di Sandro Russo
.
Sono sempre diverse le settimane su Ponzaracconta. Diverse e particolarmente stimolanti dal punto di vista dei curatori in redazione. Cominciamo in un modo e finiscono in un altro; per l’umore suscitato dagli articoli pubblicati, intendo. Si incrociano in vario modo gli eventi (di solito preoccupazioni) internazionali e i crucci locali. Si oscilla tra la depressione e un momentaneo sollievo. Ci si distrae con gli stracci che volano per la curteglia (ponzese). Al riguardo pare sia finalmente sul punto di dissolversi la cortina di omertà calata sugli affari interni dell’isola. Si è in attesa del colpo di scena che non arriva… non arriva, forse arriverà. La tensione sale sottolineata dall’apposita musica. Si pubblica un articolo di interesse locale sull’Eterno Dissalatore, che innesca commenti e richieste di partecipazione… Spettro dell’impegno civileee… Se ci seiii… batti un colpo!
In finale di settimana “gli spettri” prendono forme di parole e fanno intravedere, nel pentolone delle janare, un anelito di intelligenza – buon senso – dissidenza ancora aleggiante tra le pagine del sito. Che è già una speranza.
E sempre in chiusura di settimana tiene banco un’altra consolazione. Spes et Pulchritudo, Speranza e Bellezza, ultime dee, che ci permettono di chiudere bene con un raccontino zen. Ma attenzione! È solo per questa settimana! Per la prossima dovremo cominciare tutto da capo.
Questa, in estrema sintesi, l’altalena emotiva che la settimana di Ponzaracconta ci ha propinato, attraverso un numero spropositato di articoli: 38! Credo il massimo assoluto mai raggiunto dal sito in una settimana. Vale a dire cinque articoli al giorno per sette giorni, più altri tre “pe’ bon peso!”, avrebbe detto cumpa’ Pasqualino Scarpati ai tempi in cui aveva il negozio!
Come musica di sottofondo possiamo tenere questa pubblicata a corredo dell’articolo di Gianni Sarro, “inquietante” quanto basta, durante la scorsa dell’epicrisi:

–
E questo il Sommario. Gli articoli, in ordine di pubblicazione, dal più vecchio al più recente – hanno titoli ben chiari che li identificano con chiarezza. Che altro dire? Se siete curiosi andate a rileggerli. Vi aiuterò solo un poco
Quattro anni dalla scomparsa di Angelo Zecca, di Bixio, con un commento di Irma Zecca. Angelo era mio cugino di primo grado, figlio di zio Elio, il fratello di mia madre.
Dalla stampa: panni sporchi lavati in pubblico. Questo il primo degli articoli degli “stracci che volano” di cui si parlava prima; Questioni sollevate da Enzo Auletta e Giuseppe Mazzella. È da questo momento che nella mia lettura degli articoli della settimana ho cominciato a inserire la colonna sonora de Lo Squalo. In Commenti un intervento dell’ineffabile Sang’ ‘i Retunne – Toh! Chi si rivede! – e uno scritto (ripreso da Facebook) di Marco Auletta, coordinatore sull’isola di Fratelli d’Italia.
Incantato da Corfù. Un viaggio di scoperta, attraverso un libro, dalle Guide di Repubblica, proposto da Sandrorusso, fresco di isole greche.
La scomparsa della mamma di Leone Melillo. Segnalato da Silverio Lamonica, con poche righe, intense, del figlio.
Pensierino della domenica. Quanto costa la guerra. Le sagge parole di Michele Serra. Preziose, se solo servissero a smuovere i pensieri di qualcuno.
Paul McCartney a Palmarola. Anche le leggende compiono gli anni. Stavolta, a Palmarola, ottantatré: e sono parecchi.
Ciao Ermanno, di Giuseppe Mazzella di Rurillo.
Una valigia di marchi tedeschi ritrovata a Ponza. Proposto da Paolo Iannuccelli su cui lavorare. Avanti Savoia! (per dire: Avanti Centro Studi e Documentazione Isole Ponziane!)
Meteo & Foto (230). La settimana da lunedì 23 giugno 2025 . Un servizio prezioso, con le mitiche foto dell’unicum ponzese dei nostri corrispondenti.
Rileggendo vecchie cronache isolane. Palmarola, isola della pace e della fratellanza. Di Giuseppe Mazzella, il nostro avvocato prestato alla scrittura (o viceversa).
L’arcivescovo parla alle Autorità e ai giovani . È l’arcivescovo Vari di Gaeta, grande conoscitore ed estimatore di Ponza.
Paralleli, di Pasquale Scarpati. Testimonianze di un’epoca che fu, narrate sempre con brio.
Quando Verdone andò al concerto dei Beatles. È vero, scriviamo tanto dei Beatles, sul sito, ma ci hanno segnati.
Luna, luna piena: Franco De Luca propone Caetano Veloso che canta alla Luna llena.
Ponza. Dalla stampa notizie su cala Feola, la movida e le ZTL. Dimezzamento del canone per i ‘Balneari’. Di gran lunga l’articolo più letto della settimana, a conferma che i ponzesi vanno presi “per il portafoglio”!
Un piede nel futuro e uno nel Medioevo, di Concita De Gregorio, da la Repubblica. Uno degli articoli più inquietanti letti e riportati sul sito quasi all’inizio della settimana, perciò doppiamente incisivi nel darle “l’atmosfera”. Concita è brava, e le “distopie”, a viverle, fanno davvero paura.
Anniversari. ‘Lo squalo’ di Spielberg: la suspense, il fuoricampo e la fame dell’inconscio, di Gianni Sarro. Sull’importanza del film Gianni ci ha convinti, ma ha fatto di più. Ha fornito la colonna sonora a tutti gli articoli “de paura”, preannunciando l’arrivo del terrore che non si può dire… solo avvertirne la presenza…
“Ce piérde cuôrcete e chiumm’”, “Da Bixio” – “Bottega di Antiquariato della Memoria”: atmosfere rare e preziose!
Gavino Ledda, una vita e un mondo, in un’intervista. Un articolo da “Le parole e le cose” proposto da Teresa Denurra, “l’anima sarda” di Ponzaracconta.
Incongruenza (1), di Franco De Luca. Ci si arrovella, Franco, “a dare un senso a questa vita, anche se questa vita un senso non ce l’ha” (parola di Vasco Rossi).
Dalla stampa su Ponza. Fondi e Protezione Civile in soccorso dell’isola. La stampa riferisce di un riconoscimento all’opera della Protezione Civile isolana e della sicurezza di Cala Fonte.
“L’isola che c’è”, poesia di Giuseppe Zanni. Con video, una perla ritrovata grazie alla figlia Ginevra, proposta da Biagio Vitiello.
Critiche all’Amministrazione: a mezzo stampa e in una nota protocollata . Con una flebile autodifesa del Sindaco (attraverso Facebook). Altri stracci volanti, il rumore si fa sempre più forte… Ma arriva questo squalo o no? La state sempre ascoltando la colonna sonora? (…ormai sarà dentro di voi)
XIV edizione di Gita al faro. Ventotene racconta il confino e la speranza . La invidiamo, Ventotene. Propongono sempre cose interessanti! A Ponza la scrittura non tanto alligna! O non siamo stati capaci, negli anni, di proporla nel modo giusto.
Gli studenti ponzesi per un giorno al centro della geografia italiana. Proposto da Arturo Gallia, docente di Roma Tre. Di tanto in tanto si parla di giovani, anche in situazioni e attività positive.
Turismo stile Ponza . Emilio Iodice è “diplomatico”, per competenze passate e stile personale. Ma quanno ce vô ce vô! Solo che ‘sto squalo tanto preannunciato non arriva a dare la sua stoccata mortale. il commento atteso non arriva.
Il bello e il brutto che si dice di Ponza: servizi da la Repubblica e altri giornali on-line. Il titolo dice tutto.
I dissalatori: Ventotene e Ponza. Un articolo su ‘Green & Blue’ di Repubblica. Siamo agli ultimi giorni della settimana, ancora in attesa dei botti finali… Arriveranno o no? “Forse che sì”, con questo articolo da Green & Blue da la Repubblica che va a toccare un nervo scoperto della sensibilità isolana, come preannuncia il commento della redazione. Si è avuta l’impressione che l’autore dell’articolo sia andato a chiedere le informazioni che servivano proprio ad Acqualatina. Dalle parti mie, ai Castelli si dice: – Oste! comm’è ‘o vino?
– Bbono, per la Matò’!
Sul “Dissalatore” arriverà a fine settimana un commento incisivo di Guido Del Gizzo.
Non nominare il nome di Hiroshima invano. Di Stefano Massini, da la Repubblica. Qui si evoca un orrore di cui non si dovrebbe neanche parlare, per rispetto e anche per paura. Invece… La colonna sonora ci sta tutta!
Etikey Latina il 1° luglio: sull’inclusione lavorativa. Iniziative “etiche” riguardanti il mondo del lavoro.
Post di Vetor aliscafi. Intralci sempre diversi nei collegamenti marittimi tra l’isola e la terraferma.
Dal Messaggero. Adolescenti, mete cult: Gallipoli, Ponza e Pag (Croazia). Un articolo da Il Messaggero sui giovani, i loro riti e i loro modi di divertirsi. Non se ne parla mai abbastanza e non abbiamo chiavi interpretative, oltre all’auto-fustigazione della generazione del padri e delle madri. Che dicono in proposito gli antropologi al lavoro su Ponza? Risultati intermedi? Impressioni generali?
Il postino suona… il 5 luglio. Ne sentiremo delle belle… Il 5 luglio!
Il cassetto segreto, di Franco De Luca, con la filastrocca delle dita.
La bella sorpresa di ieri mattina. Cerchiamo di tirarci su come possiamo. Forme, colori, pensieri positivi. Ci aiuta Teresa Denurra con il suo Van Gogh (in Commenti).
Miti e leggende del nord dell’isola. Ancora Bixio, che fornisce il calderone delle Janare, a quanto si è detto sopra.
Ponza e l’acqua da bere, ai tempi del dissalatore. Un ‘atteso’ articolo di Mimma Califano, fieramente avversa, nella passata consiliatura (sindaco Ferraiuolo) al dissalatore nella forma, modalità e sede con cui si sta attuando. Con solidi e circostanziati argomenti. È un argomento che sta molto a cuore agli isolani e a Ponzaracconta.
Dalla stampa. Nel bene e nel male di questi tempi Ponza è sempre protagonista. Anche la stampa contribuisce all’altalena di opposti umori.
Chi scrive deve ancora spiegare perché ha voluto proporre una colonna sonora per questa epicrisi.
Un redattore ha una sua scala di valori. Dà la precedenza ai fatti, ma quel che c’è dietro è altrettanto importante. La novità della settimana sono stati gli attacchi all’amministrazione per le tante cose che non funzionano a Ponza. Ormai le voci sono tante e disparate: da “destra”, più forti e chiare; da “sinistra”, più timide, quasi trattenute; perfino da parte di noti benpensanti, abitualmente diplomatici. Ma la voce più decisa – “lo squalo” della situazione – non si è fatta sentire. E sì che ci aspettavamo che intervenisse. Parlo di Guido Del Gizzo, cui si antepone sempre “portatore di interessi personali”. Come se tutti gli altri che prendono parte alla rappresentazione fossero mammolette che si spendono per la gloria e per il bene di Ponza. Ho scritto “squalo”… ma è una metafora, eh!?. Non vorrei che ci querelasse lui stavolta! Sarebbe il colmo, dopo aver rischiato più volte come sito di prendere denunce per aver pubblicato – non senza tremori – le sue intemerate contro l’amministrazione e altre società isolane.
Invece, come lo squalo del film, ha scelto di aggirarsi sul fondo, di esserci e non esserci, preannunciato solo dalla musica inquietante che ne fa “sentire” la presenza.
E questa, riallacciandomi al prologo, è la storia zen promessa per la conclusione.
La tigre, il precipizio, la vite, la fragola
Un uomo che camminava per un campo s’imbatté in una tigre. Si mise a correre, tallonato dalla tigre. Giunto ad un precipizio, si afferrò alla radice di una vite selvatica e si lasciò penzolare oltre l’orlo.
La tigre lo fiutava dall’alto.
Tremando l’uomo guardò giù, dove, in fondo all’abisso, un’altra tigre lo aspettava per divorarlo.
Soltanto la vite lo reggeva. Due topi, uno bianco e uno nero, cominciarono a rosicchiare pian piano la vite.
L’uomo scorse accanto a sé una bellissima fragola.
Afferrandosi alla vite con una mano sola, con l’altro spiccò la fragola.
Com’era dolce!
[Da: ‘101 Storie Zen’, a cura di Nyogen Senzaki e Paul Reps – Adelphi; 1973]











