Ambiente e Natura

Epicrisi 537. Con questo caldo quale futuro?

image_print

di Enzo Di Fazio

Tutte le mattine ho la bella abitudine di sorseggiare il caffè guardando il mare. Ho la fortuna di averlo di fronte e, in qualsiasi condizione meteo esso sia, mi affascina sempre.
Mi sveglio presto, alle prime luci dell’alba, e a quell’ora il più delle volte si avvertono solo i rumori della natura…  il lamentoso verso delle tortore, quello gradevole del merlo in amore, il fruscio del vento tra le foglie. Rumori che io definisco terapeutici per la capacità che hanno di rilassarmi e di predispormi ad iniziare bene la giornata.
La strada con il passaggio delle macchine è, per fortuna, a debita distanza e solo di tanto in tanto (meno male!) si avvertono i suoni acuti e intermittenti delle sirene delle auto-ambulanze quando sfrecciano in soccorso.

Ieri mattina l’aria era gradevolmente fresca come sta capitando da due/tre giorni dopo l’allarmante ondata di calore che ha interessato per settimane tutt’Europa e mi sono detto di essere fortunato nel godere di certe sensazioni. Ma poi ho pensato a tutto quello che è stato scritto sul sito a proposito di clima, di natura e di ambiente e a quello che ho sentito per radio… questa frescura è solo una falsa tregua, come false sono tutte le tregue che, riguardanti i conflitti in essere, vengono solo annunciate.
Presto, come prevedono i meteorologi, ci saranno nuove ondate di caldo torrido perché c’è qualcosa che si è rotto nel delicato equilibrio della natura.

Scriveva qualche giorno fa Luigi Manconi (giornalista e sociologo) su Repubblica, a proposito del negazionismo ambientale che l’ultima guerra globale, tuttora in corso, non è quella tra Usa e Cina e nemmeno quella tra Occidente e Islam: è, invece, l’infinito conflitto tra uomo e natura, tra l’aspirazione del primo a dominare la seconda e la potenza del mondo fisico contro la civilizzazione umana, le sue meravigliose conquiste e i suoi spaventosi orrori.
Il negazionismo ambientale è un atteggiamento proprio di un orientamento politico-culturale apertamente di destra che non perde occasione per minimizzare il problema.
In estate ha sempre fatto caldo. In inverno ha sempre fatto freddo. Si tende ad affermare che il cambiamento climatico c’è ma non ne è responsabile l’uomo.

Si fa fatica a programmare, a pensare al futuro, rimanendo concentrati sul qui ed ora, sul presente, ignorando le cause di quello che accade oggi e le responsabilità per quello che accadrà domani. E capita anche che si cerchi di smantellare ciò che di buono nel settore è stato fatto, come sta avvenendo grazie al dispotismo di Trump, con il bene placito di folle di persone che, zitte e buone, sopportano a capo chino tutto quello che accade.
Poi succedono le tragedie come quella di Kerrville, in Texas (sul sito ne scrive Del Gizzo) ed è normale che si facciano dei riferimenti alla mancata prevenzione oltre che ai licenziamenti e ai tagli nel sistema delle previsioni metereologiche.

E pensare che dell’effetto serra se ne parla dal 1824, quando il fenomeno venne teorizzato dal grande matematico francese Joseph Fourier e dimostrato sperimentalmente dal fisico irlandese John Tyndall nel 1859, anche se, ancora senza nome, tre anni prima, Eunice Newton Foote, un scienziata americana nella discrezione del suo modo di operare aveva capito, ben 169 anni fa, perché il pianeta è oggi più caldo. Francamente non lo sapevo. L’ho scoperto leggendo l’articolo di Stefano Mancuso segnalato da Sandro Russo.

In questo momento di lassismo e confusione, che riguardano anche il nostro paese, qualcosa si muove.
Legambiente
, ponendosi il problema dei poveri, i quali pur avendo contribuito meno al riscaldamento globale sono quelli che subiscono le conseguenze più gravi del caldo estremo non potendosi permettere gli agi dei ricchi, organizza campagne per incentivare il verde nei rioni, nelle periferie promuovendo l’alberazione dei viali e la creazione di parchi o l’apertura di quelli chiusi. Insomma, si fa guidare dai propositi della giustizia sociale.

Franco De Luca nell’analisi delle Incongruenze della politica, appellandosi alla Costituzione pone in evidenza come l’economia persegua il tornaconto su tutto e per tutto. Contro i diritti sociali e quelli ambientali, se lasciata totalmente libera. E conclude “la nostra Costituzione va attuata!”

Insomma, traspare tanta sensibilità verso il problema di cui spesso abbiamo conferma nel nostro vivere quotidiano nei momenti in cui ci spostiamo ma soprattutto quando ritorniamo su luoghi che troviamo diversi rispetto a quando, attraversandoli, la loro natura ci ha emozionato.
È passata la bellezza… Tornerà mai? Si chiede Teresa Denurra proponendo un articolo sulla fioritura della piana di Castelluccio di Norcia di M Novella De Luca cui fa eco il fotoracconto, splendido! di Françoise Mouton e Renzo Russo.
Ci sono stato in quei luoghi, prima del terremoto del 2016, e ricordo la meraviglia e la sensazione di pace provate nell’attraversarli e nell’imbattermi in quello spettacolo della natura, dove l’assenza di sostanze chimiche, grazie alla tipologia del luogo – mi dissero – era un fattore chiave. Spero sia ancora così.

Dicevo, agli inizi dell’epicrisi, che di natura ed ambiente si è scritto tanto durante la settimana
Continuando nella rassegna degli articoli, passando dal mare alla terra ci imbattiamo nello scoglio del prete e nella grotta del bue marino, due dei posti più caratteristici dell’isola dove Franco De Luca guida il lettore a fare il bagno portandolo ad esplorarne i fondali e ad ammirare tutto ciò che sta sotto il mare, arricchendo il viaggio di ricordi e racconti.
E’ un modo anche per esorcizzare i problemi che comunque esistono a Ponza, come altrove.

Rita Gasbarra ci porta all’arcipelago de La Maddalena, un viaggio non agevole verso luoghi dove convivono natura incontaminata e natura contaminata per la presenza del famoso “Cubo”, una inquietante megastruttura, una delle tante cattedrali nel deserto frutto della miopia e dell’incoscienza dei nostri politici.

Con Gianni Sarro, attraverso un articolo di Gaia Giuliani andiamo ad Ischia, all’Ischia global film festival per onorare il cinema locale: due documentari e un cortometraggio (tutti ischitani gli autori) per portare sullo schermo uno sguardo profondo, personale e collettivo sull’isola e sui suoi abitanti.

Dal mare passiamo alla terra nel mondo della botanica argomento sempre molto caro al nostro Sandro che ci rende edotti sul ricino, una pianta molto chiacchierata di cui illustra caratteristiche e pericoli in maniera scientifica ma anche accattivante nel momento in cui ricorre ad alcuni aneddoti presi dal suo passato di medico e tossicologo.

Altro interessante articolo, quello sulle piante alimurgiche, le piante selvatiche commestibili che vengono raccolte e utilizzate in cucina. Ora appaiono come un interesse per amatori, ma in passato era molto importante conoscerle. Quelle piante in passato  – e speriamo che quel tempo non debba mai più ritornare – ci hanno aiutato nei momenti di fame nera, come a Ponza, nei mesi più tragici dell’immediato dopoguerra. Ne ha scritto Antonio Usai (2011) in uno dei primi articoli del sito (leggi qui).
Dal 2 al 5 ottobre a Cernobbio sul lago di Como saranno loro le protagoniste in occasione della prossima edizione di Orticolario 2025


E passiamo al resto che è stato pubblicato nella settimana.
Le notizie riguardanti l’isola le prendiamo per lo più dalla stampa cartacea e on-line o dalla pagina Facebook de il Comune Informa (qui ci pensa essenzialmente la nostra Martina)

Dalla stampa:
Il sindaco in visita a Bruxelles, convegno sull’intelligenza artificiale, bracconaggio… Questo ed altro dalla stampa
Notizie di Ponza dalla stampa. L’estate isolana entra nel vivo… con gli eventi del Festival e il caro-pranzo
Per quanto riguarda la politica l’isola cerca di proiettarsi verso il futuro dando spazio ai giovani e portando, assieme agli altri comuni della provincia, le proprie istanze a Bruxelles in vista della prossima programmazione 2028-2024.
Per il resto l’estate ponzese è entrata nel vivo con gli eventi annunciati di Onde Road, ma non fa onore la presenza ancora oggi del bracconaggio né l’increscioso episodio accaduto al ristorante… ma dico io “se i prezzi sono esposti (fossero pure esagerati) come si fa poi a rimanere scioccati davanti al conto?”
e nel tardo pomeriggio di ieri la notizia dello Yacht andato a finire contro gli scogli di Cala Cecata

Dalla pagina Facebook de Il Comune Informa:
Avviso di adozione. Cuccioli in cerca di famiglia
Un appello a chi ama gli animali
L’estate canora di Benny & Maddy
Un invito ad ascoltare il vasto repertorio dei due cantanti nostrani

Sempre con riferimento all’isola:

Gianni Morandi a Ponza con un articolo scritto da Luisa Guarino ed uno proposto da Fabio Lambertucci;
Mogol che canta, una simpatica testimonianza di Franco De Luca su una perfomance improvvisata del noto autore.

Da Ischia l’amico Giuseppe Mazzella di Rurillo ci parla della politica di un tempo fatta di programmazione e confronto e dei disagi di oggi (Politica senza confronto e nostalgia di una generazione)

Sempre da Giuseppe in Letture d’Estate momenti di riflessioni sui libri, compagni dei momenti “pigri”.

E parlando di libri un apprezzamento e i complimenti vanno al ‘nostro’ Giuseppe, omonimo dell’ischitano, che proprio qualche giorno fa ha presentato a Minturno il suo ultimo lavoro, un libro che racconta la complessa figura di Cristofaro Sparagna, scrittore, pittore, scultore che ha avuto il piacere di conoscere e frequentare.

Continuando a scorrere le pagine del sito ci imbattiamo in Contraltare di Pasquale Scarpati, da uno spaccato di vita moderna il ricordo di usanze e tradizioni che hanno identificato un’epoca.
A seguire
Esplorazioni urbane (3). Termini e dintorni con cui Gianni Sarro, come ha già fatto in altre occasioni, ci porta per Roma attraverso i luoghi che gli sono familiari e gli stimolano i ricordi, un modo accattivante per raccontarsi e raccontare.

Ci sono poi quattro articoli che parlano di briganti e brigantaggio, un fenomeno, tipicamente meridionale, che è stato sempre visto da più angolazioni e molte volte politicamente strumentalizzato. Nella tradizione popolare spesso il brigante è visto come un eroe. Per le plebi meridionali il brigante fu assai spesso il vendicatore e il benefattore: qualche volta fu la giustizia stessa. ha scritto Francesco Saverio Nitti.
Tale è in un certo senso Antonio Gasbarrone, il brigante di Sonnino di cui facciamo conoscenza attraverso la canzone ‘Altolà’ proposta da Fabio Lambertucci cui fa seguito l’interessante racconto (Il rosso e il nero) sempre di Fabio, costruito immaginando un incontro, con risvolti avvincenti, che il brigante ebbe nelle carceri di Civitavecchia con lo scrittore francese Stendhal.

Il racconto dà lo spunto a Luigi Maria Dies di fare delle considerazioni, ricorrendo anche alla lettura di Memorando, un libro di Giuseppe Tricoli vissuto a Ponza fino al 1871, su un periodo storico, dal 1840 al 1860,  di cui non si è detto e non si sa  ancora abbastanza (Dico anch’io la mia… Dintorni anno 1840. Qui Stato pontificio… e Dico anch’io la mia… Qui Giuseppe Tricoli da Ponza)

Parliamo ora di superstizione, quell’insieme di credenze e pratiche rituali che legate di norma ad ambienti culturalmente arretrati fanno oggi ancora parte del nostro quotidiano. Si fa finta di non tenerne conto ma si finisce sempre col dire: non è vero… ma ci credo, ricordando titolo di una commedia di Peppino De Filippo. O non ci credo ma funziona come rispondeva il fisico premio Nobel Niels Bohr a chi gli rimproverava di tenere sulla scrivania un ferro di cavallo come portafortuna.
La superstizione si scontra con la razionalità, a dispetto della scienza e della tecnologia. Per saperne di più la parola all’antropologo Marino Niola.


Ma non finisce qui… perché a chiusura di settimana interviene sull’argomento Marco Màdana Rufo Mansur aggiungendo a razionalità e superstizione la religio, intesa così come la intendevano i sapienti, come facoltà della mente di mediare tra i suoi opposti, come atto operativo in cui ri-leggersi, e infine come atto pratico di stabilire i principi universali nella limitatezza della nostra individualità. Per “gustare” le argomentazioni, leggere Razionalità, superstizione e… di Marco Màdana, appunto.

Voglio chiudere questa epicrisi con il ricordo di Monica Vitti, attrice geniale, versatile, plasmabile, scritto da Gianni Sarro, consigliando i lettori, se hanno avuto la pazienza di arrivare fino alla fine, di guardare il video a corredo dell’articolo, una carrellata di apparizioni televisive della trasmissione Evviva! condotta da Gianni Morandi.
Fa divertire e mette il buon umore… che non è poca cosa di questi tempi.


Buona domenica a tutti

Immagine di copertina, vignetta di Mauro Biani da la Repubblica

To Top