppe Mazzella di Rurillo
Abbiamo scritto della necessità di una pianificazione territoriale e di una programmazione economica per almeno 55 anni. Personalmente come cronista locale ne ho fatto un richiamo costante come cronaca e commento.
Il disegno di un’isola d’Ischia dove si coniugava difesa ambientale e sviluppo economico e sociale ha entusiasmato la nostra generazione sessantottina di “giornalisti politici” e ne ha fatto il minimo Comune denominatore o il terreno Comune fra chi era di destra o di sinistra. Tutti concordavamo che una espansione economica così massiccia dal secondo dopoguerra iniziata con gli investimenti del cav. Angelo Rizzoli e con i finanziamenti della Cassa per il Mezzogiorno non poteva durare all’infinito e senza un limite, un freno, un divieto. Ma anche nell’ambientalismo e forse nell’ambientalismo si è manifestata la differenza tra le posizioni massimaliste e minimaliste.
Io mi iscrivo alle posizioni minimaliste poiché sostengo che il capitalismo deve avere regole e limiti ma non deve né può essere abbattuto. Il territorio – fonte dello sviluppo – deve essere difeso ma anche fruito perché questa è un’isola di 60mila abitanti abitata, almeno o circa. da 60 secoli. E’ un’isola che partecipa al mondo civile oltre il mare. I suoi abitanti ed i forestieri che sono arrivati ieri hanno trovato il modo di produrre. Ieri una economia agricola e peschereccia.
Oggi industriale e turistica.
Il piano dei sogni
Parliamo e scriviamo di un Piano Regolatore Generale da almeno 60 anni.
Quando incominciò il grande boom turistico negli anni 60 del 900 nacque la sezione di “Italia nostra” per iniziativa del prof. Edoardo Malagoli e del prof. Federico de Angelis.
Abbiamo avuto una crescita edilizia senza piano Regolatore ed abbiamo fatto scempio del territorio.
La biblioteca antoniana dovrebbe essere attiva nelle fonti di ricerca storica del centro studi isola d’Ischia 1944 come l’emeroteca Valentino per la consultazione di una vastità di pubblicazioni. Ma oggi ci troviamo al bivio e non possiamo piangere sul latte versato o dedicarci a retrospettivi rimproveri a questo o quel politico. C’è una emergenza ambientale che si è imposta col terremoto del 21 agosto 2017 e con l’alluvione del 26 novembre 2022. Non solo abbiamo dovuto registrare 14 morti innocenti col preavviso dell’alluvione del 2009 con una giovane vita distrutta. Abbiamo un sistema economico ferito essenzialmente a Casamicciola che vive anche una crisi sociale e culturale e quindi politica incommensurabile.
Dalla padella alla brace: nessun piano a troppi piani
Abbiamo un cammino evidente che è quello di una rigorosa difesa del territorio e di una coraggiosa difesa dell’economia che segna una decadenza estremamente preoccupante. Casamicciola è l’area più colpita da questa decadenza ma se Sparta pianse Atene non ne rise. Abbiamo un commissario straordinario di governo l’on. Giovanni Legnini che in oltre 3 anni di gestione ha prodotto una enorme serie di provvedimenti che richiederanno per l’attuazione almeno 20 anni. Abbiamo ormai approvati almeno 4 piani urbanistici e di protezione, un piano di ricostruzione per Casamicciola, Lacco Ameno e Forio, un piano urbanistico per tutta l’isola, un piano contro il dissesto idrogeologico, un piano forestale.
La prima cosa che deve fare il comune di Casamicciola, che e’ il più colpito dagli eventi catastrofici e dalla recessione economica e sociale, è una guida stampata e diffusa presso ogni nucleo familiare che spieghi cosa e come sarà attuato nei prossimi 10 anni perché questa è una seria previsione di piano.
Prenderei esempio da Enzo Mazzella (1937-1990) che nel 1980 fece stampare in mille copie una guida al piano Regolatore del Comune di Ischia e realizzò gli interventi infrastrutturali pubblici (pinete, parcheggi, stadio polifunzionale, palazzo dello sport, scuole e centri culturali) e l’edilizia pubblica e convenzionata soltanto con piano Regolatore “adottato” dal consiglio comunale.
E’ quell’ esempio che i sei Comuni debbono seguire.








