di Francesco De Luca
La legge della giungla, si diceva da piccoli. Il leone aveva la meglio su tutti gli altri animali. Ma non su Tarzan. Eppure lui non era più forte del ‘re degli animali’.
La legge del più forte si impone se è la forza a rappresentare il fattore decisivo del conflitto. La ‘legge del più forte’ può risolvere contese muscolari, fondate su possanza fisica e istinto, ma non nei ‘diverbi umani’. In questi hanno il loro posto e giocano altri fattori, come la tecnologia, la comunicazione, la capacità di tessere relazioni…
Il fattore ‘umano’, nei contrasti, è intriso di motivazione, di inclinazione della personalità, di volontà di sopraffazione, di valutazione delle circostanze. Sono fattori difficili da codificare, complicato gestire, impossibile dominare. La storia umana insegna che ai conflitti è da preferire la pace, al contrasto la calma, all’aggressione l’accordo.
Questo intreccio di ragioni sociologiche, antropologiche ed economiche (materiali ed immateriali) dovrebbe suggerire atteggiamenti inclini alla comprensione, piuttosto che alla esclusione. Alla pace e non alla guerra.
Se ciò non avviene è perché nelle vicende umane mettono lo zampino l’intemperanza, la mania di grandezza, ovvero cause che insinuano fattori di disordine, di caos, di irrazionalità.
Non giova alla presente situazione la figura dirompente di un Presidente-Superbone, la cui logica è la supremazia.
Nella storia degli uomini la guerra è deprecata, mentre la comprensione è desiderata. Il mondo umano dispiega le qualità che lo rendono teso alla felicità nella comprensione.
La guerra non può garantire il benessere perché si alimenta di odio, di contrasto, di paura. E la preparazione alla guerra alimenta sentimenti di contrapposizione, di lotta, mentre la pace si raggiunge disponendosi al dialogo, al riconoscimento dei diritti altrui, all’accoglimento delle richieste altrui. Insieme nella diversità e nella specificità.
Questa è la lezione che viene dalla Storia dell’ Occidente. Da qui il vanto per l’ Occidente di perseguire la verità contro la mistificazione, e ambire alla giustizia a danno della supremazia.








