di Marco Auletta
“La Ponza di una volta… non c’è più!”
I miei ricordi da bambino tornano vividi quando penso a quella vecchia banchina… al luccicare degli abiti delle donne che sfilavano la sera… alle bancarelle nella piazzetta, tra personaggi famosi e profumo d’estate. Ho avuto la fortuna di crescere in quegli anni, dove su quella banchina arrivavano in barca, personaggi come De André, Dalla, Ugo Tognazzi, Gassman… dove, altrettanti personaggi storici di Ponza , come “Maurino”, facevano gli onori di casa..
Oggi quell’atmosfera non si respira più. Forse sono solo un nostalgico, uno che vede le cose “alla vecchia maniera”, ma c’era un’aria diversa, un’anima più autentica che oggi sembra smarrita.
So che qualcuno potrà storcere il naso per ciò che sto per dire, ma non riesco a tacere: Ponza merita di tornare al posto che le spetta!
Il turismo “mordi e fuggi”, figlio dei tempi che cambiano e di una società sempre più distratta, ci ha trascinato in una spirale deludente. Non è più una questione di numeri, ma di qualità.
Oggi, spesso, quello che arriva è un turismo di basso livello. Ma dov’è finita la “bella gente”? L’ultimo week-end davvero interessante è stato questo di San Pietro e Paolo… e da ora in poi, cosa dobbiamo aspettarci?
Mi chiedo spesso: perché non riprendere in mano la situazione?
La risposta non è semplice, ma qualcosa si può e si deve fare.
Iniziamo dagli esercenti: che inizino a dialogare, a fare squadra, a programmare insieme. Interveniamo sulla bellezza del nostro porto borbonico, che è forse unico al mondo: disciplinare insegne, arredi esterni, colori di tavoli e sedie.
E poi la musica! Basta schiamazzi notturni, basta cori e casse che sparano super bassi fino all’alba. La musica è colonna sonora di un luogo, è espressione di stile e identità. E Ponza merita un’altra musica.
Una musica che somigli a una romanza. Che parli di eleganza, emozione, bellezza.
Ponza può tornare ad esserlo. Ma serve volontà. Serve visione. E serve amore per la nostra isola.








