Poesie, Racconti

La vecchia casa

di Antonino Feola (Bixio)

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La vecchia casa

Non c’è sensazione più malinconica e triste che vedere una vecchia casa
con le cupole
spuntare tra i cespugli e la macchia mediterranea.

Il silenzio dominante morde lo stomaco,
si respira l’abbandono,
il cortile deserto,
l’erba che spunta tra le fessure interrompe il bianco di calce
di un tempo.

Eppure era costruita per restare, con sacrifici
per resistere, per non andare via.

Le porte in rovina, sprangate lasciano vedere
all’interno
le povere cose rimaste.

Si allungano le ombre della sera
nel cortile spazzato dal vento.

La sensazione di vuoto mi prende,
sento tristezza e rimpianto,
solidarietà estrema
e tardiva
per quelli che son dovuti
andare via.
L’istinto, la necessità di sopravvivere
sono stati più forti del fascino del paesaggio.

Non c’è biasimo, solo comprensione,
Sento tutto il peso del destino benevolo
che mi ha fatto restare.

1 Comment

1 Comment

  1. Gennaro DI Fazio

    7 Febbraio 2024 at 13:42

    Non sono un cultore, ma amo le poesie, soprattutto come questa, scritta con parole semplici ma efficaci nel trasferire a chi legge le emozioni che il luogo e le condizioni umane manifestano.
    L’autore riesce molto bene a trasmettere le sue sensazioni, che sono sicuramente recepite soprattutto da coloro che hanno vissuto il passato a
    Ponza o vivono tutt’ora l’inverno isolano, ma non solo. Sembra un racconto letto intorno ad un braciere durante una sera di tanto tempo fa, di quando gli emigranti partivano per le terre lontane. Chissà quanta malinconia e tristezza doveva trasparire dai loro sguardi, costretti come
    erano ad andare via per “necessità di sopravvivere”, nonostante il “fascino del paesaggio”, l’amore per il paese e per le persone care che,
    nel bene e nel male, avevano determinato il corso della loro esistenza.
    La storia umana è piena di queste vicende, iniziate con tante speranze, ma spesso tramutate in delusione con conseguente morte nel cuore.
    Sono i ricordi che imprimono il rimorso, non tanto per le scelte sbagliate, peraltro condizionate dal contesto del loro tempo, ma per la perdita dell’amore per il luogo nativo che la vita ci aveva regalato.
    Grazie Bixio
    Un saluto affettuoso

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