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da roma.corriere.it del 22 luglio 2025: “Io pediatra pendolare due volte alla settimana vado a Ponza per curare i bambini”
di Margherita De Bac
Riccardo Lubrano, 57 anni, parte da Latina e arriva sull’isola «per evitare alle famiglie di prendere il traghetto e portare i piccoli alla visita»
C’è chi fugge (all’estero, nel privato, nella libera professione come gettonista) e chi rinsalda il rapporto col servizio sanitario pubblico a titolo solidaristico. Riccardo Lubrano, 57 anni, romano, capo dipartimento del materno-infantile all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina e dell’unità operativa complessa di pediatria nella stessa struttura a gestione universitaria, si schermisce: «Non avrei voluto parlarne pubblicamente, sembra che mi pavoneggi».
Invece le voci riconoscenti nei confronti di questo medico che si è messo a disposizione gratuitamente dei bambini di Ponza, sguarnita di pediatri e non solo, è sbarcata sul continente dall’isola pontina, ricca di bellezza ma, evidentemente, non di sanità.
«Tutte le volte che c’è bisogno, in media due volte a settimana, visito nello studio di Sant’Antonio, una frazione del Porto, dove mio nonno nel ’53 acquistò una casa di vacanza. Sgravo le famiglie dal disagio di prendere il traghetto e arrivare fino a Latina o Formia. D’inverno il mare può essere grosso, le navi non partono, a volte neanche l’elisoccorso si alza. Quando è così seguo le urgenze dalla terraferma e appena è possibile vado sul posto. Qualche giornata di ferie se ne va via così, e mi piace». Due anni fa l’inverno è stato particolarmente duro. Infuriava tra i piccolissimi la bronchiolite, molti sono stati ricoverati. Nei periodi freddi prevalgono infezioni respiratorie, otiti, faringiti. Le mamme si spaventano per poche linee di febbre e allora la possibilità di telefonare a una persona di fiducia, a qualsiasi ora, è di per sé una cura.
A Ponza non ci sono pediatri. In un’isola che in estate arriva a 20 mila villeggianti e a ottobre si svuota, economicamente non è considerato conveniente aprire l’ambulatorio di base. I bambini locali sono appena 400. È poco remunerativo prenderli in carico sul posto; un «massimalista» convenzionato con il Ssn in una qualsiasi altra località, può raggiungere anche quota mille assistiti. Ma qui mancano un po’ tutte le specialità. Il pronto soccorso fa quello che può e i casi più gravi finiscono a Latina, con l’elicottero costretto ad alzarsi anche per il semplice sospetto di frattura (costo di un volo 6 mila euro) un milione l’anno per portare i pazienti a fare lastre sul continente. Il 25 luglio sarà inaugurato il primo apparecchio radiologico, che ha da poco cominciato a funzionare grazie all’assunzione di un medico libero professionista da parte della Asl di Latina, diretta da Sabrina Cenciarelli. I tecnici si alternano, inviati dal Goretti. Manca ancora la fibra che consentirà una volta a regime di inviare le immagini. È da poco partita la neuropsichiatria. Per l’emergenza cardiocircolatoria si battono record: un paziente infartuato viene preso in carico in 20 minuti e trasferito nel capoluogo laziale via cielo.
Lubrano nasce professionalmente alla Sapienza, dove si è laureato e ha lavorato col professor Manuel Castello nel dipartimento di pediatria. A Ponza adesso è un personaggio benvoluto, perché chi aiuta i bambini viene amato. È abitudine chiamarlo non solo per casi pediatrici ma anche per problemi di pazienti adulti: «Ho scelto questa branca perché adoro il rapporto con i piccoli, è speciale. Quando arrivano, per tenerli tranquilli gli faccio un disegnino sulla mano e la volta dopo sono loro a portarmi in regalo dei “quadri d’autore”. Per me questa è vita, non un sacrificio»








