di Guido Del Gizzo
Chissà che avrà pensato Giorgia Meloni, “cristiana, donna e madre”, guardando la propria figlia, alla notizia dell’alluvione in Texas.
I media trasmettono impietosi le foto formato tessera di bambine e ragazze sorridenti, tra i 7 e i 17 anni, morte o disperse, in un’ondata di piena che ha elevato il livello del fiume Guadalupe di 8 metri in 45 minuti (!): per me, padre di due figlie, il primo sentimento è di angoscia e di solidarietà con quelle disgraziate famiglie.
Poi, però, inizi a ragionare. Siamo a Kerrville, Texas.
Environmental Protection Agency – foto di Dustin Safranek
Non siamo nel Sud – Est asiatico, terra di monsoni e imprevedibilità meteorologica, o nell’Amazzonia devastata dalla deforestazione: siamo nel sud degli Stati Uniti, in un’area semi-desertica, poco lontano da Austin, la capitale dello stato, a una latitudine più bassa di Ciutad Juarez.
Il campeggio devastato era “un campo cristiano”, così riportano gli organi di stampa: poco distante, scopriamo su google earth, un immancabile Hill Country Shooting Sports Center, uno della migliaia sparsi per gli Stati Uniti, dove gli americani si divertono e si addestrano, fin da giovanissimi, a sparare con qualsiasi arma.
E’ ragionevole pensare che, nell’area, sia Trump che Musk abbiano molti sostenitori.
Dal sito “Open” apprendiamo che :
“Negli ultimi sei mesi i tagli lineari del Doge di Elon Musk sono stati duramente contestati anche dagli scienziati, visto che quella spending review riguardava tra gli altri anche il servizio meteo federale. Ne sono seguiti licenziamenti massivi a diverse agenzie federali, come alla National Oceanic and Atmospheric Administration e alla National weather service, l’agenzia che dal 1870 emette avvisi tempestivi per eventi gravi come uragani e inondazioni.”
“Diversi ex direttori dell’agenzia meteo americana, riporta il Corriere della Sera, avevano avvertito la Casa Bianca sui rischi che si correva con quel pesante taglio di fondi. La carenza di personale avrebbe portato a «inutili perdite di vite umane», per avvisi tardivi e assenti.
Proprio come nel caso del Texas, dove il giudice della contea di Kerr, Ron Kelly, se l’è presa proprio con l’agenzia meteo: «Non abbiamo un sistema di allerta, non sapevamo che questa inondazione sarebbe arrivata».
La previsione infatti avrebbe sottostimato, e di molto, la portata del disastro. A confermalo è stato il capo della Divisione di gestione della emergenze del Texas, W. Nim Kidd:
«Il Nws (National Weather Service) all’inizio della settimana aveva previsto fino a 15 cm di pioggia».
Non possiamo sapere che conclusioni trarranno, gli americani, da questa tragedia: noi italiani, però, dovremmo fare qualche riflessione.
Gli eventi climatici catastrofici hanno riguardato, solo negli ultimi due anni, tutto il nostro paese: dal Veneto alla Calabria, all’Emilia Romagna, alla Toscana, a Ischia.
Ovunque emerge la vulnerabilità del territorio e perfino Ponza ne è coinvolta: non sarebbe saggio scommettere all’infinito sulla benevolenza di S. Silverio, come a Cala Fonte.
Ho sempre affermato, e ribadisco, di non essere un ambientalista: penso che le campagne volontaristiche, alla “puliamo il mondo” , servano solo alle associazioni per dimostrare la necessità della loro esistenza politica e alle amministrazioni locali, per darsi l’aria di fare qualcosa.
La difesa dell’ambiente è solo una faccenda urgente di scelte amministrative e politiche, altro che “approccio ideologico che non tiene conto delle compatibilità economiche”: chi è capace di dare un valore economico alle 52 vittime accertate e ai 20 dispersi che ancora mancano all’appello?
Gli amministratori che non se ne occupano, semplicemente, non sono capaci di fare il loro lavoro.
5% del PIL alle spese militari? Tutti d’accordo?
Chissà che ne pensa adesso Giorgia Meloni, “cristiana, donna e madre” , mentre la figliola trascorre le sue vacanze da qualche parte, per fortuna molto lontano da Kerrville, Texas.






