di Francesco De Luca
Confesso che in questo ultimi tempi mi sento messo alle strette. Perché il Sito, a mio giudizio, sente la preponderanza delle notizie provenienti dal mondo extraisolano e reagisce in modo da rendere le pagine “attuali” e accattivanti.
La mia posizione nel team del Sito è risaputa: cerco di valorizzare tutto quanto provenga dalla vita dell’isola e dalla sua storia. Il che, nella situazione attuale, mi genera scompensi giacché dal mondo extraisolano la massa delle notizie è enorme e degna d’ attenzione mentre dall’isola le notizie sono rare e ripetitive. E ciò mette in discussione il mio impegno di ‘testimone’ sul posto. Mi vedo ‘messo alle strette’.
La vita sull’isola riflette quella nazionale e questa quella mondiale, per cui si è tutti irretiti nella ‘spettacolarità’ della vita e nella sua narrazione da best-seller. Se non si sfiora almeno la ‘spettacolarità’ non si attiva l’attenzione.
Per quanto la comunicazione tenti di sottolineare la correttezza e la serietà l’informazione pubblica, scritta e on-line, è interamente asservita alla spettacolarizzazione. A danno della democrazia e a favore dell’autocrazia. Trump, come Meloni e il Papa utilizzano il potere mediatico per rinsaldare il loro Potere personale, a danno della gente, costretta a districarsi fra le notizie, quelle vere e quelle false, per riuscire a ritagliarsi brandelli di libertà e di autonomia.
Se c’è una ‘guerra a spezzoni’, una delle cause risiede nell’informazione altrettanto spezzettata e distinta in barriere ideologiche, economiche, religiose.
Il ‘fronte occidentale’ non regge alle bordate della tirannia, generata e sopita al suo interno. A ottant’anni dalla liberazione dal più scellerato tentativo di totalitarismo ( nazi-fascismo ) occorre di nuovo munirsi di strumenti cognitivi e valoriali per fronteggiare lo sforzo, in atto nel mondo, di impossessarsi legalmente di strumenti per soffocare la libertà, oggi rappresentata dall’allargamento dei diritti civili, dall’equa distribuzione delle ricchezze, dalla salvaguardia dell’ eco-sistema planetario. Contro lo strapotere di chi maneggia gli animi delle genti, il lavoro, la ricchezza.
Da qui la condizione di sentirsi ‘alle strette”. Che genera pensieri che vanno oltre i confini della nostra ‘breve’ isola, ma le cui motivazioni non sono fallaci.







