Ambiente e Natura

Zannone: una perla data ai porci? Qualche considerazione…

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di Silverio Lamonica

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L’isola di Zannone, come si sa, fu affidata al Parco Nazionale del Circeo (e al C.N.R.) nel 1976 con l’Amministrazione di Mario Vitiello, di cui ero vicesindaco. L’operazione avvenne dopo i tentativi andati a vuoto di aggiornare il canone di affitto coi Casati – Vignati, locatari che utilizzavano l’isola come riserva di caccia, pagando un canone annuo di cinque milioni di vecchie lire. Con il C.N.R. e l’Ente Parco, il canone annuo fu aggiornato a 18 milioni di lire.

L’affidamento avvenne in buona fede, considerando che tutte le aree dei parchi nazionali sono ben curate. Col senno di poi si scopri che il territorio di Zannone diventò l’eccezione alla regola: abbandono dell’isolotto da parte della Forestale e degrado ovunque, tanto è vero che l’ex sindaco Vigorelli ingaggiò una “lotta senza quartiere” con l’Ente Parco, denunciando tale inaudito degrado: una perla gettata ai porci!
Anche se nel 1976 nessuno poteva prevedere un tale disastro: casina di caccia ridotta quasi a un rudere, sentieri abbandonati, carcasse di animali… incuria totale. Oggi, tra i pochi sopravvissuti di quell’Amministrazione, mi assumo la responsabilità di quella scelta infelice.
Anche se non titolato a dare pareri o consigli in merito ad una soluzione di un tale grave problema, non posso esimermi dal formulare alcune considerazioni.

L’amico Biagio Vitiello, dalle cui osservazioni in proposito – i suoi commenti si possono leggere qui e qui – ho tratto l’input per il presente articolo, propone l’uscita di Zannone dall’Ente Parco del Circeo. Non ritengo fattibile tale proposta, tenendo conto che lo stesso sindaco Vigorelli non vi riuscì, né sappiamo se, una volta rieletto, l’avrebbe spuntata. Di certo, occorrerebbe un’azione legale davanti al Foro competente, dall’esito incerto e con un aggravio di spese per il Comune che risulta ancora proprietario del bene.
Ma ammettiamo pure che ci fosse un esito favorevole. Chi ci dice che il Comune di Ponza, gravato dai debiti fino all’inverosimile che, per ripianare il bilancio, già ha ceduto la Villa Le Tortore alla Regione Lazio, circa venti anni fa, ed ora si appresterebbe a vendere il Semaforo del monte Guardia e l’Archivio Storico, non ponga all’asta anche Zannone per lo stesso motivo?

I Parchi Naturali possono ospitare strutture ricettive:
https://www.google.com/search?client=firefoxd&q=attrezzature+ricettive+nei+parchi+naturali

A questo punto occorrerebbe un “concorso di idee” con esperti del settore turistico per individuare una soluzione adeguata all’habitat dell’isola di Zannone, in modo tale da non stravolgerne le preziose caratteristiche ambientali, più uniche che rare.
Il “concorso di idee” dovrebbe essere indetto dal Comune (proprietario del bene) in collaborazione dell’Ente Parco.
Credo che qualche investitore serio e interessato si potrebbe trovare, tanto più che l’ecoturismo è un fenomeno in costante crescita.

https://www.google.com/search?client=firefox-b-d&q=ecoturismo+sviluppi+e+prospettive

Logicamente, un’apposita convenzione con il gestore (o gestori) di tali attrezzature turistiche, dovrebbe prevedere la cura del territorio, sotto la sorveglianza dell’Ente Parco.
Non vedo altra soluzione per eliminare una volta per tutte, il degrado in cui versa l’isola di Zannone.

Zannone Scoglio del Monaco

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