Ambiente e Natura

Una foto racconta… (60). Ginkgo bell, Ginkgo bell…

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di Sandro Russo

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Sì, il Ginkgo è bello, ma il titolo è solo un richiamo di assonanze e, anche se ci avviciniamo a Natale, non c’entra niente con la più classica delle canzoni della tradizione natalizia (americana). Figuriamoci che dalle nostre parti preferiamo Quanne venette ninno (a Bettalemme): leggi e ascolta qui, agli inizi del sito.
Il fatto è che qualche volta le parole trascinano il senso (e non il contrario) e non è neanche male lasciarsene trasportare. Anche le immagini richiamano le parole: questa rubrica ne è la testimonianza!
Ma una decisione dobbiamo prendere. Ora ci liberiamo delle assonanze, esplicitandole; e andiamo avanti.

Jingle – motivetto musicale semplice e gioioso; Jingle bells – tintinnìo di campane (anche di campanelle di slitta)
Jingle bells, jingle bells,
jingle all the way.

Perchè quello di cui volevo scrivere, attraverso le immagini, è del Ginkgo, pianta che molto ci piace… Nei secoli fedele… Tutto si può dire di me ma non che non sia pervicace nelle mie passioni!

Gli ultimi articoli della serie “Una foto racconta…” (cliccare per ingrandire). Come si può vedere le foglie gialle del ginkgo mi avevano attratto già in un’altra occasione!

Così Wikipedia in proposito: “Ginkgo biloba L., 1771 è una pianta gimnosperma, unica specie ancora sopravvissuta della famiglia Ginkgoaceae, È un albero antichissimo le cui origini risalgono a 250 milioni di anni fa nel Permiano e per questo è considerato un fossile vivente. È una specie relitta, deve la sua resilienza all’elevata resistenza alla siccità e al freddo (−34 °C) e all’inquinamento atmosferico. Il Ginkgo biloba è il simbolo della città di Tokyo”.

In modo più “rustico” l’innesco per questo articolo è stato dato da questa foto, con il seguito che andrò a raccontare…
Una foto racconta… di un giardino ben curato – dove pure le formiche andavano il fila per due – direbbe Giovanni (‘i Ggiulie Matrone), l’amico mio ponzese. C’era una volta! Appunto. Quando il tempo bastava per tutto; si (e)seguivano i lavori stagionali al momento giusto. Ogni cosa stava al suo posto, l’erba tagliata, le piante potate, i tutori sistemati; si innaffiava quando ce n’era bisogno, di diradava, si ripuliva…
Poi hanno vinto loro. Le piante. Complice il tempo, hanno preso il comando, cambiato direzione, piegato i rami dove prendevano più sole, strisciato, attorcigliato, creato nuovi rapporti tra loro.
Ora, passando attraverso quello che fu un giardino “ben temperato” prendo atto della situazione, gioisco dei particolari – non certo dell’insieme – mi annoto qualcosa più urgente da fare (poche cose, ma proprio ineludibili), e poi… poi vado, vadooo… Me ne stongh’ iènn’! Me ne so’ gghiute!

Così stamattina (sabato 30/11), ho fatto qualche foto – questa, la prima qui sotto, da cui tutto è partito – e sono andato al mercato settimanale (che a Lanuvio è il sabato e a Genzano il martedì).
Il giardino va avanti per conto suo, tanto c’è abituato.

La fiamma gialla del piccolo Ginkgo del mio giardino visto attraverso la chioma del papiro siciliano – dono di Tano; da me hanno preso dimensioni gigantesche – che si è piegato sulla stradina, dalla sua sede originaria, nello stagnetto

Sulla destra del banano, che pure meriterebbe di essere ripulito dal secco, c’è lo stagnetto fatto con il gommone (Zodiac, Astral 3,40), reduce da tante avventure per mare; ora, ‘aperto come una cozza’, ha una second life come sede di piante acquatiche

Dietro il papiro siciliano, sempre nello stagnetto, c’è il papiro comune, altrettanto rigoglioso

Poi in paese… da Lanuvio, un salto a Genzano che dista pochi chilometri. Noi civitani (lanuvini) di campagna, alcune cose le facciamo al paese di residenza (giornali, Poste, Comune), per altre cambiamo zona (supermercati, altre spese); e Genzano nei dintorni è quella che più si dà le arie da grande città.
Ma è stato qui, a Genzano, proprio all’ingresso del paese dalla strada che viene da Velletri, che mi è venuta l’idea (e la necessità) di questo scritto.
Come spesso succede, quando pensi o vedi una cosa che ti ha colpito, passa poco che ne vedi un’altra che te la richiama. Forse un’attenzione focalizzata, non so, ma succede di frequente. Così all’inizio del paese, sulla sinistra della strada che stavo percorrendo in macchina, cosa ti vedo sulla sinistra se non un viale di Ginkgo nel loro giallo splendore tardo-autunnale, di cui il primo avrebbe meritato un monumento tutto per lui e dei cartelli indicatori per gli automobilisti distratti.
Eccolo:

Onore al Comune di Genzano e ai fautori di questa scelta, fatta diversi anni fa, immagino, ma la resa per quanto attiene all’arredo urbano per mezzo delle piante desta ammirazione…

Sull’Appia, all’ingresso di Genzano; si vede la cupola della cattedrale, in fondo

Lo stesso viale di Ginkgo, rifacendo la strada al contrario

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1° dic. 2024 – La foto che hanno inviato a Patrizia dal Giappone  (cfr. Commento di Patrizia Maccotta)

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Nota sull’arredo urbano (cfr. Commento di Sandro Russo)
Quattro foto prese ieri 3 dicembre lungo la strada per porta al paese, nel giardino di una casa:


 

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8 dic. 2024 (cfr. Commento di Patrizia Maccotta)

La foto del Ginkgo di Montmartre inviata da Patrizia (sullo sfondo le Coeur Sacré):

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