Ambiente e Natura

Vincoli paesaggistici e “disattenzioni”

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segnalato alla redazione da Biagio Vitiello

Biagio segnala un paio di ‘disattenzioni’ paesaggistiche in senso lato, con ciò intendendo sia tabelle informative errate che improprie localizzazioni di strutture tecniche (un’antenna) in area non consona (proprietà privata oltre che di interesse paesaggistico).
Correda il tutto con informazioni di base tratte da un articolo – da BibLus.acca.it – che riportiamo in chiaro solo parzialmente (per il resto delle informazioni più tecniche può essere consultato in link e in file .pdf allegato in fondo.
La Redazione

Vorrei segnalare l’improprietà di questo cartello segnaletico:


Non di “resti di un antico cenobio di età medievale, presumibilmente costruito dai monaci benedettini” si tratta, ma dei ruderi di un fortino costruito dagli inglesi in epoca ben più recente. Come si può leggere nel libro del Tricoli: Monografia per le isole del gruppo Ponziano, edito a Napoli  il 26 gennaio 1859, alle pagg. 279 e 282.
Inoltre nel 1200 i monasteri di Ponza e Zannone non erano benedettini, ma circestensi (e Raniero da Ponza era uno dei monaci ponzesi, molto considerato all’epoca, che abbiamo ingiustamente dimenticato).


Altro ‘pugno nell’occhio, questa antenna posizionata sulla via vicinale e in luogo panoramico, alla faccia del vincolo paesaggistico.
Caro Sindaco, tutti ignorano che il sentiero per Punta Incenso è una “strada vicinale”, quindi proprietà dei fondi serventi; non è  proprietà  comunale. Essa può  avere anche un uso pubblico, ma la manutenzione è spetta ai proprietari dei fondi serventi ,e ogni intervento che si fa su di esso, bisogna quantomeno  avvisare i fondisti.Quando operate sul paesaggio, ponete più attenzione  o fatevi consigliare da chi vuole bene a Ponza.

Qui di seguito la prima parte di un interessante articolo sul vincolo paesaggistico.

Vincolo paesaggistico: cos’è e come gestirlo
di Redazione Tecnica  –  18 uglio 2025 – da BibLus.acca.it

Scopri tutto sul vincolo paesaggistico in edilizia: definizione e procedure burocratiche. Come verificare i vincoli? Ecco le aree protette

Il vincolo paesaggistico è un concetto molto diffuso nell’ambito dei progetti edilizi. In questo articolo analizziamo in dettaglio cos’è il vincolo paesaggistico, le sue implicazioni legali e burocratiche e come gestirlo correttamente nei progetti edilizi. Approfondiremo anche la procedura per richiedere l’autorizzazione paesaggistica, capendo come verificare i vincoli paesaggistici.

Cos’è il vincolo paesaggistico?
Il vincolo paesaggistico è una disposizione legale prevista dalla legislazione italiana che mira a proteggere le aree di particolare pregio paesaggistico da interventi edilizi e infrastrutturali che potrebbero comprometterne il valore estetico e ambientale. Si tratta di una misura precauzionale che ha lo scopo di preservare la bellezza naturale del nostro paese, garantendo che gli interventi umani siano in armonia con l’ambiente circostante.
I vincoli paesaggistici possono essere suddivisi in diverse categorie, ognuna delle quali rappresenta una specifica tutela. Queste categorie includono territori costieri, marini e lacustri, fiumi e corsi d’acqua, parchi e riserve naturali, territori boschivi, rilievi alpini e appenninici e altro ancora. La finalità principale di queste categorie è preservare le caratteristiche uniche di queste aree, limitando gli interventi umani che potrebbero alterarle.

Definizione tecnica del vincolo paesaggistico
Dal punto di vista tecnico il vincolo paesaggistico può essere definito come un insieme di norme e regolamenti che disciplinano gli interventi edilizi e le opere di urbanizzazione all’interno di specifiche zone geografiche identificate come di “pregio paesaggistico”. Queste zone possono variare, comprendendo territori costieri, aree montane, parchi naturali, siti storici e molto altro ancora. La loro caratteristica comune è rappresentata dalla particolare bellezza paesaggistica e dall’importanza ambientale.

Come verificare vincoli paesaggistici
La verifica dei vincoli paesaggistici è un passo fondamentale per chiunque intenda intraprendere un progetto edilizio o di sviluppo all’interno di un’area che potrebbe essere soggetta a tali vincoli. Questa fase richiede attenzione e precisione, in quanto ignorare i vincoli può comportare seri problemi legali e finanziari. Di seguito analizziamo come verificare i vincoli paesaggistici in modo accurato e affidabile:

  1. consultare gli strumenti urbanistici del Comune in cui si trova l’area di interesse: questi documenti includono il Piano Urbanistico Comunale (PUC), il Piano di Assetto del Territorio (PAT) e altre regolamentazioni locali. Gli strumenti urbanistici identificano le zone soggette a vincolo paesaggistico e forniscono dettagli sulle restrizioni e le norme specifiche per ciascuna area;
  2. contattare la Soprintendenza competente per la regione in cui si trova l’area: è l’ente responsabile della tutela del paesaggio e sarà in grado di fornire informazioni precise sui vincoli in vigore. Potete richiedere un incontro o inviare una richiesta scritta contenente i dettagli del vostro progetto;
  3. ricerca online: alcuni comuni e regioni mettono a disposizione del pubblico banche dati o mappe interattive che consentono di verificare i vincoli in modo autonomo. Questi strumenti possono fornire una panoramica generale, ma è comunque consigliabile confermare i dati con la Soprintendenza;
  4. consultare un tecnico: per una verifica accurata e completa dei vincoli paesaggistici è consigliabile consultare un tecnico esperto nel settore dell’edilizia e dell’urbanistica. Un ingegnere, un architetto o un geometra con competenze specifiche può condurre una verifica dettagliata e interpretare correttamente le normative locali e nazionali. Questo professionista può anche assistervi nella procedura di richiesta di autorizzazione paesaggistica, se necessario;
  5. utilizzare strumenti professionali specifici come il software relazione paesaggistica che ti consente di ottenere in pochi minuti la documentazione per l’autorizzazione paesaggistica ordinaria ai sensi del D.Lgs. 42/04 o semplificata ai sensi del P.R. 31/2017.

Scopo del vincolo paesaggistico
L’obiettivo principale del vincolo paesaggistico è quello di bilanciare lo sviluppo umano con la conservazione delle risorse naturali e della bellezza del territorio. Ciò significa che, mentre il vincolo paesaggistico non vieta necessariamente ogni forma di sviluppo o costruzione all’interno di queste aree, impone delle restrizioni e delle regole molto rigorose per garantire che tali interventi siano realizzati in modo sostenibile e rispettoso dell’ambiente. Prima di avviare qualsiasi progetto edilizio all’interno di un’area soggetta a vincolo paesaggistico, è necessario ottenere un’autorizzazione specifica dalle autorità competenti. Questa autorizzazione è rilasciata solo dopo un’attenta valutazione, che tiene conto del progetto proposto, degli effetti sull’ambiente circostante e del rispetto di criteri paesaggistici e architettonici.

La normativa di riferimento
L’attuazione di un progetto edilizio in un’area soggetta a vincolo paesaggistico comporta una serie di implicazioni legali e burocratiche. Innanzitutto è necessario ottenere un’autorizzazione paesaggistica da enti gerarchicamente sovraordinati, come la Regione, previa valutazione e parere vincolante della Sovrintendenza ai Beni Paesaggistici e Ambientali. Questa autorizzazione richiede la presentazione di documenti dettagliati e il rispetto di specifici parametri per garantire il rispetto del paesaggio circostante.

L’articolo completo è consultabile qui: https://biblus.acca.it/vincolo-paesaggistico-cose-e-come-gestirlo/

Qui anche in formato .pdf: Vincolo paesaggistico- cos’è e come gestirlo. Da biblus.acca

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